11 startup italiane da seguire nel 2026 (con tanta AI)

IA nel Settore Energetico Italiano: Transizione VerdeBy 3L3C

Undici startup italiane che usano l’AI per logistica, turismo, fintech ed export. Ecco perché contano davvero nel 2026 e come le aziende possono collaborare con loro.

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11 startup italiane da seguire nel 2026 (con tanta AI)

Nel 2025 in Italia sono stati investiti circa 1,4 miliardi di euro in startup: più o meno come l’anno scorso, lontanissimi dai ritmi dei Paesi che competono con noi. Numeri piatti, ecosistema fragile. Eppure, sotto la superficie, alcune realtà stanno crescendo veloce.

Il dato che spicca è un altro: una quota crescente delle giovani imprese innovative lavora su intelligenza artificiale, logistica, mobilità e servizi alle PMI. Esattamente le leve che possono rimettere in moto produttività e competitività della filiera industriale italiana.

In questo articolo vediamo 11 startup che nel 2025 si sono fatte notare e che nel 2026 potrebbero fare il salto. Non è una classifica, ma un “radar” utile per chi lavora in azienda, nella supply chain, nella logistica, nel turismo o nei servizi alle imprese e vuole capire dove sta andando l’innovazione in Italia.


1. Cosa ci dicono queste 11 startup sul futuro dell’innovazione italiana

La prima cosa da dire è chiara: l’intelligenza artificiale è ormai il motore trasversale di quasi tutte queste startup. Non è uno slogan, ma un dato concreto.

Tra le 11 realtà selezionate:

  • Bandosubito, CommerceClarity, CORA Hospitality, Nano i-Tech e WaveUp Globe hanno l’AI al centro del prodotto
  • Hodli usa algoritmi intelligenti per la gestione di portafogli crypto
  • SUPAIR e ToMove Tech lavorano su autonomia dei veicoli e decisioni automatiche

Questo conta perché:

L’AI in Italia non è più solo ricerca o sperimentazione: entra nella logistica, nei servizi assicurativi, nel turismo, nella gestione immobiliare e nell’export delle PMI.

Per chi guida una PMI o una media azienda industriale, queste startup non sono solo casi da osservare da lontano. Sono potenziali partner per accelerare progetti che internamente richiederebbero anni.

Nei prossimi paragrafi vedremo, per gruppi tematici, che cosa fanno e come possono impattare davvero processi e risultati.


2. AI per finanza, assicurazioni e bandi: meno burocrazia, più decisioni

Bandosubito: trovare bandi giusti senza perdere mesi

Bandosubito sviluppa un assistente AI che aiuta startup e imprese a trovare bandi e finanziamenti pubblici adatti al proprio profilo.

Il problema che affronta è quotidiano: bandi complicati, tempi stretti, requisiti poco chiari, database frammentati. Nella pratica, molte aziende rinunciano a finanziare progetti innovativi perché non hanno struttura interna o consulenti.

Per una PMI o una startup, usare una piattaforma simile può significare:

  • mappare in modo automatico i bandi compatibili con fatturato, settore, territorio
  • ridurre drasticamente il tempo speso in ricerca manuale
  • pianificare il calendario dei bandi come se fosse una pipeline commerciale

Chi lavora in logistica o supply chain e vuole innovare (nuovi magazzini automatizzati, sistemi di tracciabilità, progetti AI) può usare strumenti come Bandosubito per agganciare agevolazioni pubbliche invece di finanziare tutto a bilancio.

Nano i-Tech: l’AI che legge polizze e documenti complessi

Nano i-Tech, insurtech torinese, ha creato Navisio AI, un assistente intelligente per intermediari assicurativi e loro collaboratori.

Navisio AI fa principalmente tre cose:

  • analizza e confronta testi di polizze e documenti, anche esteri
  • risponde a domande specifiche in modo argomentato
  • riduce il rischio di errori interpretativi su clausole complesse

Perché interessa anche a chi lavora nella logistica italiana?

Perché il mondo assicurativo è centrale nella gestione dei rischi di trasporto, magazzino, filiera produttiva. Un broker o un risk manager che usa AI riesce a:

  • confrontare coperture su flotte, magazzini, responsabilità verso terzi in poche ore invece che settimane
  • individuare rapidamente buchi di copertura nella catena logistica
  • creare report chiari per CFO e direzione supply chain

La vittoria agli Italian Insurtech Awards 2025 come Startup of The Year non è solo un premio: è un segnale forte che l’AI sta entrando nel cuore dei processi regolati e documentali, dove di solito l’innovazione fa più fatica a passare.

Hodli: gestione patrimoniale crypto “alla europea”

Hodli punta a diventare il primo gestore patrimoniale crypto in Europa, usando intelligenza artificiale per costruire e gestire portafogli di criptovalute.

Al di là del tema crypto (che resta volatile), il punto chiave è un altro: portare logiche di gestione professionale e automatizzata in un ambito dove molti investitori retail si muovono in modo impulsivo.

Perché è rilevante per CFO e imprenditori?

  • indica una tendenza: anche in Italia stanno nascendo operatori capaci di trattare i digital asset con approcci quantitativi
  • apre la strada a prodotti ibridi (assicurazioni + crypto, supply chain finance + token, ecc.)

Chi guida aziende con esposizione ai mercati digitali farebbe bene a monitorare questi esperimenti, senza farsi trascinare dalla moda ma neanche ignorandoli.


3. AI e turismo: hospitality, borghi e gestione degli affitti

CORA Hospitality: l’AI nel “backstage” degli hotel

CORA Hospitality sviluppa una piattaforma di Operations Management alimentata da AI per hotel, resort e strutture ricettive.

L’idea è semplice: tanti hotel hanno sistemi evoluti per vendere camere online, ma gestiscono ancora operatività interna con fogli Excel e WhatsApp. CORA interviene qui:

  • pianificazione turni e personale basata sui dati reali di occupazione
  • gestione delle attività quotidiane (pulizie, manutenzione, check-in, check-out)
  • visione unica per direzione, reception, housekeeping

Essere finalista al Premio Speciale Innovazione & Turismo 2025 non è solo un riconoscimento di settore. Significa che l’AI operativa – quella che ottimizza turni, costi e livelli di servizio – sta diventando un vantaggio competitivo concreto, anche in Italia.

Per chi lavora in logistica questo approccio è molto familiare: è la stessa logica con cui si orchestrano flussi in magazzino o in stabilimento. Le stesse competenze di ottimizzazione possono dialogare benissimo con soluzioni come CORA.

Ruralis: tecnologia per gestire case e borghi nelle aree interne

Ruralis punta a semplificare la gestione di immobili destinati ad affitti brevi nelle aree interne e nei borghi.

Cosa offre in pratica:

  • app unica per monitorare occupazione, incassi, performance degli alloggi
  • strumenti per gestire calendari, prezzi, operazioni di base
  • un focus specifico sulle zone meno centrali, dove l’offerta turistica è frammentata

Per i territori, questo vuol dire due cose molto concrete:

  1. proprietari più piccoli possono gestire affitti in modo professionale senza creare strutture complesse
  2. amministrazioni locali e operatori possono iniziare a ragionare su dati, non solo su percezioni

Nel 2026, se la direzione rimane questa, possiamo aspettarci un ecosistema di micro-operatori turistici “data-driven” anche nei borghi, con bisogno di servizi logistici (pulizie, manutenzioni, consegne) più organizzati. Di nuovo: un terreno naturale per chi lavora in logistica e servizi alla persona.


4. Logistica, mobilità e industria: dove l’AI incontra la supply chain

Qui entriamo nel cuore della campagna “IA nella Logistica Italiana: Supply Chain Excellence”: tre startup toccano direttamente automazione, trasporti e industria.

SUPAIR: droni autonomi per consegne e sorveglianza

SUPAIR lavora su mobilità aerea avanzata, con droni autonomi pensati per consegne e attività di sorveglianza.

Selezionata al Most Mobility Challenge 2025, rappresenta una delle anime più interessanti per la logistica:

  • consegne rapide in aree difficili (zone montane, isole, cantieri)
  • supporto all’inventario esterno (controllo piazzali, cantieri, depositi aperti)
  • ispezioni di sicurezza e controllo infrastrutture

Per un operatore logistico o un’azienda manifatturiera, il valore potenziale è chiaro:

  • ridurre tempi morti e costi di trasporto su tratte corte e ripetitive
  • aumentare sicurezza in aree pericolose o non facilmente accessibili
  • avere dati in tempo reale per pianificazione e manutenzione

Nel 2026 il nodo non sarà più la tecnologia dei droni (che corre veloce), ma normativa, integrazione con i sistemi aziendali e nuovi modelli di servizio. Qui chi lavora nella logistica ha l’occasione di giocare d’anticipo.

ToMove Tech: veicoli autonomi per la micro-mobilità urbana

ToMove Tech ha creato il TOC, un veicolo autonomo a due posti pensato per servizi on-demand in città.

L’obiettivo dichiarato è alleggerire il traffico urbano e offrire:

  • soluzioni di micro-mobilità on-demand
  • spostamenti brevi integrati con il trasporto pubblico

Per la supply chain urbana e la logistica dell’ultimo miglio, in prospettiva, questo tipo di veicolo può diventare:

  • un supporto per piccole consegne in centro città
  • un tassello delle flotte miste (furgoni + cargo bike + veicoli autonomi)

Anche ToMove è stata selezionata al Most Mobility Challenge 2025: un ulteriore segnale che la mobilità autonoma inizia a parlare la lingua delle città italiane, non solo dei laboratori.

EMC Gems: sensori avanzati e manutenzione predittiva

EMC Gems, spinoff dell’Università di Udine, produce sensori induttivi avanzati per applicazioni industriali, con un forte know-how nella simulazione elettromagnetica.

La collaborazione con un player globale come Renesas nel settore automotive è indicativa:

  • i sensori sono il primo mattone di qualsiasi progetto di manutenzione predittiva e automazione seria
  • senza dati affidabili dai sensori, l’AI non può fare previsioni credibili

Per chi gestisce impianti, magazzini automatici, linee produttive:

  • migliorare qualità e affidabilità dei sensori significa meno fermi impianto, meno scarti, più produttività
  • è un passo concreto verso una supply chain davvero data-driven, non solo sulla carta

5. eCommerce, pet food e internazionalizzazione: AI al servizio delle PMI

CommerceClarity: AI per margini, prezzi e assortimento

CommerceClarity sviluppa soluzioni di intelligenza artificiale per eCommerce e retail. Gli “agenti intelligenti” della piattaforma aiutano a ottimizzare:

  • prezzi per categoria, canale, momento della giornata
  • assortimento e rotazione prodotti
  • margini per singolo SKU e per famiglia di prodotto

Un round da 2,7 milioni di euro a novembre 2025 dimostra che il mercato ci crede. Ma il punto è un altro: la maggior parte dei retailer italiani lavora ancora con report statici e decisioni manuali.

Integrare una soluzione del genere porta benefici molto pratici:

  • più velocità nel reagire alle mosse della concorrenza
  • pricing dinamico senza impazzire con fogli di calcolo
  • visibilità reale su quali prodotti “tirano” e quali drenano margine

Per la logistica questo significa poter prevedere meglio volumi, picchi, necessità di stoccaggio.

Real Bowl: foodtech per cani, ma con logica industriale

Real Bowl ha brevettato una tecnologia che permette di produrre cibo fresco per cani conservabile a temperatura ambiente, senza perdere qualità nutrizionale.

Il round da 3,2 milioni di euro con CDP Venture Capital e investitori privati dice molto del potenziale del pet food di nuova generazione.

Dal punto di vista operativo, è una mossa fortissima:

  • prodotti “freschi” ma senza catena del freddo: costi logistici più bassi
  • maggiore flessibilità nello stoccaggio in magazzino e nei punti vendita
  • minore rischio di sprechi legati a scadenze troppo ravvicinate

Questa combinazione di innovazione di prodotto + innovazione logistica è esattamente il tipo di approccio che le PMI italiane dovrebbero guardare con attenzione.

WaveUp Globe: AI per l’export delle PMI

WaveUp Globe propone una piattaforma AI che aiuta le PMI a pianificare l’ingresso nei mercati esteri.

In pratica consente di:

  • analizzare mercati potenziali
  • identificare opportunità e rischi
  • definire strategie go-to-market basate su dati, non solo su intuizioni

Per chi guida un’azienda manifatturiera o una PMI esportatrice, l’impatto è molto concreto:

  • meno viaggi “alla cieca” in fiere e missioni
  • priorità chiare su Paesi e segmenti da attaccare
  • materiali e argomentazioni più solide per banche e investitori

Selezionata da un acceleratore specializzato, WaveUp Globe tocca uno dei veri nodi dell’economia italiana: l’export è forte, ma spesso poco strutturato. Portare l’AI in questa fase può fare una differenza di anni nei tempi di crescita.


6. Come usare queste startup come leva per la propria azienda nel 2026

La domanda pratica è: cosa ci faccio, da imprenditore o manager, con questo elenco di 11 startup?

Ecco un modo sensato di usarlo.

1. Mappa i tuoi problemi concreti

Prima ancora di guardare alle soluzioni, chiarisci dove perdi tempo e margine:

  • gestione bandi, finanziamenti, incentivi
  • efficienza di magazzino, trasporti, flotte
  • pricing, assortimento, gestione eCommerce
  • gestione turismo, ospitalità, affitti brevi
  • export, ingresso in nuovi mercati

2. Collega ogni problema a una tipologia di startup

Alcuni esempi pratici:

  • Bandi / finanza agevolata → Bandosubito
  • Rischi e assicurazioni complesse → Nano i-Tech
  • Logistica avanzata, droni, consegne complesse → SUPAIR
  • Retail ed eCommerce data-driven → CommerceClarity
  • Hospitality e gestione operativa → CORA Hospitality, Ruralis
  • Export PMI → WaveUp Globe

3. Parti da un progetto pilota, non da una trasformazione totale

L’errore più frequente è voler cambiare tutto subito. Funziona molto meglio:

  • scegliere un solo processo da migliorare
  • identificare una startup con cui sperimentare
  • definire un progetto pilota di 3-6 mesi con obiettivi chiari

Esempi:

  • ridurre del 20% il tempo dedicato alla ricerca di bandi con Bandosubito
  • abbassare del 15% i tempi di risposta sui sinistri o sulle richieste di copertura con Nano i-Tech
  • aumentare del 10% il margine medio sugli ordini eCommerce con CommerceClarity

Quando il pilota funziona, il resto dell’azienda segue molto più facilmente.


Conclusione: perché queste 11 startup contano davvero

Queste 11 startup italiane non sono “unicorni annunciati”. Alcune falliranno, altre verranno acquisite, altre cresceranno lentamente. Ma tutte indicano una direzione chiara: l’intelligenza artificiale e l’innovazione stanno entrando nei punti più concreti della vita aziendale italiana.

Per chi lavora in logistica, operations, export, turismo o servizi finanziari, il 2026 può essere l’anno in cui iniziare a usare l’AI come leva operativa, non come slogan in una presentazione.

Il passo successivo è semplice: guardare questa lista non come rassegna stampa, ma come potenziale elenco di partner. Scegli un problema reale, trova la startup più vicina a quel problema, proponi un test. È così che l’ecosistema smette di essere “fragile” e comincia a diventare utile.