Contract Logistics in Italia: numeri, trend e IA

IA nella Logistica Italiana: Supply Chain ExcellenceBy 3L3C

Numeri e trend della Contract Logistics in Italia e come l’IA può migliorare costi, margini e servizio lungo la filiera logistica.

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Perché il mercato della Contract Logistics ti riguarda davvero

Nel 2025 la logistica conto terzi in Italia vale decine di miliardi di euro e assorbe una quota enorme dei costi operativi di industria, retail ed e‑commerce. Eppure molte aziende ancora negoziano i contratti logistici solo sul prezzo al pallet o al collo, senza guardare ai trend strutturali di mercato e alle tecnologie – in primis l’intelligenza artificiale – che stanno ridisegnando i margini.

Chi lavora in logistica oggi si muove tra costi dei fattori produttivi in aumento, clienti finali sempre più esigenti e una pressione costante su tempi di consegna e sostenibilità. Il webinar “Il mercato della Contract Logistics in Italia: numeri e trend” dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” (03/03/2026) nasce proprio per dare risposte concrete su volumi, fatturato, costi e dinamiche di filiera.

In questo articolo, parte della serie “IA nella Logistica Italiana: Supply Chain Excellence”, prendo spunto da quel programma di ricerca per fare un passo oltre: collego numeri e trend della contract logistics alla trasformazione digitale, mostrando dove l’intelligenza artificiale può effettivamente migliorare margini, servizio e controllo.


Quanto vale davvero il mercato della Contract Logistics in Italia

Il mercato italiano della Contract Logistics è uno dei più dinamici in Europa: cresce con l’e‑commerce, l’export e la terziarizzazione delle attività logistiche da parte di industria e GDO.

I pilastri economici: volumi, fatturato, costi

Quando si parla di “quanto vale il mercato”, chi prende decisioni dovrebbe guardare almeno a tre grandezze:

  1. Volumi gestiti

    • numero di spedizioni/ordini all’anno;
    • colli, pallet, tonnellate movimentate;
    • metri quadri di magazzino gestiti per conto terzi.
  2. Fatturato della Contract Logistics

    • valore dei contratti di outsourcing logistico (magazzino + trasporto + servizi a valore aggiunto);
    • mix tra settori: retail/GDO, fashion, automotive, healthcare, alimentare, e‑commerce puro.
  3. Costi dei fattori produttivi

    • costo del lavoro (addetti di magazzino, driver, responsabili operativi);
    • costo dell’energia (immobili logistici, flotte, refrigerazione);
    • costo degli immobili: canoni di locazione, nuove piattaforme, adeguamento degli impianti;
    • costo della tecnologia: WMS, TMS, sistemi di telemetria, automazione, soluzioni di IA.

Senza un cruscotto chiaro di queste tre dimensioni, il dialogo tra committente e 3PL si riduce a uno scontro sul listino, invece che a una progettazione congiunta di modelli di servizio sostenibili.

Come entra in gioco l’IA nei numeri del mercato

L’intelligenza artificiale non è solo “una tecnologia in più”: inizia a incidere direttamente su volumi gestibili, costi unitari e qualità del servizio. Alcuni esempi concreti:

  • Previsione della domanda: algoritmi di forecasting riducono i picchi imprevisti, permettendo di dimensionare meglio personale e mezzi.
  • Ottimizzazione dei percorsi di trasporto: strumenti di route optimization tagliano chilometri a vuoto e consumi, impattando direttamente sul costo per consegna.
  • Simulazione e pricing dei contratti: modelli IA possono stimare scenari di costo a 12‑24 mesi (inflazione, carburante, saturazione mezzi) e supportare la definizione di tariffe e penali più realistiche.

Chi governa la contract logistics solo con excel e storico ordini sta già partendo svantaggiato nei rinnovi contrattuali dei prossimi 2‑3 anni.


I trend che stanno ridisegnando la filiera di fornitura

I trend di mercato citati dall’Osservatorio Contract Logistics non sono solo macro‑titoli: si traducono ogni giorno in scelte operative dentro i magazzini e sulle tratte di trasporto.

1. E‑commerce e omnicanalità: la complessità si sposta in logistica

Gli ordini diventano più frequenti, più piccoli e più frammentati. Per un 3PL questo significa:

  • aumento delle operazioni di picking a pezzo (e non più solo a collo/pallet);
  • esplosione di resi, soprattutto in fashion e consumer goods;
  • tempi di cut‑off sempre più stretti.

Dove aiuta l’IA:

  • algoritmi di slotting ottimizzano la disposizione degli articoli a scaffale riducendo i tempi di prelievo;
  • sistemi di order batching intelligenti raggruppano ordini compatibili per ridurre i percorsi degli operatori;
  • modelli di previsione sui resi aiutano a dimensionare aree e risorse dedicate.

2. Pressione su costi e margini

I costi dei fattori produttivi sono in salita ed estremamente variabili. Molti contratti firmati prima dei forti rialzi energetici e dell’inflazione salariale sono diventati difficili da sostenere.

Come reagisce il mercato della Contract Logistics:

  • maggior ricorso a clausole indicizzate (carburante, costo del lavoro);
  • revisione periodica dei listini di trasporto e stoccaggio;
  • più attenzione al pay per use e a modelli di costo flessibili.

Come reagisce chi usa bene l’IA:

  • introducendo modelli predittivi di costo che permettono di negoziare contratti più equilibrati;
  • usando analisi avanzata dei dati per scovare inefficienze invisibili (micro‑fermi, saturazione mezzi, ritorni a vuoto, errori di picking);
  • costruendo KPI condivisi e dashboard in tempo reale con il committente, per gestire gli scostamenti prima che esplodano.

3. Sostenibilità economica, ambientale e sociale

La programmazione tematica dell’Osservatorio punta molto su sostenibilità e capitale umano. Non è un esercizio accademico: chi non integra questi aspetti nei contratti logistici inizierà a perdere gare.

Tre fronti chiave:

  • Economico: logistica redditizia per il 3PL e sostenibile per il committente.
  • Ambientale: riduzione emissioni, transizione a flotte green, utilizzo efficiente degli immobili.
  • Sociale: sicurezza sul lavoro, riduzione dei carichi fisici e cognitivi, percorsi di crescita per gli operatori.

L’IA in questo quadro è un abilitatore: meno chilometri inutili, turni più bilanciati, manutenzione predittiva su mezzi e impianti, riduzione degli errori che generano stress e reclami.


Come stanno cambiando i costi dei fattori produttivi

Uno dei focus del webinar riguarda l’evoluzione dei costi dei fattori produttivi. È qui che molte aziende italiane si giocano margini e continuità operativa.

Lavoro: tra scarsità di persone e nuovi ruoli digitali

Nella logistica italiana si incrociano due dinamiche apparentemente opposte:

  • difficoltà nel trovare profili operativi (magazzinieri, carrellisti, autisti);
  • necessità crescente di figure tecniche e analitiche (planner, data analyst, specialisti WMS/TMS, responsabili di progetti IA).

Questo comporta:

  • aumento del costo medio per FTE;
  • più formazione continua per far crescere le competenze digitali;
  • spinta verso automazione e IA per ridurre attività ripetitive e ad alto rischio di errore.

L’IA ben applicata non “taglia posti” in automatico, ma trasforma le mansioni: l’operatore diventa sempre più un decision maker di linea, guidato da suggerimenti in tempo reale su priorità, percorsi, eccezioni.

Immobili e infrastrutture: il magazzino come asset strategico

Un altro tema forte dell’Osservatorio è la trasformazione degli immobili logistici: posizionamento, classe energetica, predisposizione all’automazione, vicinanza ai centri urbani e ai corridoi TEN‑T.

Su questo fronte l’IA può:

  • simulare diversi layout di magazzino per massimizzare saturazione e produttività;
  • prevedere l’impatto di nuovi flussi (es. un nuovo cliente e‑commerce) sul fabbisogno di spazio;
  • supportare decisioni di network design (numero e posizione dei magazzini) integrando costi immobiliari, di trasporto e livelli di servizio.

Energia, carburante, manutenzione

In un contesto di volatilità dei prezzi energetici, la logistica deve imparare a:

  • misurare finemente i consumi di magazzini e flotte;
  • correlare consumi, volumi e livelli di servizio;
  • pianificare interventi di efficienza davvero prioritari.

Qui sensori + analytics + IA sono ormai uno standard, non un di più.


IA nella Contract Logistics: dove porta valore subito

Il programma tematico “Innovazione nella Logistica, tra capitale umano e nuove tecnologie (2026)” mette l’IA al centro delle prossime evoluzioni. Ma da dove partire se sei un operatore logistico o un’azienda committente italiana?

1. Pianificazione e previsione: meno emergenze, più controllo

L’IA è particolarmente efficace su tutto ciò che è previsione e ottimizzazione:

  • previsione volumi per cliente e canale;
  • pianificazione turni e risorse in magazzino;
  • dimensionamento flotte e slot di carico/scarico;
  • previsione ritardi e congestioni sui principali corridoi.

Risultato: meno straordinari non pianificati, meno noleggi spot, meno penali per SLA mancati.

2. Ottimizzazione dei trasporti: dal cost per km al cost per consegna

Molti 3PL ragionano ancora principalmente in termini di chilometri. L’IA consente di passare a una visione più evoluta di costo per consegna utile, tenendo conto di:

  • saturazione reale del mezzo;
  • tempi di attesa a destino;
  • restrizioni urbane (ZTL, orari carico/scarico, accessi);
  • finestre orarie promesse al cliente finale.

Strumenti di dynamic routing e load building intelligenti permettono di migliorare il margine su ogni giro, non solo a fine mese.

3. Magazzino intelligente: dal WMS tradizionale al decision support

Il classico WMS è il cervello transazionale del magazzino. Integrando moduli di IA si ottiene un sistema di supporto decisionale che suggerisce:

  • quale ordine evadere prima per ridurre ritardi e multi‑spedizioni;
  • quale operatore assegnare a quale area in base a competenze e performance;
  • come reagire ai colli di bottiglia in tempo quasi reale.

L’obiettivo non è sostituire il capo‑magazzino, ma dargli strumenti più robusti per gestire giornate sempre più variabili.

4. KPI, controllo e nuove modalità di contratto

Qui entra in gioco la parte più strategica della Contract Logistics: come disegnare contratti che premino efficienza e innovazione?

Con IA e analytics avanzata diventa possibile:

  • definire KPI davvero misurabili (OTIF, picking accuracy, saturazione mezzi, lead time end‑to‑end);
  • condividere dashboard in tempo reale tra 3PL e committente;
  • sperimentare modelli di gain sharing: una parte dei risparmi generati da progetti IA viene condivisa tra le parti.

Sono proprio questi modelli a creare relazioni di partnership vera e a facilitare gli investimenti in tecnologia, che altrimenti ricadrebbero solo sull’operatore.


Come prepararsi al 2026: passi pratici per aziende e 3PL

Chi vuole arrivare preparato ai trend che saranno presentati nel webinar del 03/03/2026 può iniziare da alcuni passi molto concreti.

Per aziende committenti

  • Mappa i costi logistici: separa chiaramente costi interni e costi in contract logistics.
  • Rivedi le RFP: inserisci KPI chiari su innovazione, digitalizzazione e IA, non solo sul prezzo.
  • Chiedi dati, non solo preventivi: storico performance, progetti di miglioramento, casi d’uso IA già attivi.

Per operatori logistici (3PL)

  • Metti ordine nei dati: senza dati puliti di magazzino e trasporto, l’IA resta sulla carta.
  • Seleziona 2‑3 casi d’uso prioritari: ad esempio previsione volumi, routing dinamico, ottimizzazione slotting.
  • Coinvolgi il capitale umano: spiega chiaramente a capi‑reparto e operatori cosa cambia e che ruolo avranno.

La realtà è più semplice di quanto sembri: chi inizia ora con progetti IA mirati, anche piccoli, si troverà nel 2026 con una storia da raccontare al tavolo dei contratti. Gli altri dovranno rincorrere.


Dal webinar alla strategia: usare i trend per fare scelte migliori

Il valore del lavoro dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” sta nel fornire una base oggettiva di numeri e trend. Il passo successivo spetta alle aziende: trasformare quei dati in decisioni su contratti, rete distributiva e investimenti in IA.

Se operi nella logistica italiana – lato committente o lato 3PL – la domanda vera, oggi, è:

Quanto sei pronto a usare dati e intelligenza artificiale per ripensare la tua Contract Logistics nei prossimi 12‑24 mesi?

Chi saprà rispondere con un piano concreto avrà un vantaggio competitivo reale, non solo nei costi, ma nella capacità di offrire un servizio logistico stabile, sostenibile e scalabile.