Al Haffa Souq: cosa insegna all’edilizia italiana digitale

IA nell'Immobiliare Italiano: PropTech InnovationBy 3L3C

Al Haffa Souq mostra come tradizione, sostenibilità e sicurezza si reggano su basi digitali. Ecco cosa può imparare l’edilizia e il PropTech italiano.

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Perché Al Haffa Souq parla anche ai cantieri italiani

Un dato colpisce subito: oltre 2,2 milioni di ore lavorate senza un infortunio con giorni persi. In un progetto complesso, mixed-use, in clima estremo. E mentre conquista un Award of Merit ENR 2025 per il retail/mixed-use, Al Haffa Souq a Salalah (Oman) è anche la dimostrazione concreta di come progettazione intelligente, sostenibilità e gestione digitale possano convivere.

Per chi lavora nell’edilizia italiana e nel real estate questo progetto è uno specchio del futuro prossimo: rigenerazione di aree commerciali, mix di funzioni, spazi flessibili per piccoli esercenti e brand internazionali, il tutto con una pressione crescente su efficienza energetica, sicurezza e tempi di cantiere.

Nel framework della serie “IA nell’Immobiliare Italiano: PropTech Innovation”, Al Haffa Souq è un caso studio perfetto: mostra come un concept profondamente legato alla tradizione (il souq) possa essere reso possibile grazie a processi, strumenti e logiche che in Italia stiamo iniziando a sviluppare con BIM, AI di cantiere e digital twin.

In questo articolo vediamo:

  • cosa rende speciale Al Haffa Souq dal punto di vista progettuale e costruttivo;
  • quali parti del processo sarebbero oggi gestibili (meglio) con IA, BIM e pianificazione digitale;
  • come questi insegnamenti si possono applicare ai cantieri misti italiani: retail, residenziale, turistico, rigenerazione urbana.

1. Al Haffa Souq: tradizione, mix funzionale e progetto complesso

Al Haffa Souq nasce da una sfida chiara: creare un complesso moderno, misto, che conservi l’atmosfera di un souq tradizionale omanita.

L’obiettivo progettuale è triplo:

  1. rispettare la morfologia storica dei vicoli tortuosi del souq dell’incenso di Salalah;
  2. integrare servizi e standard moderni (comfort, impianti, accessibilità, brand internazionali);
  3. garantire gestione pedonale fluida e spazi versatili per attività differenti.

Per chi conosce i centri storici italiani, il parallelo è immediato: un po’ come intervenire su una porzione di centro storico a Bari Vecchia o nel quartiere dei Vicoli di Genova, ma con funzioni retail contemporanee, catene internazionali e nuove esigenze logistiche.

Il team ha lavorato sulla forma urbana:

  • tracciato ispirato ai vicoli stretti del souq per favorire ombra naturale;
  • spazi flessibili che ospitano sia piccole botteghe sia brand globali;
  • layout pienamente pedonale, progettato per comfort microclimatico.

Dove entra in gioco la trasformazione digitale

Un impianto così articolato, pieno di passaggi pedonali, corti interne e negozi modulabili, è un tipico scenario in cui:

  • il BIM urbano (modello informativo dell’intero complesso) permette di coordinare architettura, strutture, MEP, facciate;
  • algoritmi di simulazione dei flussi pedonali, supportati da AI, aiutano a dimensionare larghezze di percorsi, piazzette, nodi di sosta;
  • strumenti di climate analysis integrati al BIM guidano il posizionamento di ombreggiamenti, alberature, pergolati.

Esattamente lo stesso tipo di approccio che oggi serve nei progetti mixed-use italiani: retail + residenziale + hospitality, spesso con vincoli storici o paesaggistici rilevanti.


2. Strategie passive e sostenibilità: cosa possiamo copiare domani

Il progetto ha puntato molto sulle strategie passive per ridurre il fabbisogno energetico e gestire il clima ostile dell’Oman.

Gli elementi chiave:

  • orientamento e clustering degli edifici per ridurre l’esposizione diretta al sole;
  • composizione dei volumi per favorire la ventilazione naturale tra i corpi di fabbrica;
  • pavimentazioni (hardscape) pensate per ridurre le isole di calore;
  • paesaggio (softscape) con piante autoctone, resistenti e poco idroesigenti;
  • utilizzo di acque grigie trattate e acqua piovana raccolta per irrigazione, riducendo il consumo di acqua potabile.

Questa impostazione è molto vicina a ciò che le normative italiane e la tassonomia europea stanno spingendo: riduzione dei consumi, uso efficiente dell’acqua, progetto climatico del lotto.

Come AI e BIM aiutano queste scelte in un progetto italiano

Oggi, in un cantiere italiano, lo stesso tipo di ragionamento può essere accelerato e reso più oggettivo con:

  • Analisi energetiche parametriche integrate nel BIM: il progettista testa in poche ore decine di varianti di orientamento, profondità dei portici, altezze dei volumi, verificando subito l’impatto su carichi termici e comfort.
  • Algoritmi di ottimizzazione basati su AI: dati i vincoli (superficie edificabile, indici urbanistici, budget, irraggiamento), il sistema propone configurazioni di masterplan che minimizzano il fabbisogno energetico.
  • Simulazioni microclimatiche: strumenti di CFD + AI permettono di prevedere velocità dell’aria, zone di surriscaldamento, efficacia delle schermature vegetali.
  • Gestione intelligente dell’acqua: modelli che incrociano pluviometrie storiche e scenari climatici futuri per dimensionare bacini di raccolta, reti duali, sistemi di riuso delle acque grigie.

Per uno sviluppatore o un fondo immobiliare italiano, questo significa:

  • decisioni meno intuitive e più data-driven in fase di concept;
  • business plan che includono con maggiore precisione CAPEX e OPEX energetici;
  • dossier ESG più robusti e misurabili per investitori e banche.

3. Sicurezza di cantiere: da 2,2 milioni di ore senza incidenti all’uso dell’IA

Uno dei dati più forti del progetto è il risultato sulla sicurezza: zero infortuni con giorni persi su oltre 2,2 milioni di ore lavorate.

Questo traguardo non nasce per caso. Il team ha:

  • coinvolto fin dall’inizio ingegneri della sicurezza nel processo di progettazione;
  • effettuato una revisione dei rischi in fase di design, eliminando pericoli alla radice;
  • strutturato un controllo continuo in cantiere.

Qui la connessione con l’agenda italiana è diretta: nei prossimi anni la combinazione di BIM + IA + IoT sarà uno dei pochi modi realistici per ridurre infortuni in cantieri sempre più complessi.

Come l’IA può migliorare sicurezza e pianificazione sui cantieri misti

Ecco alcuni esempi pratici applicabili da una media impresa di costruzioni italiana:

  • BIM 4D + AI per la pianificazione
    Collegare il modello BIM al cronoprogramma e usare algoritmi di AI per:

    • individuare fasi con concentrazione anomala di lavorazioni ad alta energia (sollevamenti, demolizioni, getti);
    • simulare scenari alternativi di sequenza lavori che riducano interferenze e rischi;
    • prevedere colli di bottiglia logistici in aree pedonali o contesti storici.
  • Computer vision in cantiere
    Telecamere intelligenti e sensori possono:

    • riconoscere DPI mancanti;
    • monitorare accessi a zone ad alto rischio;
    • segnalare in tempo quasi reale comportamenti pericolosi.
  • Analisi predittiva degli incidenti
    Incrociando:

    • storico degli infortuni aziendali,
    • tipologia di lavorazioni,
    • condizioni meteo e turnazioni, algoritmi di IA possono indicare giorni e attività con rischio elevato, suggerendo misure extra di prevenzione.

Il caso Al Haffa dimostra che un approccio sistemico alla sicurezza è possibile. La tecnologia oggi permette di renderlo scalabile anche per cantieri italiani di dimensione media.


4. Mixed-use, flessibilità e valore immobiliare: la lezione per il PropTech italiano

Al Haffa Souq è un classico sviluppo mixed-use orientato al retail, con spazi flessibili in grado di ospitare:

  • piccole attività locali;
  • brand internazionali;
  • funzioni che nel tempo possono cambiare (food, artigianato, servizi, esperienze).

Questa logica è cruciale anche in Italia, dove molti sviluppi urbani e progetti di rigenerazione puntano a:

  • mixare retail, residenziale, uffici, turismo;
  • creare spazi che generino traffico pedonale costante;
  • evitare complessi monofunzionali destinati a svuotarsi in pochi anni.

Come l’IA può supportare sviluppo e gestione di immobili mixed-use

Nel contesto di PropTech e IA nell’immobiliare italiano, ci sono almeno quattro ambiti in cui casi come Al Haffa Souq indicano la direzione:

  1. Analisi di mercato e definizione del mix funzionale
    Modelli di IA possono:

    • analizzare dati di footfall, reddito medio, turismo, mobilità;
    • suggerire mix ottimali retail–food–servizi;
    • stimare l’impatto di diverse combinazioni sul valore immobiliare e sui canoni.
  2. Valutazioni automatiche (AVM) per spazi complessi
    Per un souq moderno o una galleria urbana non basta il metro quadro. Servono:

    • modelli che considerino posizione nel percorso pedonale, visibilità, vicinanza a nodi di attrazione;
    • sistemi di pricing dinamico per canoni e fee di gestione.
  3. Gestione operativa dei tenant
    Piattaforme PropTech con AI aiutano a:

    • ottimizzare il mix di tenant in base alle performance reali;
    • prevedere rischi di vacancy;
    • proporre ri-configurazioni degli spazi (unendo o frazionando unità) in modo economicamente ottimale.
  4. Esperienza utente e dati in tempo reale
    Sensori e app possono raccogliere dati sui flussi e sulle permanenze, permettendo di:

    • aggiustare la segnaletica;
    • calibrare aperture, eventi e servizi;
    • fornire insight agli operatori commerciali.

Il risultato? Progetti come Al Haffa Souq diventano piattaforme urbane adattive, non solo edifici. È esattamente la direzione che molte città italiane stanno cercando per riattivare centri storici e quartieri commerciali.


5. Come portare queste logiche nei cantieri digitali italiani

La realtà è che non serve un budget “da Oman” per iniziare. Per uno sviluppatore o general contractor italiano che punta a cantieri digitali e a portare l’IA nell’immobiliare, il percorso può essere graduale.

Passi concreti che ho visto funzionare

  1. Partire da un progetto pilota mixed-use
    Scegliere un intervento con:

    • retail + almeno un’altra funzione (residenziale, uffici, turistico);
    • un contesto urbano di un certo valore (centro città, nodo di mobilità, waterfront).
  2. Imporre il BIM come requisito minimo

    • Modello federato con architettura, strutture, MEP.
    • Collegamento del modello a cronoprogramma (4D) e computi (5D).
  3. Introdurre almeno un caso d’uso IA per fase

    • Concept: analisi microclimatica e di irraggiamento per orientamento e volumi.
    • Progetto esecutivo: ottimizzazione degli impianti o layout spazi commerciali.
    • Cantiere: analisi predittiva dei rischi di sicurezza o ritardi.
    • Gestione: monitoraggio energetico e previsioni di manutenzione.
  4. Misurare risultati e scalarli

    • Confrontare tempi, varianti, imprevisti con progetti tradizionali;
    • documentare riduzioni di consumo energetico atteso, minori interferenze in cantiere, miglior coordinamento tra imprese.

Chi riesce a farlo su uno o due progetti crea il proprio “Al Haffa Souq italiano”: un case study solido da usare con banche, investitori, amministrazioni.


Conclusione: gli award non servono per fare scena, ma per fare scuola

Al Haffa Souq ha ricevuto un riconoscimento internazionale per la capacità di unire tradizione, sostenibilità e sicurezza in un complesso retail/mixed-use. Ma la parte davvero interessante, per l’Italia, è un’altra: questo tipo di progetto è ormai possibile solo con una solida dorsale digitale.

Per chi lavora nella filiera immobiliare – sviluppatori, property company, general contractor, progettisti – la domanda non è se adottare BIM e IA, ma quanto in fretta portarli nel cuore dei propri processi.

La serie “IA nell’Immobiliare Italiano: PropTech Innovation” nasce proprio per questo: fornire esempi concreti, come Al Haffa Souq, e trasformarli in strategie operative per i cantieri digitali italiani.

Se stai lavorando a un nuovo sviluppo mixed-use, o a una rigenerazione urbana con forte componente retail, è il momento giusto per chiederti:

quanto del valore che voglio creare è già modellato, misurato e ottimizzato in digitale?

Più la risposta si avvicina a “quasi tutto”, più è probabile che il tuo prossimo progetto non solo funzioni meglio, ma diventi un riferimento per il mercato italiano.

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