Televisita e IA: come cambia la cura in Italia

IA nella Sanità Italiana: Innovazione Clinica••By 3L3C

La televisita è già pratica quotidiana in Italia. Ecco come funziona davvero, dove rende di più, quale ruolo ha l’IA clinica e come strutturare un servizio efficace.

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La sanità italiana sta già vivendo una trasformazione profonda: nel 2021 in Toscana sono state erogate circa 100.000 televisite di controllo. Non è un progetto pilota, è pratica clinica quotidiana.

Questo dato racconta bene dove stiamo andando: verso una sanità più vicina al domicilio del paziente, integrata con telemedicina e sempre più supportata dall’intelligenza artificiale (IA). Ma molti direttori sanitari, clinici e CIO si fanno ancora le stesse domande: come funziona davvero una televisita? Quali sono i limiti clinici e medico-legali? Dove sta il valore concreto per medici, pazienti e organizzazioni?

In questa guida – parte della serie “IA nella Sanità Italiana: Innovazione Clinica” – mettiamo ordine: modello di erogazione, casi reali italiani, ruolo dell’IA e passi pratici per strutture che vogliono scalare il servizio.


Cos’è davvero una televisita (e cosa non è)

La televisita è un atto medico a tutti gli effetti, in cui il professionista interagisce a distanza, in tempo reale, con il paziente, anche con il supporto di un caregiver. Non è una “chiacchierata su WhatsApp”, ma una prestazione sanitaria regolata da linee guida nazionali, con responsabilità clinica piena.

Questo significa che:

  • il medico risponde giuridicamente e deontologicamente dell’atto, come in presenza;
  • il collegamento deve essere sincrono, audio-video, con possibilitĂ  di scambio di documenti e dati clinici;
  • il paziente deve aver dato consenso informato specifico e avere un canale digitale adeguato.

La televisita non sostituisce la visita in presenza: la integra. Funziona molto bene per follow-up, cronicità, rivalutazioni e alcuni consulti specialistici; è inappropriata per prime diagnosi complesse, urgenze e situazioni in cui l’esame obiettivo è centrale.


Come funziona una televisita moderna (e dove entra l’IA)

Una televisita efficace segue un flusso chiaro, che oggi le piattaforme più evolute – e sempre più spesso i moduli di IA clinica – aiutano a gestire.

Le funzionalitĂ  chiave di una piattaforma di televisita

Una piattaforma conforme agli standard nazionali dovrebbe offrire almeno:

  • Videoconferenza sicura e stabile
  • Chat clinica per messaggi e scambio rapido di informazioni
  • Sala d’attesa virtuale con gestione intelligente delle code
  • Integrazione con i sistemi di prenotazione (CUP, gestionali interni)
  • Promemoria automatici via SMS, email o app
  • Condivisione di referti, immagini e documenti prima e durante la visita
  • Consultazione della scheda clinica elettronica durante il collegamento
  • Raccolta di parametri vitali (anche da device e sensori) in tempo reale
  • Questionari di valutazione e customer satisfaction al termine
  • Inserimento esito clinico e referto con invio al paziente

Come l’IA migliora (subito) la televisita

Qui entra in gioco la serie “IA nella Sanità Italiana: Innovazione Clinica”: la televisita è uno dei terreni più concreti dove l’IA porta valore oggi, non “fra dieci anni”. Alcuni esempi pratici:

  • Triage digitale pre-visita: questionari intelligenti che, prima dell’appuntamento, raccolgono sintomi e storia clinica, li strutturano e li riassumono per il medico.
  • Assistenza alla documentazione: riassunti automatici del colloquio, proposte di referto precompilato da validare, codifica ICD-10/DRG suggerita.
  • Supporto alla decisione clinica: alert su interazioni farmacologiche, valori fuori range, trend di telemonitoraggio sospetti integrati nella televisita.
  • Analisi dei dati di utilizzo: report automatici su volumi, tempi, esiti, che aiutano direzioni sanitarie e regioni a ottimizzare l’organizzazione.

La realtà è semplice: senza IA, la televisita scala male perché carica il medico di lavoro amministrativo. Con l’IA, si libera tempo clinico e si migliora la qualità della documentazione.


Dalla prenotazione al referto: il percorso tipo del paziente

Per capire cosa significa “fare bene” televisita, vale la pena guardare al modello adottato da strutture come Humanitas. Il flusso in cinque fasi è un buon riferimento per qualsiasi ospedale o ASL che voglia progettare un servizio scalabile.

1. Prenotazione e pagamento online

Il paziente accede a un portale o app, sceglie:

  • la specialitĂ ;
  • lo specialista (quando possibile);
  • data e ora disponibili.

Il pagamento avviene online, con conferma immediata. L’IA può già intervenire qui suggerendo slot ottimali, distribuendo i carichi e riducendo i no-show con promemoria mirati.

2. Accesso sicuro alla piattaforma

Il giorno successivo, il paziente riceve un link per autenticarsi, accetta l’informativa privacy e configura il profilo. Qui è cruciale la user experience: se il login è macchinoso, la percentuale di rinunce cresce.

3. Invio della documentazione clinica

Prima della visita, il paziente carica:

  • referti recenti,
  • esami strumentali,
  • terapie in corso.

Un modulo di IA può classificare automaticamente i documenti, estrarre i dati rilevanti (es. valori di HbA1c, frazione di eiezione, creatinina) e presentarli in un cruscotto sintetico al medico.

4. Svolgimento della televisita

All’orario stabilito, medico e paziente accedono alla piattaforma:

  • si verifica audio/video;
  • si conferma l’identitĂ  del paziente;
  • si prosegue con anamnesi, visione documenti e, dove possibile, osservazione clinica (cute, respiro, stato di idratazione, ecc.).

La presenza del caregiver può essere decisiva per fragili, anziani, pazienti cognitivamente compromessi.

5. Referto, prescrizioni e follow-up

A fine visita, il paziente riceve:

  • referto digitale con chiara indicazione che si tratta di prestazione in telemedicina;
  • eventuali ricette elettroniche e richieste di esami;
  • indicazioni sul follow-up: nuova televisita, visita in presenza, telemonitoraggio.

Qui l’IA può accelerare la refertazione, ridurre errori formali, uniformare i contenuti e supportare l’integrazione con il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0.


Dove la televisita funziona meglio: casi d’uso reali in Italia

I numeri e i casi italiani mostrano con chiarezza che la televisita non è “per tutto”, ma per alcune aree è già standard di cura.

Diabete e cronicitĂ : continuitĂ  vera, non solo slogan

In Toscana, una televisita su quattro nel 2021 è stata diabetologica. L’ASST Bergamo Ovest ha formalizzato questo percorso: app sullo smartphone del paziente, invio in tempo reale di:

  • diario glicemico,
  • dati da sensori di monitoraggio continuo,
  • esami ematochimici.

Il diabetologo, durante la televisita, aggiorna la terapia ipoglicemizzante sulla base dei trend. Questo è un ambito in cui IA e telemedicina si sposano perfettamente:

  • modelli predittivi di rischio ipoglicemico/iperglicemico;
  • alert automatici al team diabetologico su pattern pericolosi;
  • suggerimenti di aggiustamenti di dose (sempre da validare dal medico).

Risultato: meno accessi in pronto soccorso, migliore controllo metabolico, paziente piĂą coinvolto.

Oncologia: consulenze protette e follow-up

All’Istituto Europeo di Oncologia, la televisita oncologica viene utilizzata per:

  • second opinion;
  • discussione di referti;
  • follow-up in pazienti giĂ  noti.

La scelta se erogarla o meno resta a discrezione del medico, che valuta caso per caso. Qui l’IA può supportare con:

  • analisi automatica dei referti radiologici e istologici giĂ  disponibili;
  • sintesi temporale della storia oncologica;
  • reminder strutturati per tossicitĂ  da terapia.

Non sostituisce la visita iniziale o le valutazioni complesse, ma riduce viaggi inutili e protegge pazienti fragili.

Cardiologia: controllo post-intervento e gestione del rischio

L’esperienza di Humanitas Cellini è esemplare: televisite cardiologiche per pazienti che hanno già effettuato:

  • rivascolarizzazione miocardica;
  • interventi cardiochirurgici;
  • impianto di pacemaker;
  • terapia per scompenso cardiaco.

In questi casi la televisita consente di:

  • controllare sintomi, tolleranza allo sforzo, aderenza terapeutica;
  • valutare parametri riferiti (peso, pressione, frequenza cardiaca);
  • decidere rapidamente se proseguire, modificare terapia o richiedere esami.

Un modulo di IA può analizzare nel tempo dati domiciliari (peso, PA, frequenza, saturazione) integrando telemonitoraggio + televisita, e segnalare pattern di scompenso in peggioramento prima che il paziente arrivi in urgenza.

Modelli territoriali: il caso ASL Frosinone

L’ASL di Frosinone ha adottato un approccio sobrio ma concreto:

  • televisite riservate a pazienti giĂ  noti;
  • utilizzo di strumenti di videoconferenza con adeguata protezione dei dati;
  • invio di ricette dematerializzate via SMS o email;
  • progressiva estensione a numerose specialitĂ  (dermatologia, endocrinologia, cardiologia, neurologia, ecc.).

Questo è un esempio tipico di medicina di prossimità in aree con forte distanza dagli ospedali. La sfida ora è consolidare il modello su piattaforme più strutturate e integrarlo con i piani regionali di telemedicina previsti dal PNRR.


Regole, responsabilità e limiti: ciò che le direzioni non possono ignorare

L’Agenas, con il documento sul modello orientativo di erogazione della televisita (ottobre 2025), ha chiarito i punti non negoziabili.

ResponsabilitĂ  clinica e requisiti

  • Il medico conserva piena responsabilitĂ  dell’atto.
  • Deve valutare appropriatezza caso per caso.
  • La struttura deve garantire:
    • piattaforma conforme al GDPR,
    • protocolli operativi chiari,
    • gestione delle emergenze in corso di visita,
    • integrazione dei dati nella cartella clinica elettronica.

Qui l’IA può aiutare su aspetti spesso trascurati:

  • check automatico di completezza del consenso;
  • alert se il caso presenta caratteristiche incompatibili con la televisita (es. red flag anamnestiche);
  • supporto alla verifica della qualitĂ  della connessione e dei documenti ricevuti.

Refertazione e gestione dei dati

Il referto deve:

  • indicare esplicitamente che si tratta di televisita;
  • descrivere eventuali limiti legati alla modalitĂ  a distanza;
  • riportare informazioni cliniche strutturate.

I dati devono essere:

  • crittografati,
  • archiviati con backup e disaster recovery,
  • integrati nel FSE 2.0 tramite standard di interoperabilitĂ  (es. FHIR).

Su questo fronte, i sistemi di IA applicati all’health data management riducono errori, duplicazioni e lacune nella documentazione, garantendo audit trail dettagliati.

I limiti da accettare (e progettare)

Alcune veritĂ  vanno dette chiaramente:

  • la televisita non è adatta alle urgenze;
  • non sostituisce esami fisici complessi o procedure;
  • può accentuare il digital divide di pazienti anziani o vulnerabili;
  • richiede nuove competenze comunicative ai clinici.

Il punto è progettare i percorsi tenendo conto di questi limiti, invece di far finta che non esistano.


Come strutturare un servizio di televisita orientato ai risultati

Per un’azienda sanitaria che, oggi, vuole fare sul serio, il percorso minimo è questo.

1. Definire ambiti clinici prioritari

Non partire “su tutto”: scegliere 2–3 aree ad alto valore, per esempio:

  • diabetologia;
  • cardiologia post-intervento;
  • oncologia per follow-up;
  • salute mentale.

Qui l’impatto misurabile (accessi evitati, aderenza, soddisfazione) è più facile da dimostrare.

2. Disegnare processi chiari, non solo comprare tecnologia

Most companies get this wrong: implementano la piattaforma ma non ridisegnano i processi. Servono invece:

  • criteri di eleggibilitĂ  del paziente;
  • workflow di prenotazione, triage, visita, referto, follow-up;
  • ruoli chiari tra clinici, amministrativi, IT;
  • misure di esito clinico e organizzativo.

3. Integrare l’IA dove fa davvero la differenza

Non servono progetti futuristici: spesso funzionano meglio piccoli moduli molto concreti:

  • assistenti virtuali per preparare la televisita e ridurre i tempi di anamnesi;
  • strumenti di speech-to-text clinico con generazione automatica di referti;
  • algoritmi che analizzano dati da dispositivi domiciliari e segnalano pazienti a rischio prima della televisita.

4. Formare medici e pazienti

La migliore piattaforma del mondo fallisce se:

  • il medico non si sente sicuro su privacy, responsabilitĂ , comunicazione a distanza;
  • il paziente non sa come collegarsi, condividere esami, prepararsi.

Servono percorsi formativi strutturati, manuali semplici, video tutorial, helpdesk dedicato.


Perché la televisita è centrale nell’innovazione clinica italiana

La televisita è già oggi uno dei pilastri dell’innovazione clinica in Italia: collega PNRR, FSE 2.0, piattaforme regionali di telemedicina e adozione reale dell’intelligenza artificiale in sanità.

Questo modello di cura:

  • migliora l’accesso per cronici e fragili;
  • riduce spostamenti inutili e accessi impropri;
  • crea dati strutturati preziosi per l’IA clinica;
  • obbliga le organizzazioni a ripensare i processi, non solo a “mettere un software in più”.

Chi guida oggi progetti di televisita – in un’ASL, un IRCCS o una grande struttura privata – ha un vantaggio concreto: sta costruendo l’infrastruttura pratica su cui si appoggeranno tutte le applicazioni di IA clinica dei prossimi anni.

Se la tua struttura sta valutando come avviare o scalare la televisita, questo è il momento di farlo in modo strutturato: ambiti clinici chiari, processi ben disegnati, piattaforme integrate e moduli di IA mirati, non decorativi.

La domanda vera non è più “se” usare la televisita, ma come farla diventare un pezzo solido del percorso di cura. E chi saprà rispondere bene oggi, guiderà la sanità italiana di domani.