Fringe benefit 2025-2027: regole, soglie e controlli smart

IA per Commercialisti e Revisori Italiani••By 3L3C

Fringe benefit 2025-2027: nuove regole di computo, soglie da 1.000/2.000 euro e come usare l’IA in studio per controlli automatici e meno errori in busta paga.

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Fringe benefit 2025-2027: cosa cambia davvero per gli studi

Molte aziende stanno chiudendo i budget 2026 contando sui fringe benefit potenziati. Il problema? Le regole sono cambiate in modo significativo e gli errori di calcolo si traducono in conguagli, contestazioni e tempo perso in studio.

Per commercialisti, consulenti del lavoro e revisori, i fringe benefit sono ormai un tema fisso in busta paga, welfare aziendale e pianificazione del costo del lavoro. La combinazione tra nuova definizione di valore normale, soglie esenti potenziate fino al 2027 e gestione dei familiari a carico crea un terreno perfetto per automatizzare controlli e simulazioni con l’intelligenza artificiale.

In questo articolo vediamo:

  • come si determina oggi il valore dei fringe benefit autoprodotti
  • quali sono le soglie agevolate 2025-2027 (1.000 e 2.000 euro)
  • gli errori tipici che gli studi professionali possono evitare
  • come inserire strumenti IA nel processo di controllo buste paga e welfare.

1. Nuove regole di computo: dal “valore normale” al prezzo medio

La regola di fondo resta l’art. 51, comma 3, TUIR: i beni e servizi concessi ai dipendenti costituiscono reddito sulla base del valore normale definito dall’art. 9 TUIR.

Oggi però, dopo il d.lgs. 192/2024, il valore dei beni e servizi autoprodotti dall’azienda e concessi ai dipendenti si determina così:

  1. Regola principale: si usa il prezzo mediamente praticato al medesimo stadio di commercializzazione nel momento in cui avviene la cessione al dipendente.
  2. Solo in mancanza di un prezzo di riferimento attendibile, si assume il costo sostenuto dal datore di lavoro per produrre quel bene o servizio.

Questa impostazione è più operativa rispetto alla vecchia prassi, perché:

  • collega il valore al momento effettivo della cessione
  • evita stime teoriche troppo scollegate dai prezzi di mercato
  • consente una gestione piĂą uniforme da parte di HR, payroll e consulenti.

Esempio pratico per gli studi

  • Un’azienda alimentare vende al pubblico un pacco di prodotti a 30 euro e li riconosce al dipendente a titolo gratuito.
  • Il costo aziendale di produzione è 18 euro.
  • Il fringe benefit da considerare non è il costo di 18 euro, ma il prezzo medio di mercato: 30 euro.

L’unico caso in cui si può scendere al costo di produzione è quando non esiste un prezzo di mercato affidabile (beni non commercializzati, servizi interni, ecc.).

Per uno studio che assiste piĂą aziende dello stesso settore, questo significa poter creare tabelle standard di riferimento (prezzi medi per tipologia di bene/servizio) e farle gestire da un sistema IA che suggerisce automaticamente il valore da imputare in busta.


2. Regola generale dei fringe benefit: la soglia dei 258,23 euro

La disciplina di base non è stata abrogata:

  • fino a 258,23 euro annui di beni e servizi (valore complessivo), il fringe benefit non concorre al reddito;
  • se la soglia viene superata anche di 1 euro, l’intero importo diventa imponibile.

Nel conteggio vanno inclusi:

  • beni e servizi ceduti direttamente al dipendente
  • fringe benefit riconosciuti al coniuge o ai familiari a carico ex art. 12 TUIR
  • il diritto di ottenere beni o servizi da terzi (voucher, card, convenzioni), sempre al loro valore normale.

Questo meccanismo “tutto o niente” è uno dei terreni dove l’IA porta il massimo valore per gli studi:

  • controllo automatico soglia individuale per ciascun dipendente
  • somma di fringe benefit erogati in natura, voucher, rimborsi spese qualificati come fringe
  • alert preventivi al superamento del limite (prima dell’elaborazione del cedolino di dicembre).

Un errore di 10 euro nella gestione di un singolo benefit può “bruciare” l’esenzione di 258,23 euro, con effetto su imposta e contributi. Farlo a mano, per centinaia di dipendenti, non è più sostenibile.


3. Deroga 2025-2027: fringe benefit fino a 1.000/2.000 euro

Dal 2025 al 2027 interviene una deroga potenziata all’art. 51 TUIR, che convive con la regola generale dei 258,23 euro ma, di fatto, la supera.

Per questi anni:

  • fino a 1.000 euro complessivi non concorrono a formare reddito:

    • beni e servizi concessi ai lavoratori dipendenti;
    • somme erogate o rimborsate per:
      • utenze domestiche (acqua, luce, gas);
      • canone di locazione dell’abitazione principale;
      • interessi sul mutuo dell’abitazione principale.
  • Il tetto è elevato a 2.000 euro per i dipendenti con figli fiscalmente a carico, compresi:

    • figli nati fuori dal matrimonio ma riconosciuti;
    • figli adottivi, affiliati o affidati.

Condizioni operative per l’agevolazione a 2.000 euro

Per arrivare a 2.000 euro esenti servono due step chiave:

  1. I figli devono essere fiscalmente a carico (art. 12, comma 2 TUIR):

    • reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro;
    • soglia elevata a 4.000 euro se il figlio ha al massimo 24 anni.
  2. Il dipendente deve dichiarare al datore di lavoro di averne diritto e indicare il codice fiscale dei figli.

Il beneficio a 2.000 euro:

  • spetta a ciascun genitore per intero, anche con un solo figlio a carico;
  • si applica anche quando il genitore non usufruisce piĂą della detrazione per figli perchĂ© percepisce l’Assegno Unico Universale: la circolare 4/E/2025 chiarisce che il figlio resta comunque fiscalmente a carico.

Attenzione al superamento delle soglie

La logica è identica alla soglia 258,23 euro:

  • se il totale dei fringe benefit 2025-2027 rimane entro 1.000 o 2.000 euro, tutto è esente;
  • se anche solo di poco il totale supera la soglia, l’intero importo diventa imponibile.

Questo rende indispensabile, in studio:

  • un monitoraggio continuo dei fringe benefit nel corso dell’anno;
  • la distinzione chiara tra:
    • fringe benefit “classici” (beni e servizi);
    • rimborsi utenze, affitto, interessi mutuo abitazione principale.

Qui un sistema IA collegato ai dati paghe può:

  • leggere i cedolini mese per mese
  • classificare automaticamente le voci come fringe benefit rilevanti o irrilevanti
  • proiettare, a partire da settembre/ottobre, il rischio di sforamento soglia per ogni dipendente
  • suggerire al datore di lavoro strategie correttive (ridurre l’erogazione di benefit, spostarli a welfare non imponibile, ecc.).

4. Come l’IA può aiutare commercialisti e revisori sui fringe benefit

La serie “IA per Commercialisti e Revisori Italiani” ruota proprio attorno a questo: usare l’intelligenza artificiale non per “fare magie”, ma per gestire regole complesse e ripetitive in modo affidabile.

Sui fringe benefit, le applicazioni concrete sono immediate.

4.1 Motore di regole per il valore normale

Un modello IA “istruito” con:

  • listini di vendita dell’azienda
  • condizioni standard di sconto
  • tipologie di beni/servizi autoprodotti

può proporre automaticamente il valore normale da imputare nel cedolino, distinguendo:

  • casi con prezzi medi di mercato chiari (vendita al pubblico, cataloghi, e-commerce)
  • casi senza prezzi diretti, dove conviene usare il costo di produzione.

Risultato per lo studio:

  • meno errori di valorizzazione
  • meno discussioni con l’Agenzia in caso di controllo
  • documentazione automatica dei criteri utilizzati (utile anche in revisione).

4.2 Controllo soglie 258,23 – 1.000 – 2.000 euro

Un sistema IA collegato ai dati paghe e alle anagrafiche familiari può:

  • tenere un conteggio mensile aggiornato dei fringe benefit per ciascun dipendente
  • distinguere chi ha figli a carico (e quindi soglia 2.000 euro) da chi non li ha (soglia 1.000 euro)
  • considerare anche i benefit erogati al coniuge e familiari a carico
  • avvertire lo studio quando, per un certo dipendente, un ulteriore benefit comporterebbe:
    • il superamento soglia
    • la tassazione integrale dell’intero importo dell’anno.

Per uno studio che gestisce decine di aziende e centinaia di dipendenti, questo significa:

  • trasformare un lavoro manuale ad altissimo rischio di errore
  • in un controllo automatico periodico, con report chiari da integrare nel servizio di consulenza.

4.3 Supporto alla revisione e alla due diligence lavoro

In attivitĂ  di revisione legale o due diligence HR, i fringe benefit sono sempre piĂą esaminati:

  • corretta applicazione delle soglie agevolate
  • allineamento tra policy interne e buste paga
  • rispetto degli obblighi informativi (es. comunicazione alle RSU di certe erogazioni).

Un modello IA può:

  • estrarre dalle buste paga tutte le voci potenzialmente qualificabili come fringe
  • confrontare in automatico i totali con le soglie normative dei singoli anni
  • segnalare incongruenze (ad es. dipendenti che appaiono con soglia 2.000 senza figli a carico risultanti, o viceversa).

Questo non sostituisce il giudizio professionale del revisore, ma ne aumenta la profonditĂ  e riduce il rischio di mancare aree critiche.


5. Come organizzare lo studio per gestire i fringe benefit con l’IA

Per sfruttare davvero le nuove regole e ridurre rischi fiscali, serve una minima riorganizzazione interna.

Passaggio 1 – Mappare i dati

Prima di parlare di intelligenza artificiale, servono dati puliti:

  • anagrafiche dipendenti con indicazione chiara dei familiari a carico
  • tracciamento strutturato dei fringe benefit per voce e mese
  • distinzione tra:
    • beni/servizi autoprodotti;
    • rimborsi utenze e affitti abitazione principale;
    • altri benefit.

Passaggio 2 – Definire regole e policy

Lo studio dovrebbe aiutare le aziende clienti a definire per iscritto:

  • criteri interni di determinazione del valore normale per i beni autoprodotti
  • procedure per la raccolta delle autodichiarazioni dei dipendenti con figli a carico (e relativi codici fiscali)
  • modalitĂ  di comunicazione e condivisione con le RSU quando la legge lo richiede.

Queste regole diventano poi le istruzioni con cui addestrare o configurare il sistema IA.

Passaggio 3 – Selezionare (o costruire) gli strumenti IA

Gli strumenti possibili vanno da:

  • fogli Excel avanzati con macro e formule “intelligenti” supportate da modelli IA
  • applicativi paghe che integrano moduli di analisi automatica dei fringe
  • soluzioni custom che collegano software paghe, gestionale di studio e un motore IA di controllo regole.

L’obiettivo non è fare fantascienza, ma:

«Ridurre al minimo il lavoro manuale ripetitivo e lasciare al professionista decisioni e consulenza.»


Conclusioni: perché i fringe benefit sono il test ideale per l’IA in studio

Le nuove regole sui fringe benefit 2025-2027 offrono una doppia opportunitĂ  per commercialisti e revisori:

  1. Consulenziale: accompagnare le aziende nell’uso strategico di beni, servizi e rimborsi esenti per gestire il costo del lavoro e il potere d’acquisto dei dipendenti.
  2. Tecnologica: usare l’intelligenza artificiale per automatizzare controlli complessi (valore normale, soglie 258,23/1.000/2.000 euro, figli a carico, benefit ai familiari) e ridurre il rischio di errori.

Chi inserisce ora questi processi intelligenti nel proprio studio si troverĂ , tra uno o due anni, con:

  • una base dati storica pulita e sfruttabile
  • workflow di controllo automatizzati
  • un posizionamento chiaro come studio che usa l’IA per fare meno burocrazia e piĂą consulenza.

La domanda da porsi non è più se l’IA serva davvero allo studio, ma da quale area iniziare. I fringe benefit, con le loro soglie, deroghe e regole di computo, sono uno dei campi migliori per fare il primo passo in modo concreto e misurabile.