OpenBIM, ALLPLAN ed EDILCLIMA: efficienza e sostenibilità

IA per l'Edilizia Italiana: Cantieri DigitaliBy 3L3C

L’integrazione OpenBIM tra ALLPLAN ed EDILCLIMA EC700 riduce errori, velocizza le simulazioni energetiche e rende i cantieri italiani più digitali e sostenibili.

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OpenBIM tra ALLPLAN ed EDILCLIMA: perché conta davvero

Negli ultimi tre anni, oltre il 40% degli interventi edilizi incentivati in Italia ha avuto al centro il tema delle prestazioni energetiche. Nello stesso periodo, molti studi tecnici hanno scoperto quanto sia lento e rischioso rifare a mano il modello energetico partendo da un progetto BIM già pronto.

La realtà? Una buona parte di quel tempo si può evitare se il flusso di lavoro BIM è davvero OpenBIM, cioè basato su standard aperti come l’IFC, e se i software di progettazione e di analisi “si parlano” in modo affidabile. È esattamente qui che entra in gioco l’integrazione tra ALLPLAN ed EDILCLIMA EC700.

In questo articolo della serie “IA per l’Edilizia Italiana: Cantieri Digitali” vediamo come l’integrazione OpenBIM tra ALLPLAN e EDILCLIMA, supportata dagli standard IFC4 e IFC 4.3, cambia il lavoro del progettista termotecnico e dello studio di progettazione che punta a cantieri più digitali, sostenibili e redditizi.


Cos’è davvero l’integrazione OpenBIM ALLPLAN–EDILCLIMA

L’integrazione tra ALLPLAN 2022 (e versioni successive) ed EDILCLIMA EC700 è, in pratica, un flusso di lavoro BIM in cui:

  • il modello architettonico viene creato in ALLPLAN;
  • le informazioni tecniche degli elementi (pareti, solai, serramenti, coperture, ecc.) vengono strutturate e salvate in formato IFC4;
  • EC700 importa il file IFC, riconosce gli oggetti e usa i relativi dati per calcolare le prestazioni energetiche in conformità alla UNI/TS 11300.

Il punto chiave è l’interoperabilità: il progettista non ricostruisce da zero l’edificio nel software di calcolo, ma riutilizza il modello BIM informato. Questo riduce gli errori, accelera le simulazioni e permette di valutare più scenari di intervento, ad esempio per Superbonus, Ecobonus o nuovi edifici NZEB.

L’IFC non è un semplice “formato file”, ma un linguaggio comune che permette ai vari software del cantiere digitale di scambiarsi informazioni senza perdere significato.


Perché le certificazioni IFC4 e IFC 4.3 contano per i cantieri digitali

Le certificazioni IFC4 Architectural Reference Exchange e IFC 4.3 rilasciate da buildingSMART ad ALLPLAN non sono un dettaglio commerciale, ma una garanzia tecnica.

Cosa cambia nella pratica

Un software certificato IFC4 e IFC 4.3:

  • esporta e importa in modo coerente geometrie e proprietà;
  • gestisce correttamente classi IFC e attributi personalizzati;
  • riduce il rischio di elementi “persi” o trasformati in semplici volumi senza dati.

Per chi lavora in Italia questo si traduce in tre vantaggi concreti:

  1. Collaborazione multidisciplinare affidabile
    Architetti, strutturisti, termotecnici e imprese possono lavorare con software diversi, ma con un modello digitale coerente. Il termotecnico non deve “indovinare” gli spessori o le stratigrafie.

  2. Allineamento alle normative e ai CAM
    I requisiti su energia e sostenibilità ambientale si fanno ogni anno più stringenti. Disporre di un flusso certificato IFC4 aiuta a costruire fascicoli tecnici e modelli controllabili, verificabili e aggiornabili.

  3. Base solida per l’IA applicata al BIM
    Modelli IFC puliti e strutturati sono il presupposto per usare algoritmi di intelligenza artificiale su clash detection avanzata, ottimizzazione energetica e manutenzione predittiva. Senza dati standard, l’IA resta sulla carta.

Come ha sottolineato Massimo Baldessari (ALLPLAN Italia), l’obiettivo è estendere i flussi di lavoro produttivi ed efficienti dall’ideazione al cantiere, coinvolgendo anche il mercato italiano e i suoi software specialistici come EDILCLIMA.


Il nuovo ruolo del progettista termotecnico nell’ecosistema BIM

Il progettista termotecnico è tra le figure che più beneficiano di un flusso OpenBIM pulito. L’ing. Beatrice Soldi (EDILCLIMA) lo riassume bene: il BIM è un’esperienza complessa in cui diversi strumenti devono scambiarsi informazioni senza perdita di dati.

Dal “data entry” alla consulenza energetica

Nel flusso tradizionale, il termotecnico:

  • riceve tavole 2D o modelli BIM “piatti”;
  • ricostruisce il modello energetico in EC700 inserendo:
    • geometrie degli ambienti;
    • proprietà di pareti, serramenti, coperture;
    • dati impiantistici;
  • dedica ore a controlli incrociati per evitare errori.

Con l’integrazione ALLPLAN–EDILCLIMA:

  • importa il file IFC4 generato da ALLPLAN;
  • ritrova ambienti, superfici disperdenti e serramenti già riconosciuti;
  • si concentra su scenari, strategie di intervento e analisi costi-benefici.

Il tempo recuperato non è solo “tempo risparmiato”: è capacità di fare più simulazioni, confrontare diverse soluzioni di isolamento o di impianto, e supportare meglio il committente nelle scelte.

Un esempio pratico di flusso digitale

Prendiamo uno studio che segue la riqualificazione energetica di un condominio anni ’70:

  1. L’architetto modella in ALLPLAN la situazione di fatto e le varianti (cappotto, sostituzione serramenti, rifacimento copertura).
  2. Gli elementi sono codificati con materiali, trasmittanze, stratigrafie coerenti con le UNI/TS 11300.
  3. Il modello viene esportato in IFC4 e consegnato al termotecnico.
  4. EC700 importa l’IFC, riconosce involucro e aperture e costruisce automaticamente il modello energetico di base.
  5. Il termotecnico testa velocemente diversi scenari (es. spessori diversi di isolante, pompe di calore alternative, fotovoltaico) e produce un quadro chiaro di prestazioni, costi e tempi di ritorno.

Risultato: meno errori, meno rielaborazioni, più valore aggiunto in termini di consulenza strategica.


OpenBIM, sostenibilità e incentivi: cosa cambia per studi e imprese

L’integrazione ALLPLAN–EDILCLIMA non riguarda solo i progettisti. Ha impatti diretti anche su imprese di costruzione, ESCo e general contractor che gestiscono appalti complessi o portafogli di interventi incentivati.

Perché questa integrazione favorisce la sostenibilità

Un flusso BIM–IFC–EC700 ben impostato consente di:

  • valutare in modo quantitativo l’impatto energetico di ogni scelta progettuale;
  • documentare con precisione gli indicatori richiesti (EPgl, classi energetiche, fabbisogni per servizi);
  • costruire un archivio di modelli energetici da riutilizzare in ottica di gestione e manutenzione (BIM to FM).

In un contesto in cui:

  • il Piano Nazionale Energia e Clima spinge forte sulla decarbonizzazione del patrimonio edilizio;
  • gli enti locali chiedono interventi sempre più misurabili e monitorabili;

avere un ecosistema software OpenBIM affidabile non è optional, è un vantaggio competitivo.

Collegamento con “IA per l’Edilizia Italiana: Cantieri Digitali”

La digitalizzazione del cantiere non si esaurisce nel 3D. Il modello BIM diventa la base dati su cui, progressivamente, si innestano soluzioni di intelligenza artificiale:

  • algoritmi che suggeriscono interventi energetici più efficienti su edifici simili;
  • sistemi che stimano in anticipo consumi reali rispetto alle simulazioni;
  • strumenti che incrociano dati energetici, costi e tempi di cantiere per proporre il mix ottimale di lavorazioni.

Senza un flusso standardizzato come quello abilitato da IFC4 tra ALLPLAN ed EDILCLIMA, questi scenari restano teorici. Con un OpenBIM maturo diventano progressivamente parte del lavoro quotidiano di studi e imprese.


Come impostare un flusso di lavoro OpenBIM efficace con ALLPLAN ed EDILCLIMA

Per sfruttare davvero l’integrazione non basta “esportare un IFC”. Serve metodo. Ecco un approccio pratico per studi e imprese che vogliono fare un salto di qualità.

1. Definire regole di modellazione BIM condivise

Prima di modellare, chiarire:

  • come codificare gli elementi (tipologie di pareti, solai, serramenti, coperture);
  • quali attributi sono necessari per l’analisi energetica (trasmittanza, spessori, materiali, ponti termici previsti);
  • come organizzare gli ambienti in ALLPLAN, in modo che il termotecnico li ritrovi in EC700.

Un semplice documento interno di “BIM Execution” focalizzato sulla parte energetica può evitare il 90% dei fraintendimenti.

2. Utilizzare template e librerie coerenti

Creare librerie di:

  • stratigrafie tipo (murature in laterizio, pareti in c.a. con cappotto, coperture ventilate, ecc.);
  • serramenti standard con vetri e telai tipici del contesto italiano;
  • ponti termici ricorrenti.

Più la libreria è coerente, più l’esportazione IFC sarà leggibile da EC700 e da eventuali altri software di analisi.

3. Testare l’esportazione/importazione su un “progetto pilota”

Prima di portare il flusso su progetti complessi, conviene usarlo su un edificio di test:

  • esportare IFC da ALLPLAN;
  • importare in EC700;
  • verificare cosa viene riconosciuto, cosa manca e come migliorare la modellazione.

Questa fase è ideale per formare il team, allineare architetti e termotecnici e definire una checklist di controllo.

4. Integrare il flusso nei processi interni dello studio

Una volta rodato il processo, il passo successivo è inserirlo nelle routine:

  • stabilire quando generare l’IFC (ad esempio a fine progettazione definitiva e a fine esecutivo);
  • definire chi è responsabile dell’aggiornamento del modello e del controllo qualità;
  • collegare il modello energetico alle fasi di computo, preventivazione e pianificazione del cantiere.

È qui che il BIM diventa davvero cantiere digitale e non solo modellazione 3D.


Perché puntare ora su OpenBIM e integrazione ALLPLAN–EDILCLIMA

Molti studi e imprese italiane sono a un bivio: continuare con processi frammentati, dove ogni figura ricostruisce i dati per conto suo, oppure costruire un ecosistema digitale comune, in cui modello BIM, analisi energetica e gestione di cantiere si parlano in modo strutturato.

L’integrazione OpenBIM tra ALLPLAN ed EDILCLIMA dimostra che:

  • la collaborazione interdisciplinare è già possibile oggi, con strumenti disponibili sul mercato italiano;
  • la sostenibilità non è solo un requisito normativo, ma un campo in cui la progettazione integrata porta margini e valore percepito dal cliente;
  • un uso intelligente degli standard IFC è il passo intermedio necessario per arrivare alla piena IA nei cantieri digitali.

Chi inizia ora a impostare correttamente i flussi OpenBIM si troverà tra pochi anni con archivi di modelli ricchi di dati, pronti ad alimentare strumenti di analisi automatica, ottimizzazione dei tempi di cantiere e monitoraggio delle prestazioni reali degli edifici.

Per studi di progettazione, società di ingegneria e imprese che vogliono restare competitivi nell’edilizia italiana, il messaggio è chiaro: OpenBIM non è più un esperimento, è la base del lavoro quotidiano. L’integrazione ALLPLAN–EDILCLIMA è una delle strade più concrete per trasformare il BIM in risultati misurabili su sostenibilità, tempi e redditività dei progetti.