HELIOS di Almaviva porta interoperabilità e IA nella sanità italiana, trasformando dati frammentati in percorsi di cura personalizzati ed efficienti.
HELIOS e intelligenza artificiale: quando il dato diventa cura
Nel 2024 oltre il 70% dei dati clinici prodotti negli ospedali italiani resta di fatto “muto”: archiviato in sistemi che non comunicano e poco utilizzato nei processi decisionali. È qui che la trasformazione digitale della sanità si inceppa.
La realtà? Non manca la tecnologia, mancano piattaforme intelligenti in grado di collegare tra loro dati, processi e persone, rispettando standard, privacy e vincoli normativi italiani. È esattamente il tipo di problema che la suite HELIOS di Almaviva prova ad affrontare, inserendosi a pieno titolo nel percorso che stiamo raccontando nella serie “IA nella Sanità Italiana: Innovazione Clinica”.
In questo articolo vediamo come HELIOS usa interoperabilità, cloud e intelligenza artificiale per trasformare il caos dei dati clinici in decisioni, percorsi di cura personalizzati e organizzazioni più efficienti, con uno sguardo molto concreto alla realtà delle strutture italiane.
1. Perché interoperabilità e sicurezza sono la vera emergenza digitale
La sfida principale per la sanità italiana oggi non è “avere più IA”, ma far parlare tra loro i sistemi in modo sicuro e standardizzato.
Dati clinici in silos: cosa significa davvero
Nella pratica quotidiana di una ASL o di un grande ospedale italiano, le informazioni del paziente sono spesso distribuite tra:
- software di laboratorio
- sistemi di radiologia
- cartella clinica elettronica
- gestionali di reparto e prenotazione
- piattaforme regionali e Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0
Questi sistemi, se non parlano lo stesso linguaggio (HL7, FHIR, IHE), producono effetti molto concreti:
- tempi lunghi per reperire informazioni
- duplicazione di esami e visite
- errori nella trascrizione manuale
- pazienti costretti a ripetere più volte la propria storia clinica
Per chi vuole introdurre algoritmi di intelligenza artificiale, è un problema ancora più grande: senza dati omogenei, strutturati e accessibili, l’IA semplicemente non funziona.
Sicurezza e privacy: da vincolo a requisito progettuale
Parallelamente, l’apertura dei sistemi verso il territorio (medicina di base, telemedicina, teleriabilitazione, patient portal) espone le strutture a:
- minacce cyber sempre più sofisticate
- rischi di data breach su dati sanitari, cioè i più sensibili
- obblighi di conformità stringenti (GDPR, DM 77, linee guida nazionali e regionali)
Qui ha senso solo un approccio “privacy by design & by default”: sicurezza, controllo accessi, cifratura, audit trail non come optional, ma come parte dell’architettura. Ed è su questo terreno che si colloca HELIOS.
2. HELIOS by Giotto: una piattaforma nata per l’ecosistema sanitario italiano
HELIOS è la suite di Almaviva pensata per connettere tutti gli attori dell’Ecosistema Salute – Ministeri, Regioni, Aziende Ospedaliere, ASL, strutture private – in modo interoperabile, sicuro e scalabile.
Architettura modulare e cloud native: perché conta davvero
HELIOS è:
- modulare: ogni struttura può attivare solo i moduli che servono, in base alla maturità digitale e alle priorità (es. prima interoperabilità, poi teleriabilitazione, poi analytics avanzata)
- cloud native: si integra con le strategie regionali di migrazione al cloud pubblico/ibrido, facilita scalabilità, aggiornamenti continui e gestione dei picchi di carico
- aderente al DM 77: quindi compatibile con la riorganizzazione dell’assistenza territoriale (Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Centrali Operative Territoriali)
Nel contesto PNRR e FSE 2.0, significa avere una piattaforma già pensata per lo scenario italiano, non una soluzione “importata” da altri sistemi sanitari.
I moduli HELIOS: dalla connettività alla clinica
HELIOS non è un unico software, ma una suite di moduli integrati:
- helios.connect – è il motore di interoperabilità: implementa standard FHIR, HL7, IHE ed è allineato ai requisiti di European Health Data Space (EHDS) e European Data Space (EDS). In pratica collega i diversi sistemi informativi e normalizza i dati.
- helios.e-order – gestisce e ottimizza il flusso delle richieste (esami, consulenze, prestazioni) tra reparti e strutture, riducendo errori, tempi morti e incomprensioni tra clinici.
- helios.access – è il punto di contatto con il paziente: prenotazioni, accettazione, tracciamento del patient journey. Serve a progettare esperienze di accesso ai servizi più fluide e omnicanale.
- helios.data – abilita business intelligence e self-analysis: i professionisti sanitari possono interrogare i dati in autonomia, costruire cruscotti, monitorare indicatori clinici e gestionali.
- helios.rehab – piattaforma per la teleriabilitazione, integra AR/VR, biosensori, IA e digital twin per protocolli riabilitativi personalizzati e monitorati da remoto.
- helios.clinic – offre una vista unica e condivisa della storia clinica del paziente, fondamentale per la gestione della cronicità e la presa in carico integrata tra territorio e ospedale.
Questo approccio modulare è perfettamente coerente con la traiettoria che stiamo raccontando nella serie “IA nella Sanità Italiana: Innovazione Clinica”: prima si mettono a posto dati e processi, poi l’intelligenza artificiale può esprimere davvero il suo valore.
3. L’IA dentro HELIOS: supporto clinico, percorsi personalizzati, efficienza
L’intelligenza artificiale in sanità ha senso solo quando è integrata nei flussi di lavoro reali. HELIOS punta proprio a questo: non tanto a mostrare algoritmi “di vetrina”, ma a portarli dove i clinici prendono decisioni ogni giorno.
Supporto alle decisioni cliniche
Grazie ai dati strutturati e interoperabili, HELIOS può integrare algoritmi IA “ready to use” per:
- suggerire priorità nella gestione delle liste di attesa in base alla complessità clinica
- evidenziare pattern di rischio (ad esempio riammissione ospedaliera a 30 giorni per pazienti cronici)
- supportare il medico nella scelta tra protocolli terapeutici, sulla base di linee guida e dati real world
Non sostituisce il giudizio clinico, ma riduce incertezza e tempi di valutazione, soprattutto nei contesti ad alta pressione, come il pronto soccorso o i reparti ad alto turnover.
Medicina personalizzata e patient centered care
Una piattaforma come HELIOS collega IA, dati longitudinali e strumenti di monitoraggio per offrire una sanità realmente patient centered:
- incrocia dati clinici, stili di vita, aderenza terapeutica
- propone percorsi di cura personalizzati su cluster di pazienti simili
- alimenta strumenti di telemedicina e remote patient monitoring con alert intelligenti, basati su soglie dinamiche e non solo statiche
In chiave italiana questo è decisivo per la gestione delle multicronicità (cardiovascolare, diabete, BPCO) che assorbono la quota maggiore di risorse del SSN.
Automazione dei processi amministrativi
L’IA non lavora solo sul versante clinico. Una parte enorme del tempo del personale si perde in attività ripetitive:
- verifica di dati anagrafici e amministrativi
- controllo di coerenza tra prescrizioni e prestazioni erogate
- gestione documentale e codifica
Con flussi strutturati via HELIOS, gli algoritmi possono automatizzare o semplificare queste attività, liberando ore lavoro che tornano alla cura e alla relazione col paziente.
4. Un esempio concreto: dal dato sparso al percorso di cura condiviso
Per capire l’impatto pratico, prendiamo un caso tipo di adozione di HELIOS in una ASL di medie dimensioni.
Fase 1 – Connettere e mettere in sicurezza
- Attivazione di helios.connect per integrare laboratorio, radiologia, cartella clinica elettronica e sistemi territoriali
- Allineamento agli standard FHIR per scambio dati con FSE 2.0
- Rafforzamento dei controlli di sicurezza e tracciamento accessi (privacy by design)
Già qui l’ASL riduce errori e tempi di ricerca informazioni, e soprattutto crea la base dati unica su cui potrà appoggiarsi l’IA.
Fase 2 – Gestire il patient journey e la cronicità
- Implementazione di helios.access per gestire prenotazioni, accettazione, notifiche
- Attivazione di helios.clinic per creare una vista unica del paziente, condivisa tra medico di famiglia, specialisti ospedalieri e servizi territoriali
Questo consente di costruire veri percorsi di presa in carico integrata, in linea con DM 77 e PNRR.
Fase 3 – Portare l’IA nella pratica clinica
- Utilizzo dei moduli IA di HELIOS per stratificare il rischio dei pazienti cronici
- Avvio di progetti pilota di teleriabilitazione con helios.rehab, usando AR/VR e sensori per seguire i pazienti a casa
- Adozione di helios.data per creare cruscotti clinici e gestionali consultabili da équipe multidisciplinari
Il risultato? Decisioni più rapide, terapie adattate nel tempo, meno accessi inappropriati in ospedale, pazienti coinvolti e informati.
5. Verso una sanità connessa, sostenibile e guidata dall’IA
HELIOS incarna bene la direzione che la sanità italiana sta prendendo: un ecosistema digitale interoperabile, intelligente e centrato sulla persona.
Questo approccio porta benefici tangibili:
- per le strutture sanitarie: più efficienza, meno ridondanze, capacità di pianificare su dati reali
- per i clinici: informazioni complete e affidabili al momento giusto, strumenti di IA utili nella pratica
- per i pazienti: percorsi chiari, continuità assistenziale, maggiore personalizzazione delle cure
- per il sistema Paese: uso migliore delle risorse, sostenibilità del SSN, adesione agli standard europei (EHDS)
Nella serie “IA nella Sanità Italiana: Innovazione Clinica” stiamo vedendo che l’IA diventa davvero interessante solo quando si appoggia su piattaforme robuste come HELIOS: aperte, modulari, sicure e pensate per il contesto normativo e organizzativo italiano.
Se la tua struttura sta pianificando progetti di sanità digitale, intelligenza artificiale, telemedicina o teleriabilitazione, il passo successivo non è “quale algoritmo scegliere”, ma come mettere in ordine dati, processi e interoperabilità. Piattaforme come HELIOS sono uno dei modi più concreti per farlo.
Il punto non è più se la sanità italiana adotterà l’IA, ma quanto velocemente riuscirà a trasformare i dati in salute. Chi inizia ora, con le giuste fondamenta, sarà pronto quando l’IA diventerà parte quotidiana della pratica clinica.