L’obesità in Italia è una malattia cronica in crescita. Ecco come digitale e intelligenza artificiale stanno cambiando diagnosi, monitoraggio e cura personalizzata.

Obesità e digitale: perché l’IA ora fa davvero la differenza
Quattro italiani su dieci sono in sovrappeso, uno su dieci è obeso. Non sono solo numeri: significano diabete, ipertensione, giornate di lavoro perse, visite specialistiche, farmaci, frustrazione. Nel 2025, mentre l’obesità viene finalmente riconosciuta in Italia come malattia cronica, ignorare il ruolo del digitale e dell’intelligenza artificiale nella sanità è semplicemente un errore strategico.
La buona notizia è che abbiamo strumenti nuovi. App, sensori, telemedicina, algoritmi di IA in grado di leggere dati clinici e comportamentali: tutto questo può rendere la cura dell’obesità più personalizzata, continua e concreta. Non solo “diete” e consigli generici, ma percorsi clinici digitali strutturati, integrati con il Servizio sanitario nazionale.
In questa prospettiva, l’obesità diventa il terreno ideale per capire cosa significa davvero innovazione clinica: usare l’IA non al posto dei professionisti, ma come moltiplicatore di tempo, precisione e capacità di seguire i pazienti.
1. Obesità: numeri, costi e perché serve un nuovo modello di cura
L’obesità è una pandemia silenziosa. Nel mondo oltre 650 milioni di adulti sono obesi, e le proiezioni europee indicano che entro il 2035 oltre metà della popolazione adulta avrà un peso superiore ai limiti raccomandati.
In Italia la situazione è chiara:
- 4 adulti su 10 sono in sovrappeso
- 1 su 10 è obeso
- il problema è più marcato nel Sud e nelle fasce socio-economiche più fragili
Questo pesa su tre livelli:
- Sanitario: più diabete tipo 2, malattie cardiovascolari, artrosi, apnee del sonno, alcuni tumori
- Economico: aumento delle spese sanitarie dirette e indirette, calo di produttività
- Sociale e psicologico: stigma, isolamento, minor qualità di vita
Nel 10/2025 l’Italia ha compiuto un passo decisivo: riconoscere per legge l’obesità come malattia cronica e non come “mancanza di volontà”. Questo cambio di prospettiva obbliga il sistema sanitario a pensare a:
- percorsi di lungo periodo
- team multidisciplinari (medico, dietista, psicologo, chirurgo bariatrico dove serve)
- strumenti di monitoraggio continuo, non solo visite ogni 6-12 mesi
E qui entra in gioco la sanità digitale.
2. Dal contacalorie agli ecosistemi digitali: cosa è davvero cambiato
Il digitale nella gestione del peso non è più la solita app che conta le calorie. Il salto di qualità è l’integrazione tra:
- dispositivi connessi (bilance smart, smartwatch, sensori di attività)
- app clinicamente validate
- telemedicina e consulti da remoto
- algoritmi di intelligenza artificiale che analizzano i dati nel tempo
La differenza reale rispetto al passato è questa:
“Non stiamo più parlando di gadget, ma di ecosistemi digitali di cura, collegati ai professionisti e ai percorsi clinici.”
Come funziona nella pratica
Un esempio tipico di percorso digitale per l’obesità può includere:
- una app che raccoglie peso, attività fisica, abitudini alimentari e qualità del sonno
- un bracciale o smartwatch che misura passi, frequenza cardiaca, tempo sedentario
- una bilancia smart che invia automaticamente i dati
- un cruscotto clinico dove il team sanitario vede l’andamento del paziente
La persona non è più lasciata sola tra una visita e l’altra: riceve notifiche, micro-obiettivi, suggerimenti adattivi. Il sistema può dire: “questa settimana i passi sono calati del 30%, aumentiamo la frequenza dei promemoria” oppure “il peso è fermo da 3 settimane, proponiamo un check con il dietista”.
3. Il ruolo dell’IA: personalizzazione, prevenzione e aderenza
L’intelligenza artificiale nella cura dell’obesità non è fantascienza, è già clinica quotidiana in molti centri. L’IA serve a trasformare migliaia di dati in decisioni utili, per il medico e per il paziente.
3.1 Personalizzazione del percorso
L’IA può analizzare in tempo reale:
- andamento del peso e del BMI
- pattern di attività fisica e sedentarietà
- orari e frequenza dei pasti registrati
- parametri clinici (glicemia, pressione, farmaci assunti)
Su questa base, il sistema può proporre:
- piani alimentari più realistici, ragionando sui veri orari di lavoro e di sonno
- obiettivi di movimento progressivi e raggiungibili
- messaggi motivazionali mirati nei momenti critici (ad esempio la sera tardi o nel weekend)
La realtà è semplice: un piano troppo teorico fallisce, l’IA aiuta a far combaciare la terapia con la vita reale del paziente.
3.2 Rilevare prima i segnali di rischio
Uno dei vantaggi chiave dell’IA nella sanità italiana è la capacità di lavorare sulla prevenzione proattiva:
- se il peso risale dopo mesi di calo, il sistema segnala al team un possibile rischio di recidiva
- se la pressione arteriosa media cresce, avvisa il medico del rischio cardiovascolare
- se l’aderenza al piano (registrazioni, passi, check-in nell’app) cala da settimane, suggerisce un contatto motivazionale
Questo tipo di monitoraggio continuo è impossibile da fare solo con visite ambulatoriali tradizionali. L’IA funziona come un “sensore clinico avanzato” che non dorme mai.
3.3 Migliorare l’aderenza alle cure
Chi lavora nei centri obesità lo sa: aderenza è la parola chiave. Non basta prescrivere, bisogna accompagnare.
Gli strumenti digitali supportati da IA possono:
- inviare promemoria intelligenti, non invasivi, basati sugli orari abituali del paziente
- trasformare il percorso in un gioco strutturato (badge, progressi visivi, obiettivi settimanali)
- offrire feedback immediato (“questa settimana hai migliorato il tempo attivo del 20%”)
Quando questi dati arrivano anche al professionista, la visita in presenza (o in telemedicina) diventa più concreta: si lavora su grafici, trend, momenti di difficoltà, non solo sul peso mostrato quel giorno.
4. Soluzioni digitali concrete: diari, teleconsulti e team virtuali
Le soluzioni digitali già oggi disponibili in Italia per la gestione dell’obesità possono essere viste come veri e propri “diari clinici intelligenti”.
4.1 Cosa fanno questi diari digitali
In un’unica piattaforma la persona può:
- registrare peso, circonferenza vita, pressione
- calcolare e monitorare il proprio BMI e il livello di rischio associato
- compilare un questionario anamnestico digitale all’inizio del percorso
- ricevere un piano di intervento basato sui propri dati e fattori di rischio
Dal lato clinico, il team può:
- vedere a colpo d’occhio l’andamento degli ultimi mesi
- identificare pattern problematici (weekend critici, cali di attività nei periodi di stress)
- programmare interventi mirati (ad es. supporto psicologico quando l’aderenza crolla)
4.2 Integrazione con professionisti da remoto
Il valore vero emerge quando questi strumenti digitali non sostituiscono, ma potenziano il lavoro dei professionisti:
- dietisti che correggono il percorso in base ai dati reali
- medici che valutano l’evoluzione di patologie correlate (diabete, ipertensione)
- psicologi che intervengono su binge eating, fame emotiva, motivazione
Con la telemedicina, il paziente può:
- richiedere un collegamento diretto con il professionista quando vede che qualcosa non va
- ricevere modifiche del piano senza attendere mesi
- sentirsi seguito, non giudicato e abbandonato
Questo modello ibrido – digitale e umano insieme – è esattamente il cuore della serie “IA nella Sanità Italiana: Innovazione Clinica”: tecnologie avanzate dentro percorsi di cura, non al posto dei percorsi.
5. Verso una cultura della salute digitale e inclusiva
L’obesità non nasce solo nel piatto, ma nel contesto: città poco camminabili, lavoro sedentario, stress continuo, cibo ultra-processato a basso costo. Pensare di risolverla solo con “forza di volontà” è ingiusto e poco realistico.
Il digitale, se progettato bene, aiuta a riequilibrare il gioco:
- rende più semplice fare la scelta “giusta” (promemoria, piani pronti, educazione)
- riduce il peso organizzativo (prenotazioni, spostamenti, tempi di attesa)
- offre strumenti anche a chi vive lontano dai grandi centri
Ma c’è un punto che non va ignorato:
La tecnologia da sola non cura nessuno. Quello che cura è l’uso intelligente della tecnologia dentro un modello clinico chiaro.
Per questo servono:
- linee guida nazionali che integrino app, IA e telemedicina nei PDTA per l’obesità
- percorsi di validazione clinica degli strumenti digitali
- formazione specifica per professionisti sanitari e pazienti su sanità digitale e IA
Con il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica, l’Italia ha l’opportunità di costruire modelli di cura:
- più moderni (monitoraggio continuo, teleconsulti, algoritmi di supporto)
- più personalizzati (piani realmente su misura)
- più inclusivi (meno differenze tra regioni e tra chi può o non può permettersi visite private)
Cosa fare adesso: passi concreti per strutture e professionisti
Per chi lavora nella sanità italiana – ospedali, ambulatori, centri obesità, case della comunità – questo è il momento giusto per passare dalla teoria alla pratica.
Alcune azioni pragmatiche:
-
Mappare i percorsi attuali dell’obesità
- Dove si perdono i pazienti?
- Quando calano motivazione e aderenza?
- Quali dati vengono raccolti oggi e come?
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Introdurre strumenti digitali pilota
- una app-diario condivisa medico–paziente
- una bilancia smart per i casi più complessi
- visite di follow-up alternate tra presenza e telemedicina
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Valutare l’uso di moduli di IA
- algoritmi di rischio per identificare i pazienti che rischiano di scompensarsi
- sistemi di alert per variazioni sospette di peso o parametri clinici
-
Formare team e pazienti
- brevi percorsi formativi interni su sanità digitale e IA
- materiali semplici per i pazienti su come usare le app e cosa aspettarsi
Chi saprà organizzare questi elementi in un unico percorso clinico integrato, non solo offrirà una cura migliore, ma libererà anche risorse per altri ambiti assistenziali.
Guardando avanti: IA, obesità e sanità italiana nei prossimi anni
L’obesità è una sfida enorme per il nostro Servizio sanitario nazionale, ma è anche uno dei campi dove la sanità digitale e l’intelligenza artificiale possono dare risultati concreti in tempi relativamente brevi.
Il punto centrale è questo:
Il valore del digitale nella lotta all’obesità non è nella tecnologia in sé, ma nelle relazioni che aiuta a costruire: tra individuo e salute, tra paziente e team clinico, tra dati e decisioni consapevoli.
Nei prossimi anni vedremo sempre più:
- percorsi digitali standardizzati per l’obesità riconosciuti a livello regionale e nazionale
- integrazione dei dati dei pazienti con cronicità multiple (diabete, obesità, ipertensione) in un unico profilo gestito anche da IA
- uso di algoritmi per supportare i medici nelle decisioni, senza sostituirne il giudizio
Per chi lavora nella sanità, la domanda vera è: quanto velocemente vogliamo arrivarci? Chi inizia ora a costruire percorsi digitali intelligenti per l’obesità sarà in vantaggio quando questi modelli diventeranno lo standard.
E per i pazienti, il messaggio è altrettanto chiaro: il percorso di cura non deve essere una solitudine fatta di numeri sulla bilancia. Può diventare un viaggio condiviso, sostenuto da professionisti, tecnologie e una nuova cultura della salute che, finalmente, guarda alla persona intera e non solo al suo peso.