La scansione a 360° dei pacchi con visione artificiale, codici e OCR rende la logistica più veloce, precisa e pronta per l’IA nella supply chain.
Perché la scansione a 360° dei pacchi è diventata urgente
Nel 2024 i volumi di ecommerce in Italia hanno continuato a crescere a doppia cifra. Corrieri, 3PL e retailer si ritrovano con magazzini saturi, hub che lavorano h24 e clienti che si aspettano consegne in 24/48 ore anche a dicembre. La realtà è semplice: chi sbaglia meno e movimenta più colli all’ora vince.
C’è però un collo di bottiglia che molti operatori sottovalutano: la lettura di etichette e codici a barre. Pacchi storti, etichette rovinate, doppie etichette, superfici lucide. Ogni volta che un addetto deve fermare il flusso, prendere un collo in mano e riposizionarlo davanti a un lettore, la promessa di “logistica intelligente” si sgretola.
Nel filone della serie “IA nella Logistica Italiana: Supply Chain Excellence”, la scansione a 360° con visione artificiale, lettura codici e OCR è uno degli esempi più concreti di come l’intelligenza artificiale possa fare davvero la differenza in magazzino. Non è teoria: è throughput, errori in meno, costi ridotti.
In questo articolo vediamo come funziona un sistema di scansione su sei lati, ispirato al caso Basler, cosa cambia in pratica in un hub logistico italiano e quali sono i punti critici da gestire in fase di progetto.
Che cos’è davvero una scansione 360° "intelligente"
Una scansione a 360° in logistica è un sistema che legge automaticamente codici 1D, codici 2D e testo (OCR) su tutti i sei lati del pacco, senza doverlo orientare, separare o rallentare sul nastro.
Il cuore di queste soluzioni non è solo l’hardware, ma la combinazione di:
- telecamere industriali disposte in modo da coprire tutte le superfici del collo
- algoritmi di lettura codici ottimizzati per velocità e affidabilità
- OCR con AI in grado di interpretare testi anche su etichette rovinate, piegate o a basso contrasto
- integrazione software con WMS, TMS e sistemi di smistamento.
Questa combinazione porta la tracciabilità logistica a un livello molto più robusto: ogni collo che passa sul nastro “racconta” automaticamente chi è, dove deve andare, che servizio ha acquistato, con quale priorità deve essere trattato.
Architettura di un sistema di scansione su sei lati
La soluzione implementata da Basler è un buon riferimento di cosa serva, in concreto, per ottenere una scansione completa a 360° dei pacchi.
Disposizione delle telecamere
La configurazione tipica prevede:
- quattro telecamere sopra il nastro, inclinate, che coprono:
- fronte
- retro
- lati
- parte superiore del pacco
- una telecamera a scansione di linea sotto, posizionata tra due nastri, per leggere il fondo.
In questo modo, mentre il pacco avanza, il sistema acquisisce immagini di tutti e sei i lati senza interruzioni. La profondità di campo viene studiata per gestire altezze diverse e leggere etichette ovunque si trovino.
Componenti hardware chiave
Nel caso Basler l’architettura è basata su:
- Telecamere Basler ace 2 R con risoluzione >16 MP
- Ottiche ad alta qualità (es. lente C12122425M) per profondità di campo adeguata
- Interfacce ad alta velocità:
- USB 3.0 o
- 5 GigE
La scelta tra USB e 5 GigE dipende dalla distanza dall’unità di elaborazione e dalla topologia della linea. Per magazzini italiani con linee lunghe o layout complessi, 5 GigE tende a essere più flessibile.
Software e algoritmi: dove entra in gioco l’IA
Sul fronte software, la ricetta vincente è la combinazione di:
- vTools di lettura codici 1D e 2D integrati nel software pylon
- modulo OCR con AI (pylon AI vTool OCR Pro) per la lettura del testo.
Qui l’intelligenza artificiale gioca un ruolo determinante perché consente di leggere informazioni anche quando:
- l’etichetta è piegata o parzialmente staccata
- il fondo è riflettente (plastica lucida, pellicole, buste trasparenti)
- il contrasto è basso o la stampa è di scarsa qualità
- l’orientamento del testo è casuale.
Nel contesto della IA nella logistica italiana, questo tipo di OCR intelligente non è un “nice to have”, ma il modo più concreto per evitare che l’operatore debba intervenire ogni volta che l’etichetta non è perfetta.
I benefici concreti per un magazzino italiano
La domanda da farsi è sempre la stessa: cosa cambia nel mio P&L se porto un sistema così in magazzino?
1. Aumento del throughput senza complicare la vita in linea
La configurazione a sei lati consente di mantenere velocità di linea tipiche di un hub moderno, circa 1,5 m/s, senza dover:
- orientare i pacchi
- separarli manualmente
- introdurre stazioni di “raddrizzamento” con operatori dedicati.
Risultato pratico:
- più colli/ora a parità di metri lineari di nastro
- meno fermate e microfermate
- miglior uso delle finestre di carico/scarico.
Per un operatore con migliaia di pacchi/ora, anche un +8-10% di throughput stabile incide subito su SLA, sanzioni da mancata consegna e costi straordinari.
2. Riduzione degli errori di smistamento e rework
Con almeno un lato sempre leggibile, il sistema aumenta la probabilità che almeno un codice o una riga di testo venga interpretata correttamente. Questo si traduce in:
- meno errori di indirizzamento
- meno colli “in eccezione” da gestire manualmente
- meno spedizioni errate da riprocessare e rimborsare.
Ogni collo non lavorato due volte è tempo risparmiato. In molti magazzini italiani il “rework” è un costo nascosto enorme, spesso non visibile in modo esplicito in contabilità industriale.
3. Meno dipendenza dal lavoro manuale
Un sistema di scansione 360° riduce drasticamente le attività a basso valore aggiunto come:
- girare i colli sui nastri
- ristampare etichette
- controllare a vista il contenuto dell’etichetta.
In un mercato del lavoro dove trovare addetti di magazzino è sempre più complicato, automatizzare queste operazioni è una scelta pragmatica. Non si tratta di sostituire le persone, ma di spostarle su attività dove davvero servono: controllo qualità, gestione delle eccezioni, miglioramento dei processi.
4. Flessibilità per diversi clienti e flussi
La stessa infrastruttura di visione artificiale può gestire:
- codici 1D (EAN, Code 128, ecc.)
- codici 2D (Data Matrix, QR, ecc.)
- testi in diversi formati (indirizzi, numeri d’ordine, note di servizio).
Per un 3PL italiano che serve clienti molto diversi tra loro – fashion, food, pharma, B2B – poter riconfigurare via software quali dati leggere e come usarli nel WMS è un vantaggio enorme.
Le criticità da non sottovalutare in fase di progetto
Qui arriva la parte scomoda: non basta “comprare le telecamere”. Se vuoi davvero ottenere supply chain excellence con l’IA, il sistema di visione va progettato con cura.
Profondità di campo e scelte ottiche
La profondità di campo è il primo tema tecnico critico:
- se non è adeguata, alcune etichette risulteranno sfocate
- se la si esagera, si rischia di perdere dettaglio.
Serve un lavoro di dimensionamento ottico serio, con prove su:
- dimensione massima e minima dei colli
- distanza variabile tra pacco e telecamera
- tipo di etichette più frequenti (dimensioni, posizione tipica).
È una voce che pesa sul CAPEX, ma tagliarla in modo eccessivo è il modo più rapido per ritrovarsi con un sistema che “sulla carta legge tutto” e nella realtà genera falsi scarti.
Superfici problematiche e limiti fisiologici
AI o non AI, alcune condizioni restano complicate:
- plastiche trasparenti con riflessi forti
- film estensibili lucidi intorno alle etichette
- etichette strappate oltre una certa soglia.
Un buon modulo OCR con AI, come quello usato da Basler, aumenta molto la tolleranza a questi casi, ma non esiste il 100%. Per questo è importante:
- definire metriche chiare di tasso di lettura accettabile (es. >99%)
- prevedere un processo standardizzato per i colli non leggibili.
Integrazione con WMS, TMS e sistemi di smistamento
Qui si gioca spesso la vera difficoltà per le aziende italiane.
Il sistema di visione deve dialogare con:
- WMS (per identificare collo, missione, ubicazione, cliente)
- TMS (per servizio di trasporto, carrier, tag di priorità)
- PLC / sorter (per decidere in tempo reale lo scivolo o la tratta).
Tre consigli pratici:
- Coinvolgere IT e operation fin dall’inizio: se la logica di business non è chiara, la visione non può “indovinare” cosa fare dei dati.
- Mappare i dati minimi indispensabili: ID collo, destinazione, servizio, priorità, eventuali vincoli (fragile, ADR, ecc.).
- Progettare un layer di orchestrazione: un modulo software che riceve i dati dal sistema di visione, li valida e li instrada verso i sistemi aziendali.
Come inserire la scansione 360° in una roadmap di IA logistica
Nel quadro della serie “IA nella Logistica Italiana: Supply Chain Excellence”, la scansione 360° dei pacchi è un tassello chiave perché fornisce dati puliti e affidabili agli altri algoritmi di intelligenza artificiale.
Perché è un abilitatore per l’IA in magazzino
Algoritmi di IA per:
- ottimizzare i percorsi di picking
- prevedere la domanda e i picchi
- bilanciare i carichi di lavoro tra linee e turni
sono tanto efficaci quanto lo sono i dati in ingresso. Se il sistema sbaglia a identificare il collo, l’indirizzo o il servizio, tutta la catena decisionale successiva diventa fragile.
Una scansione a 360° affidabile è, di fatto, un “sensore intelligente” della supply chain.
Un percorso pragmatico in 4 step
Per un operatore logistico italiano che vuole muoversi in modo concreto, il percorso tipico potrebbe essere:
-
Assessment del flusso attuale
- dove si fermano i colli?
- quante eccezioni per etichette illeggibili?
- quanto tempo uomo va in attività di rework?
-
Proof of Concept su una linea
- selezionare un flusso rappresentativo (es. outbound B2C)
- installare una configurazione ridotta di telecamere
- misurare: % lettura, throughput, riduzione interventi manuali.
-
Industrializzazione e integrazione completa
- estendere a tutte le linee critiche
- integrare con WMS/TMS e con il sorter
- definire KPI di supply chain (OTIF, first-time-right, rework).
-
Sfruttare i dati per altre applicazioni di IA
- analisi predittiva dei picchi
- simulazioni di capacità di linea
- ottimizzazione dinamica delle assegnazioni alle baie.
Perché ha senso agire adesso
Molte aziende italiane stanno investendo in robot di picking, navette autonome, WMS evoluti. Ma se il sistema non sa con certezza che collo sta vedendo e dove deve andare, tutta la catena logistica resta fragile.
La scansione a 360° dei pacchi con visione artificiale, lettura codici e OCR è una tecnologia matura, disponibile e già adottata da player internazionali. Non è un esperimento: è una delle basi per portare davvero l’IA in magazzino e nella supply chain.
Se stai pianificando investimenti per il 2026, questo è uno dei progetti che ha più senso mettere a budget perché:
- incide direttamente su costi operativi e SLA
- crea un’infrastruttura dati solida per altre applicazioni di intelligenza artificiale logistica
- riduce la dipendenza da lavoro manuale in uno dei punti più delicati della filiera.
La domanda da porsi non è se adottare o meno sistemi di scansione 360°, ma quanto tempo puoi permetterti di restare con processi basati ancora su letture manuali e orientamento dei colli.