Health+ usa dati e IA per rendere sostenibile il SSN: diagnostica, gestione ospedaliera, cronicitĂ e telemedicina con esempi concreti e indicazioni operative.

Health+ e intelligenza artificiale: il progetto che può salvare il SSN
Nel 2023 la spesa sanitaria pubblica italiana ha superato i 130 miliardi di euro, mentre il personale sanitario continua a diminuire e lâetĂ media dei medici cresce. Se non cambiamo rotta, il Servizio sanitario nazionale non reggerĂ lâurto dei prossimi dieci anni.
Health+ nasce esattamente qui: come progetto ambizioso per la sostenibilitĂ futura del SSN, in cui universitĂ , ospedali e istituzioni provano a usare IA e dati clinici non per âfare fantascienzaâ, ma per tenere in piedi, e migliorare, la sanitĂ pubblica. Tra i protagonisti câè lâUniversitĂ di Roma Tor Vergata, con figure come Daniela DâAngela che spingono su un approccio molto concreto: meno slide, piĂš casi dâuso reali.
Questo articolo fa parte della serie âIA nella SanitĂ Italiana: Innovazione Clinicaâ e prova a rispondere a una domanda semplice: come può un progetto come Health+ aiutare davvero reparti, professionisti e pazienti, oggi, in Italia? Vediamo cosa significa tradurre questa ambizione in scelte operative.
Che cosâè Health+ e perchĂŠ è diverso dagli altri progetti
Health+ è, prima di tutto, un programma di trasformazione del SSN basato su dati e intelligenza artificiale, non un singolo software. Il suo obiettivo è creare unâinfrastruttura in cui:
- i dati clinici siano raccolti, puliti e resi interoperabili
- gli algoritmi di IA siano sviluppati in ambienti controllati e certificabili
- i clinici restino al centro del processo decisionale
- le Regioni possano misurare lâimpatto su costi, qualitĂ e outcome di salute
La differenza rispetto a molti progetti passati?
Health+ non parte dalla tecnologia, parte dai problemi: liste dâattesa, cronicitĂ , carenza di personale, appropriatezza prescrittiva.
Questo cambio di prospettiva è fondamentale. Il rischio classico è âcomprare IAâ senza aver chiarito a cosa serve. Health+ prova a ribaltare lo schema: prima si definisce il percorso clinico o organizzativo da migliorare, poi si cerca lo strumento giusto.
Gli assi strategici di Health+
In un quadro come quello italiano, Health+ si muove su quattro assi principali:
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Diagnostica per immagini supportata da IA
Per ridurre tempi di refertazione, migliorare la qualitĂ diagnostica e gestire meglio i picchi di lavoro. -
Gestione ospedaliera e governo clinico dataâdriven
Modelli predittivi per ricoveri, riammissioni, occupazione posti letto, costi e percorsi di cura. -
Medicina personalizzata e gestione della cronicitĂ
Stratificazione del rischio, piani di cura dinamici, supporto al MMG e ai team territoriali. -
Telemedicina intelligente
Non solo piattaforme di video-consulto, ma veri modelli di presa in carico remota con alert automatici e prioritĂ intelligenti.
IA e diagnostica per immagini: dal ârobot che leggeâ al âcollega digitaleâ
Nel filone della serie âIA nella SanitĂ Italiana: Innovazione Clinicaâ, la diagnostica per immagini è lâesempio piĂš immediato di come lâIA possa aiutare il SSN senza sostituire i professionisti.
Cosa cambia in radiologia e cardiologia
Lâobiettivo non è avere un ârobot radiologoâ, ma un collega digitale che svolge in pochi secondi attivitĂ ripetitive e ad alto volume. Alcuni casi tipici:
- Triage automatico degli esami: gli algoritmi assegnano prioritĂ agli esami con sospetti reperti critici (ictus, emorragie, embolie polmonari), riducendo i tempi per i casi piĂš urgenti.
- Quantificazione automatica: misurazione di volumi, diametri, frazione dâeiezione, calcificazioni coronariche, con riduzione degli errori e maggiore standardizzazione.
- Second opinion algoritmica: lâIA segnala zone sospette su TC, RM o radiografie che meritano un secondo sguardo del radiologo.
Nei progetti europei piĂš maturi si è osservata una riduzione del tempo di refertazione fino al 30â40% per alcuni esami standardizzati. Per il SSN questo significa due cose molto concrete:
- meno liste dâattesa
- piĂš tempo clinico per i casi complessi
Come Health+ può integrare lâIA in reparto
Un progetto come Health+ punta a evitare il classico errore: installare un software di IA che resta inutilizzato. Per riuscirci serve:
- integrazione nativa con RIS e PACS, senza workflow paralleli
- coinvolgimento dei radiologi nella scelta degli algoritmi e nei criteri di accettazione
- validazione locale: prima in fase pilota, poi in allargamento progressivo
- audit clinico strutturato: monitorare concordanza radiologoâIA, casi di falso positivo/negativo, impatto su tempi e qualitĂ
Ho visto reparti in cui un semplice triage automatico degli esami TC urgenza ha cambiato completamente la distribuzione del lavoro delle guardie notturne. Non serve stravolgere tutto: servono piccoli innesti ben progettati.
Gestione ospedaliera: lâIA come strumento per la sostenibilitĂ economica
Se vogliamo parlare seriamente di sostenibilitĂ del SSN, bisogna guardare alla gestione ospedaliera. Qui lâIA diventa soprattutto analisi predittiva e ottimizzazione dei processi.
I casi dâuso piĂš utili per le direzioni sanitarie
Quattro applicazioni, in particolare, hanno un impatto diretto sui conti e sulla qualitĂ dellâassistenza:
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Previsione dei ricoveri e dei picchi in Pronto Soccorso
Modelli che combinano dati storici, stagionalitĂ , epidemiologia e variabili esterne (ad esempio ondate influenzali). Risultato: turni e risorse meglio pianificati. -
Occupazione dei posti letto e tempi di degenza
LâIA stima la probabilitĂ di dimissione entro 24â48 ore per ogni paziente, aiutando a programmare trasferimenti e procedure, riducendo i blocchi dal PS. -
Riammissioni evitabili
Identificazione dei pazienti ad alto rischio di rientro entro 30 giorni, da indirizzare verso percorsi di monitoraggio intensivo o telemedicina. -
Controllo dellâappropriatezza
Analisi dei pattern prescrittivi per farmaci e diagnostica, con segnalazione di deviazioni dalle linee guida e possibili sprechi.
Qui la logica è chiara: ogni punto di inefficienza è un costo nascosto. Health+ punta a portare questi dati sulla scrivania di direttori sanitari, capi dipartimento e responsabili infermieristici in modo leggibile, non con dashboard incomprensibili.
PerchÊ Tor Vergata è un attore chiave
LâUniversitĂ di Roma Tor Vergata, con i suoi ospedali universitari e le collaborazioni sul territorio, è un laboratorio naturale per questo tipo di sperimentazioni. La presenza di figure come Daniela DâAngela consente di far dialogare:
- competenze cliniche
- competenze di data science
- competenze organizzative e gestionali
Questo è un punto che spesso viene sottovalutato. La tecnologia è lâultima cosa da comprare, la prima da progettare è la governance: chi decide cosa si misura, chi accede ai dati, come si valutano i risultati.
Medicina personalizzata e cronicitĂ : lâIA come alleato del territorio
Se câè una vera bomba a orologeria per il SSN, è la gestione della cronicitĂ . Diabete, BPCO, scompenso cardiaco, oncologia: sono queste patologie a erodere il bilancio anno dopo anno. Qui Health+ può fare la differenza, soprattutto collegando ospedale e territorio.
Stratificazione del rischio: sapere chi ha bisogno prima che sia tardi
Lâidea è semplice: non tutti i pazienti cronici sono uguali, e trattarli tutti allo stesso modo è insostenibile. Gli algoritmi di IA possono:
- combinare dati clinici, farmaceutici e amministrativi
- identificare pazienti ad alto rischio di riacutizzazione
- suggerire livelli di intensitĂ di cura differenziati
Questo si traduce in percorsi come:
- visite piÚ ravvicinate per chi è ad alto rischio
- monitoraggio remoto per chi è stabile ma fragile
- programmi di empowerment e auto-gestione per i pazienti a basso rischio
Ă un cambio di paradigma rispetto al âchi arriva, arrivaâ. E fa la differenza sia sui costi, sia sulla qualitĂ di vita delle persone.
Quando lâIA incontra la telemedicina
Nel PNRR la telemedicina è stata citata spesso, ma senza IA rischia di essere solo unâaltra piattaforma da gestire. Health+ può abilitare un modello diverso:
- raccolta strutturata di parametri (pressione, saturazione, glicemia, peso)
- algoritmi che costruiscono per ogni paziente un âprofilo normaleâ
- alert generati non solo su singolo valore fuori range, ma su pattern sospetti
- lista di pazienti da contattare ordinata per prioritĂ clinica
Per un team territoriale questo significa evitare di âannegareâ nei dati e concentrarsi sui casi critici. Ă qui che lâIA nella sanitĂ italiana diventa concreta, non teorica.
Governance, etica e formazione: le tre condizioni per non fallire
Il progetto Health+ è ambizioso, ma può funzionare solo se si reggono tre pilastri: governance dei dati, etica e formazione continua.
1. Governance dei dati nel SSN
Nessuna IA funziona con dati frammentati, sporchi e non interoperabili. Servono:
- modelli chiari di data ownership tra aziende sanitarie, Regioni e Ministero
- standard condivisi (terminologie, formati, codifiche)
- infrastrutture sicure, con auditing e controllo degli accessi
La realtà è che molti progetti si arenano su questi dettagli. Health+ può diventare il contesto in cui uniformare le scelte, invece di moltiplicare le soluzioni proprietarie incompatibili.
2. Etica e trasparenza degli algoritmi
LâIA in sanitĂ non può essere una âscatola neraâ. I clinici devono poter capire almeno:
- su quali dati è stato addestrato un algoritmo
- in che contesto è stato validato
- quale livello di errore residuo ha e come viene monitorato
Non tutto devâessere spiegabile al 100% a livello matematico, ma il processo deve essere chiaro. In caso contrario, la fiducia dei professionisti crolla e lâadozione si blocca.
3. Formazione dei professionisti sanitari
Qui Tor Vergata può giocare una partita decisiva: formare medici, infermieri, farmacisti e manager sanitari a un uso maturo dellâIA.
Non servono tutti data scientist. Serve che:
- i clinici sappiano leggere un report di validazione
- i direttori sanitari comprendano indicatori e limiti dei modelli predittivi
- gli infermieri sappiano usare sistemi di triage algoritmico senza subirli
Ogni volta che ho visto un progetto di IA funzionare, câera sempre lo stesso elemento comune: qualcuno aveva investito davvero in formazione, non solo in licenze software.
Cosa può fare oggi una struttura sanitaria che vuole aderire alla logica di Health+
Per chi gestisce una ASL, un IRCCS o un grande ospedale, la domanda pratica è: da dove si comincia?
Ecco un percorso realistico, coerente con la filosofia di Health+:
- Scegliere un singolo percorso clinico o organizzativo da migliorare (ad esempio: scompenso cardiaco, radiologia urgenza, Pronto Soccorso).
- Mappare il dato esistente: cosa abbiamo oggi? dove? in che formato? quanto è affidabile?
- Definire 3â5 indicatori di successo misurabili (tempi, costi, riammissioni, soddisfazione dei professionisti).
- Coinvolgere fin da subito un gruppo misto: clinici, IT, direzione sanitaria, infermieri, data scientist.
- Partire con un pilota di 6â12 mesi, con revisione trimestrale e spazio per aggiustamenti.
- Valutare in modo onesto: cosa ha funzionato, cosa no, cosa va scalato e cosa va abbandonato.
La veritĂ ? Non serve aspettare lâalgoritmo perfetto. Serve un approccio sperimentale, con piccoli passi e risultati misurabili. Ed è qui che un progetto strutturato come Health+ può fare da cornice e da acceleratore.
PerchÊ Health+ è una vera opportunità per la sanità italiana
Health+ dimostra che lâIA nella sanitĂ italiana non è solo un tema da convegno: può diventare uno strumento concreto per mantenere sostenibile il SSN, migliorare la qualitĂ delle cure e rendere piĂš vivibile la vita dei professionisti.
La combinazione di centri universitari come Tor Vergata, aziende sanitarie, istituzioni regionali e nazionali offre un contesto raro: chi fa ricerca può lavorare su problemi reali, chi governa il sistema può vedere numeri e impatti, chi sta in corsia può contribuire a modellare gli strumenti.
Questo progetto è ambizioso, sÏ, ma necessario. Senza una sanità pubblica capace di usare in modo intelligente dati e intelligenza artificiale, il rischio è tornare lentamente a un sistema a due velocità , dove chi può paga e chi non può aspetta.
Se gestisci una struttura sanitaria o lavori in un reparto e vuoi portare questo approccio nella tua realtĂ , il momento giusto per iniziare a progettare è ora. Nei prossimi anni la differenza non la farĂ chi âha lâIAâ, ma chi avrĂ saputo integrarla nei propri percorsi clinici e organizzativi.
La domanda, a questo punto, è semplice: il tuo ospedale dove vuole stare in questo scenario?