Da BernabĂ©u ai cantieri italiani: il valore dell’automazione

IA per l'Edilizia Italiana: Cantieri Digitali‱‱By 3L3C

Lo stadio BernabĂ©u mostra come automazione, BIM e IA possano trasformare un’opera in una piattaforma flessibile. Ecco cosa possono imparare i cantieri italiani.

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Dal prato del Bernabéu ai cantieri italiani

Al Santiago BernabĂ©u il campo di gioco non si limita piĂč a “stare fermo”. Grazie al sistema ipogeo automatizzato progettato da Sener Mobility, il prato naturale scende fino a 30 metri di profonditĂ , viene conservato e manutenuto sottoterra, mentre sopra lo stadio si trasforma in arena per concerti, eventi corporate, spettacoli. Tutto gestito da un sistema di movimentazione su binari, sensori e controllo intelligente.

Questa soluzione, premiata come Best Project – Specialty Construction agli ENR 2025 Global Best Projects, non ù solo una curiosità per appassionati di stadi. È un caso di studio perfetto per chi lavora nell’edilizia e vuole capire come automazione, IA e pianificazione digitale possono cambiare il modo di progettare e gestire i cantieri, anche in Italia.

Nel contesto della serie “IA per l’Edilizia Italiana: Cantieri Digitali”, guardiamo al BernabĂ©u non come tifosi, ma come tecnici: cosa possiamo imparare, in concreto, per i nostri stadi, ospedali, centri commerciali, infrastrutture?


1. Che cos’ù il sistema ipogeo del BernabĂ©u (e perchĂ© interessa l’edilizia)

Il progetto del BernabĂ©u ruota attorno a un obiettivo chiaro: trasformare uno stadio in una destinazione polifunzionale 365 giorni l’anno, senza sacrificare la qualitĂ  del campo da gioco.

Il cuore della soluzione Ăš il sistema brevettato Hypogea:

  • il campo viene suddiviso in moduli su vassoi (trays) che scorrono su binari;
  • un sistema completamente automatizzato fa traslare e impilare verticalmente questi moduli in uno spazio ipogeo a oltre 25 m di profonditĂ ;
  • nel “garage del prato” entra in gioco un impianto di manutenzione avanzato: illuminazione artificiale, irrigazione, ventilazione, riscaldamento e drenaggio dedicati, tutti gestiti in modo coordinato.

Il risultato Ăš duplice:

  1. Sopra: area libera per eventi non calcistici (concerti, convention, altri sport, fiere).
  2. Sotto: il manto erboso resta vivo, controllato e protetto, pronto a riemergere in condizioni ottimali.

Per arrivare a questo, il team di progetto ha dovuto affrontare sfide strutturali pesanti:

  • scavo fino a 25–30 metri sotto uno stadio esistente, in pieno tessuto urbano;
  • realizzazione di paratie e strutture di contenimento in calcestruzzo per garantire la stabilitĂ  del terreno;
  • monitoraggio continuo con sensori per vibrazioni, cedimenti e movimenti del suolo, a tutela sia dello stadio sia degli edifici circostanti;
  • coordinamento stretto tra progettazione strutturale, impiantistica, meccanica e sistemi di automazione.

Questo progetto Ăš la dimostrazione che specialty construction e cantieri ad alta complessitĂ  non si gestiscono piĂč “a intuito”: servono dati, simulazioni, modelli digitali e controllo intelligente.


2. Dove entra in gioco l’IA: dal prato automatico al cantiere intelligente

Il sistema Hypogea ù, di fatto, una piattaforma di automazione complessa che vive di sensori, algoritmi di controllo e monitoraggio in tempo reale. È esattamente il tipo di ecosistema dove l’IA per l’edilizia fa la differenza.

Automazione & controllo: oltre il semplice PLC

Un campo che si muove su binari e si stocca a 30 metri di profonditĂ  richiede decisioni continue:

  • quando attivare i movimenti per ridurre il rischio meteo;
  • quanta luce artificiale fornire a ogni modulo di prato;
  • come regolare irrigazione e ventilazione in base a temperatura e umiditĂ ;
  • come gestire rallentamenti o anomalie in sicurezza.

Qui i modelli predittivi possono ottimizzare:

  • consumi energetici (illuminazione, riscaldamento, ventilazione);
  • programmazione operativa (tempi di movimentazione, finestre di manutenzione);
  • manutenzione predittiva di attuatori, binari, pompe e sensori.

Dal Bernabéu al cantiere italiano

In un cantiere complesso – un nuovo stadio in Serie A, un ospedale, una stazione ferroviaria – gli stessi principi valgono per:

  • gru, piattaforme e attrezzature connesse;
  • sistemi di getto e preconfezionamento prefabbricati;
  • impianti MEP integrati in edifici ad alte prestazioni energetiche.

Un cantiere digitale alimentato da IA puĂČ:

  • simulare in anticipo logistica, interferenze e rischi;
  • ricalcolare in tempo reale piani di lavoro e resource planning;
  • anticipare criticitĂ  strutturali o geotecniche analizzando i dati dei sensori (come nel monitoraggio delle paratie del BernabĂ©u).

La lezione ù chiara: se riesco a gestire un prato mobile con precisione millimetrica, posso gestire meglio anche il mio cantiere “tradizionale” usando gli stessi strumenti digitali.


3. Pianificazione digitale e BIM: la base di ogni automazione

Un progetto come il Bernabéu non nasce in 2D. Nasce da un modello digitale integrato dove strutture, impianti, sistemi meccanici e logiche di automazione convivono.

Per l’edilizia italiana, questo significa una cosa semplice: senza BIM serio, la vera automazione non parte.

Cosa insegna il Bernabéu al progettista italiano

Per arrivare a un sistema come Hypogea, il team ha dovuto:

  • modellare in 3D tutto il volume ipogeo, fino ai 30 m di profonditĂ ;
  • integrare componenti meccanici (binari, vassoi, attuatori) con strutture in c.a. e acciaio;
  • coordinare impianti complessi (HVAC, luci grow-light, irrigazione, drenaggi) in uno spazio ristretto;
  • simulare fasi costruttive, sequenze di scavo e installazione per ridurre rischi su stadio esistente e contesto urbano.

Tutto questo Ăš BIM avanzato unito a strumenti di 4D (tempo) e 5D (costi).

In Italia molte imprese sono ancora ferme a un BIM “di facciata”: qualche modello architettonico, poca integrazione con strutturisti e impiantisti, zero collegamento col cantiere. Il BernabĂ©u dimostra che:

L’innovazione vera arriva quando progetto digitale, programmazione lavori e gestione operativa parlano la stessa lingua.

Dal modello al cantiere: Cantieri Digitali sul serio

Un approccio “BernabĂ©u-style” applicato a un grande progetto italiano potrebbe includere:

  • modello BIM federato condiviso con tutta la filiera (progettisti, impresa, subappaltatori, fornitore impianti);
  • pianificazione 4D integrata: ogni fase costruttiva associata a componenti specifici del modello;
  • controllo di avanzamento lavori tramite app di cantiere e aggiornamento del modello in tempo reale;
  • analisi automatica delle interferenze (clash detection) per ridurre varianti e contenziosi;
  • integrazione dei dati di sensori strutturali e ambientali direttamente nel modello digitale (digital twin).

Questo Ăš il terreno naturale dove l’IA puĂČ supportare direttori di cantiere, project manager e tecnici: suggerendo ottimizzazioni, segnalando anomalie, proponendo scenari alternativi.


4. Cosa possono imparare le imprese italiane da questo progetto

Il BernabĂ©u non Ăš un modello da copiare “uno a uno”, ma un laboratorio di buone pratiche. E alcune sono sorprendentemente concrete per il nostro contesto.

Lezioni chiave per imprese e progettisti

  1. Pensare all’opera come piattaforma, non come singolo edificio
    Real Madrid ha voluto uno stadio che genera ricavi anche senza partite. In Italia, questo vale per:

    • stadi di proprietĂ ;
    • palasport e arene multifunzionali;
    • fiere, centri congressi, poli ospedalieri.

    Se in fase di concept si ragiona su flessibilità, modularità e riconfigurazione, diventano naturali soluzioni come tribune mobili, pavimentazioni tecniche, coperture retrattili. Tutti ambiti in cui IA e automazione possono semplificare l’uso quotidiano.

  2. Integrare monitoraggio e sicurezza fin dal progetto
    Le paratie del BernabĂ©u sono state controllate da un sistema continuo di sensori. Non Ăš un “extra”: Ăš parte della struttura.
    Nei cantieri italiani questo si traduce in:

    • sensori per movimenti del terreno in scavi profondi;
    • monitoraggio vibrazioni vicino a edifici storici;
    • sistemi IA che analizzano i dati e allertano prima che il problema diventi emergenza.
  3. Assemblare davvero un team multidisciplinare
    Il progetto ha coinvolto “i migliori specialisti di ogni disciplina”. Non ù solo retorica: in un sistema ipogeo il meccanico parla con lo strutturista, l’impiantista dialoga con chi sviluppa il software di controllo.
    Per un’impresa italiana questo significa:

    • coinvolgere fin dall’inizio chi si occuperĂ  della gestione e manutenzione dell’opera;
    • integrare esperti di automazione e dati nel team di progettazione;
    • usare piattaforme collaborative invece di e-mail sparse.
  4. Fare della digitalizzazione un asset commerciale
    Real Madrid vende oggi uno stadio che puĂČ ospitare “tutti i tipi di eventi restando compatibile con l’attivitĂ  sportiva”.
    Un’impresa italiana puĂČ proporre:

    • ospedali predisposti per trasformare reparti in aree di terapia intensiva con minima riconfigurazione impiantistica;
    • centri commerciali progettati per adattarsi rapidamente a nuovi format retail;
    • edifici direzionali con automazioni intelligenti giĂ  integrate (gestione accessi, comfort, consumi energetici).

In sintesi: l’automazione e l’IA non sono un costo in piĂč; sono ciĂČ che rende l’opera piĂč redditizia, flessibile e sicura nel tempo.


5. Come iniziare a portare logiche “tipo BernabĂ©u” nei cantieri italiani

Passare da un cantiere tradizionale a un cantiere digitale non richiede subito un prato che scompare nel sottosuolo. Servono passi progressivi, ma decisi.

Tre mosse pratiche per il 2026

  1. Digitalizzare la pianificazione e collegarla al campo

    • Passare da Gantt statici a pianificazione 4D collegata al modello BIM (anche solo per le opere principali).
    • Usare piattaforme che permettano di aggiornare in tempo reale stato avanzamento lavori da mobile.
    • Iniziare a raccogliere dati strutturati su ritardi, imprevisti, tempi reali di esecuzione.
  2. Introdurre monitoraggio intelligente nei cantieri piĂč critici

    • Installare sensori su paratie, strutture temporanee, zone di scavo profondo.
    • Collegarli a dashboard con soglie e allarmi intelligenti.
    • Valutare soluzioni IA che analizzino pattern storici per prevedere criticitĂ .
  3. Creare una piccola “unità digitale” interna

    • Non serve un reparto da 20 persone: bastano 2–3 profili tecnici con competenze in BIM, dati e automazione.
    • Il loro compito: fare da ponte tra progettazione, cantiere e sistemi informativi aziendali.
    • Misurare risultati: tempi ridotti, minori varianti, piĂč sicurezza.

Ho visto imprese italiane fare questo salto in meno di due anni, partendo da progetti pilota. La chiave Ăš smettere di vedere IA e digitale come progetti IT e iniziare a considerarli strumenti operativi di cantiere, come una buona gru o un ottimo capo cantiere.


Conclusione: dal sogno dello stadio high-tech al prossimo appalto

Il sistema ipogeo del Santiago Bernabéu Ú spettacolare, ma il messaggio che manda al settore Ú molto concreto: chi progetta e costruisce con automazione, dati e IA ha un vantaggio competitivo reale.

Per l’edilizia italiana questo significa:

  • cantieri piĂč sicuri grazie a monitoraggi intelligenti;
  • opere piĂč flessibili e redditizie, pensate come piattaforme multiuso;
  • processi di progettazione e costruzione collegati da un’unica spina dorsale digitale (BIM, 4D, sensori, IA).

La serie “IA per l’Edilizia Italiana: Cantieri Digitali” punta proprio qui: aiutare imprese, progettisti e stazioni appaltanti a fare il passo successivo, passando da sperimentazioni isolate a un modo diverso di concepire i progetti.

La domanda ora Ăš semplice: quale sarĂ  il tuo “BernabĂ©u” nel 2026? Non serve uno stadio da Champions League. PuĂČ essere il prossimo appalto pubblico, il nuovo polo logistico, la riqualificazione di un ospedale. L’importante Ăš iniziare a trattarlo come un cantiere digitale, non come l’ennesimo cantiere tradizionale.