Iperammortamento 5.0 e nuovi emendamenti 2026: come usare gli incentivi per finanziare IA, automazione e efficienza energetica nella logistica e supply chain italiane.

Iperammortamento 5.0: perché interessa subito la logistica italiana
Nel 2026 le imprese italiane potranno maggiorare fino al 220% il costo fiscale di alcuni investimenti in beni 4.0 e 5.0. Per chi gestisce logistica, magazzini e supply chain questo non è un dettaglio tecnico, è un pezzo di strategia: significa abbattere il costo reale di robot di magazzino, software di previsione con IA, sistemi di gestione trasporti, gemelli digitali, cybersecurity industriale.
Nel frattempo, al Senato, la Commissione Bilancio sta discutendo una serie di emendamenti all’articolo 94 del DDL di Bilancio 2026, quello che ridisegna super e iperammortamento e tocca direttamente gli investimenti in Industria 4.0, Transizione 5.0 ed energia rinnovabile.
Per chi guida progetti di IA nella logistica la domanda è semplice: ha senso bloccare oggi le decisioni di investimento in attesa del testo finale, o si può già impostare un piano 2026 intelligente? In questo articolo metto in fila i punti chiave degli emendamenti ancora in pista, li traduco in conseguenze pratiche per supply chain e logistica e suggerisco un approccio operativo per non perdere il treno.
1. Cosa prevede oggi l’articolo 94: la base di partenza per il 2026
L’impianto attuale dell’articolo 94 introduce un nuovo super e iperammortamento che riguarda:
- beni materiali e immateriali 4.0 (Allegati A e B della legge 232/2016);
- beni per autoproduzione di energia rinnovabile (fotovoltaico, storage, ecc.);
- investimenti “5.0” con riduzione certificata dei consumi energetici.
Aliquote di maggiorazione
Per i beni “standard” 4.0:
- fino a 2,5 milioni € → +180%;
- da 2,5 a 10 milioni € → +100%;
- da 10 a 20 milioni € → +50%.
Per i beni “green” 5.0 con riduzione dei consumi (≥3% sito produttivo o ≥5% processo interessato):
- fino a 2,5 milioni € → +220%;
- da 2,5 a 10 milioni € → +140%;
- da 10 a 20 milioni € → +90%.
Gli investimenti devono essere effettuati nel 2026, con consegna possibile fino a giugno 2027 se entro il 31/12/2026 è versato un acconto del 20% e l’ordine è accettato.
Perché questo conta per la logistica:
- un WMS evoluto con IA, un TMS, un sistema di ottimizzazione percorsi o di previsione domanda rientrano tra i beni immateriali Allegato B;
- AGV, AMR, sistemi di picking guidato, sensori IoT, infrastrutture 5G private, sistemi di cybersecurity OT sono tipicamente in Allegato A o comunque riconducibili al perimetro 4.0;
- se collego questi investimenti a un progetto di efficientamento energetico (ad esempio riduzione consumi del magazzino o del network distributivo), posso puntare alle aliquote 5.0.
La realtà? Il 2026 è un anno “finestra” per ridurre drasticamente il costo fiscale della trasformazione digitale e green della supply chain. Gli emendamenti possono migliorare o cambiare il perimetro, ma la direzione è chiara: digitalizzazione + efficienza energetica.
2. Gli emendamenti chiave: cosa può cambiare davvero
Tra le centinaia di proposte, sei emendamenti all’articolo 94 sono ancora davvero rilevanti. Alcuni cambiano la struttura dell’incentivo, altri ampliano i beni agevolabili, altri allungano i tempi o favoriscono determinate categorie di imprese.
2.1 Emendamento 94.1 – Maggiorazione dell’ammortamento con focus energia
L’emendamento Calenda–Lombardo (testo 2) mantiene la logica della maggiorazione dell’ammortamento, ma:
- specifica in modo più netto l’elenco dei beni ammessi (Allegati A e B, rinnovabili, beni per riduzione consumi energetici);
- rende il risparmio energetico un requisito forte per una serie di beni (motori, inverter, climatizzazione, aria compressa, illuminazione, pompe, trasformatori…);
- introduce una procedura di comunicazione tramite GSE con perizia energetica asseverata e plafond di spesa (3,975 miliardi €).
Per una piattaforma logistica questo significa, ad esempio:
- sostituire motori di nastri, pompe e compressori con versioni ad alta efficienza + inverter;
- installare sistemi di illuminazione intelligente collegati al WMS e ai sensori di presenza;
- introdurre HVAC ad alta efficienza per magazzini a temperatura controllata;
- dimostrare, con perizia, una riduzione dei consumi del 3–5%.
Qui il messaggio è netto: chi progetta la logistica 2026-2027 deve mettere a budget la diagnosi energetica insieme al progetto di automazione e IA.
2.2 Emendamento 94.4 – Ripristino “Transizione 4.0” a credito d’imposta
L’emendamento Patuanelli–Boccia–Magni–Paita propone una scelta forte:
sostituire l’attuale impianto con un credito d’imposta in stile Transizione 4.0 (versione 2020), valido dal 2026 al 2028.
Le aliquote proposte:
- beni materiali ordinari → 10% fino a 2 mln €;
- beni materiali 4.0 Allegato A → fino al 50% (2,5 mln), 30% (2,5–10 mln), 10% (10–20 mln);
- beni immateriali 4.0 Allegato B → 20% fino a 1 mln €;
- reintroduzione anche del credito formazione 4.0 fino al 2028.
Se passasse questo impianto, per la logistica IA sarebbe una buona notizia operativa:
- il credito d’imposta è più semplice da gestire in contabilità rispetto alla sola maggiorazione dell’ammortamento;
- il focus torna centrale su software, piattaforme e applicazioni (WMS, TMS, sistemi di previsione, ottimizzazione reti, digital twin);
- la formazione sulle nuove tecnologie (IA per previsione domanda, pianificazione trasporti, manutenzione predittiva sui mezzi) torna agevolabile.
2.3 Emendamento 94.9 – Tempi più lunghi e produzione UE
L’emendamento Romeo–Bergesio–Minasi–Dreosto–Testor punta su tre aspetti:
- proroga termine di consegna da giugno a settembre 2027 (sempre con acconto 20% entro 31/12/2026);
- premialità per beni Allegati A e B prodotti in stabilimenti UE;
- per le PMI, riconoscimento delle spese di certificazione energetica fino a 10.000 € come incremento della maggiorazione.
Per il mondo logistico, dove i progetti di automazione di magazzino possono richiedere 12-18 mesi tra progettazione, installazione e collaudo, tre mesi in più sono spesso la differenza tra progetto fattibile e progetto rimandato di un anno.
2.4 Emendamento 94.36 – Micro correzione sul testo
L’emendamento Gelmetti–Sigismondi–De Priamo interviene su una singola parola nel comma 3, lettera b), relativa all’autoconsumo di energia rinnovabile. È una correzione tecnica per rendere più chiaro il testo, senza impatti sostanziali sulla strategia.
2.5 Emendamento 94.47 – Aggiornare Allegati A e B a IA, cloud e supply chain
Questo è, a mio avviso, l’emendamento più interessante per la logistica IA.
Paroli propone un aggiornamento profondo degli Allegati A e B per allinearli a:
- digitalizzazione avanzata;
- efficienza energetica e sostenibilità;
- tecnologie di intelligenza artificiale, cloud, HPC, edge, XR, cybersecurity;
- sistemi di gestione supply chain, logistica, magazzino e trasporti.
Tra le novità più rilevanti per il nostro settore:
- inclusione esplicita di software per gestione d’impresa, anche in cloud;
- sistemi EMS per gestione energetica del sito, microgrid, sensoristica consumi (energia, acqua, aria compressa, gas tecnici);
- infrastrutture per edge computing e reti 5G private a servizio dei processi produttivi e logistici;
- HPC per AI, simulazione e digital twin;
- soluzioni di intelligenza artificiale avanzata (LLM, Generative AI, Agentic AI) per ottimizzare processi;
- WMS, TMS, SCM, CRM, e-procurement, marketing automation, marketplace B2B connessi alla produzione e ai sistemi logistici;
- software per circular economy e sostenibilità, inclusi calcolo emissioni CO₂ e tracciabilità lungo la filiera (Digital Product Passport);
- sistemi per convergenza IT/OT e cybersecurity industriale;
- piattaforme per data governance e data spaces;
- RPA e automazione intelligente dei processi;
- moduli ERP per produzione, manutenzione e supply chain nativamente digitali e interconnessi.
Tradotto: se questo emendamento passa, praticamente tutta l’architettura tecnologica di una supply chain data-driven e AI-driven rientra nel perimetro agevolabile.
2.6 Emendamento 94.88 – Focus energivori e cumulabilità TEE
L’emendamento Marti–Dreosto–Testor punta sulle imprese energivore (elettricità e gas). Prevede che, per investimenti fino al 31/12/2025, i Titoli di Efficienza Energetica (TEE) siano cumulabili con il credito d’imposta Transizione 5.0, anche sullo stesso progetto e senza riduzioni.
Per grandi operatori logistici con:
- ampi magazzini refrigerati;
- flotte di mezzi elettrificati;
- centri distributivi energivori,
questa cumulabilità è un moltiplicatore di convenienza per progetti di efficienza energetica integrata con automazione e IA.
3. Impatto pratico sulla logistica: come usare gli incentivi in modo intelligente
Per chi lavora sulla Supply Chain Excellence in Italia, il punto non è conoscere ogni comma, ma capire come trasformare questa finestra normativa in risultati concreti.
3.1 Dove conviene concentrare gli investimenti 2026
In una roadmap logistica con focus IA, questi sono – oggi – i cluster di investimento più interessanti da agganciare a iperammortamento/Transizione 4.0–5.0:
-
Magazzini intelligenti 4.0
- WMS integrato con algoritmi di ottimizzazione slotting e percorsi;
- sistemi di pick-by-voice, pick-by-vision, wearable e XR per formazione e assistenza operativa;
- AGV/AMR integrati con rete 5G o Wi-Fi industriale e sistemi di scheduling dinamico;
- sensori IoT per tracciabilità real time e controllo condizioni ambientali.
-
Pianificazione trasporti e rete distributiva
- TMS con ottimizzazione percorsi multi-obiettivo (costo, tempo, emissioni);
- algoritmi di previsione domanda e network optimization per ridurre tratte vuote e consoliare carichi;
- piattaforme di collaborative logistics B2B con marketplace connessi ai sistemi produttivi.
-
Energia e infrastruttura digitale a supporto della supply chain
- impianti fotovoltaici e storage dedicati a magazzini e hub logistici;
- sistemi EMS, microgrid e monitoraggio consumi (energia, aria compressa, refrigerazione);
- infrastrutture IT/OT: edge computing, reti 5G private, cybersecurity industriale.
-
Data platform e IA di filiera
- data lake e piattaforme per la governance del dato di supply chain;
- digital twin di magazzini e reti distributive con HPC e simulazione avanzata;
- AI per previsione, ottimizzazione, risk management (scorte, lead time, disruption, ritardi fornitori).
3.2 Come combinare digitale e risparmio energetico
Le aliquote 5.0 sono chiaramente pensate per premiare i progetti che uniscono automazione, IA e riduzione consumi. Nella pratica, in logistica, questo si traduce in progetti di questo tipo:
- sostituzione del vecchio impianto di movimentazione con:
- motori ad alta efficienza;
- inverter intelligenti;
- controllo avanzato dei cicli macchina basato su AI;
- redesign del layout di magazzino guidato da simulazioni digital twin, per ridurre percorrenze e consumi di mezzi;
- integrazione tra WMS/TMS e sistemi di gestione energetica (EMS): le mission dei mezzi e le fasce orarie di attività vengono pianificate tenendo conto dei picchi energetici e delle tariffe.
Ho visto casi in cui, solo ottimizzando:
- percorsi di picking;
- saturazione dei mezzi;
- fasce orarie di spedizione,
il consumo energetico complessivo di un hub è sceso oltre il 5%. Con un progetto strutturato e una buona perizia, sono esattamente i numeri richiesti dalle regole 5.0.
4. Cosa fare ora: roadmap operativa per supply chain e logistica
La legge di bilancio non è ancora definitiva, ma chi aspetta l’ultimo giorno per muoversi di solito paga di più e arriva tardi. Un approccio sensato, oggi (inizio dicembre 2025), è questo.
4.1 Fase 1 – Mappare progetti e allinearli agli Allegati A e B
- Fare l’elenco dei progetti 2026–2027 già discussi (magazzini automatici, nuovi WMS/TMS, piattaforma dati, ridisegno rete distributiva, impianti fotovoltaici, ecc.).
- Verificare dove ciascun progetto cade rispetto a:
- Allegato A (beni materiali);
- Allegato B (software, piattaforme, IA, cloud);
- investimenti energetici (fotovoltaico, motori, HVAC, aria compressa…).
- Verificare la possibile cumulabilità con altri incentivi (TEE, bandi regionali, PNRR residuo, ecc.).
4.2 Fase 2 – Collega ogni progetto a un obiettivo chiaro
Per ogni investimento rilevante:
- definire KPI logistici (OTIF, lead time, saturazione mezzi, rotazione scorte…);
- definire KPI energetici (kWh/collo, kWh/m², kWh/km percorso, ecc.);
- stimare, con supporto tecnico, la riduzione percentuale di consumi.
Questo non serve solo per ottenere l’aliquota 5.0. Serve anche per evitare di mettere in piedi progetti di IA che sono belli sulla carta ma non cambiano né margini né sostenibilità.
4.3 Fase 3 – Preparare per tempo perizie e comunicazioni
Se l’impianto con GSE e perizie energetiche verrà confermato, chi avrà già:
- diagnosi energetica aggiornata;
- baseline di consumi ben tracciata;
- progetti tecnici pronti,
avrà un vantaggio enorme su chi si muoverà a ridosso delle scadenze.
4.4 Fase 4 – Integrare IA by design nei nuovi impianti
Il rischio peggiore è usare l’incentivo per comprare impianti non pronti per l’IA. Nel 2026 non ha senso installare:
- WMS/TMS chiusi, senza API e senza capacità di sfruttare algoritmi esterni;
- sensori che non dialogano con una data platform comune;
- macchinari non predisposti per collegarsi a sistemi di AI/analytics.
La direzione della serie “IA nella Logistica Italiana: Supply Chain Excellence” è chiara: ogni nuovo investimento deve essere pensato come mattoncino di un ecosistema dati e AI-ready. Gli incentivi servono a ridurre il costo di ingresso, non a giustificare scelte tecnologiche deboli.
5. Guardando al 2026: usare l’iperammortamento per costruire una supply chain intelligente
Gli emendamenti all’articolo 94 sono ancora in via di definizione, ma la traiettoria è evidente:
- incentivi forti per chi digitalizza magazzini, trasporti e supply chain;
- premialità per chi abbina digitale e risparmio energetico certificato;
- apertura decisa a IA, cloud, cybersecurity, data platform e strumenti avanzati di supply chain management.
Per i responsabili logistica e supply chain, questo è il momento giusto per:
- scegliere quali progetti IA devono andare in produzione nel triennio 2026–2028;
- ridisegnare la roadmap tecnologica integrando iperammortamento, Transizione 4.0/5.0 e TEE;
- pretendere da fornitori e integratori soluzioni interconnesse, misurabili e orientate ai KPI.
Chi userà l’iperammortamento 5.0 solo per “comprare macchine” perderà il senso dell’opportunità. Chi lo userà per costruire una supply chain intelligente, connessa e sostenibile, avrà un vantaggio competitivo reale.
La prossima mossa spetta a te: quali investimenti 2026 della tua logistica hanno il potenziale per diventare progetti IA + efficienza energetica da finanziare con queste misure?