Dopo Transizione 5.0 la sfida vera è usare robotica e AI per ridurre consumi energetici, stabilizzare la supply chain e guidare la Transizione Verde italiana.

Perché dopo Transizione 5.0 il vero tema è l’automazione
Sette imprenditori manifatturieri su dieci hanno dichiarato che senza gli incentivi Transizione 5.0 non avrebbero investito in tecnologie avanzate. Ora il credito d’imposta è finito (scadenza domande: 27/11/2025), ma la pressione competitiva no. E chi lavora nella supply chain e nel settore energetico lo sente ogni giorno: costi in aumento, clienti più esigenti, richieste di sostenibilità misurabile.
Ecco il punto: la fine degli incentivi non ferma la trasformazione, la seleziona. Restano in corsa solo le aziende che continuano a spingere su robotica, automazione e intelligenza artificiale come leva strutturale, non come progetto “una tantum” pagato dallo Stato.
In questo articolo vediamo come i dati dell’Osservatorio MECSPE e l’esperienza di MECSPE Bari parlino chiarissimo: robotica, competenze digitali e AI non sono solo il futuro del manifatturiero, ma sono anche ciò che permetterà all’Italia di fare davvero Transizione Verde nelle reti energetiche e nelle catene logistiche.
Cosa succede dopo gli incentivi Transizione 5.0
La chiusura del credito d’imposta Transizione 5.0 non segna la fine degli investimenti, ma l’inizio di una fase più matura: chi investe ora lo fa perché ha un ritorno di business chiaro, non solo fiscale.
Secondo l’Osservatorio MECSPE 2025:
- 7 aziende su 10 hanno usato gli incentivi per investimenti che non avrebbero fatto
- quasi 6 aziende su 10 dichiarano un buon livello di maturità digitale
- la priorità ora si sposta sulle competenze, non solo sulle macchine
Perché questo conta anche per la Transizione energetica?
Perché la stessa logica vale per impianti, reti e infrastrutture:
- le utility e gli operatori energetici hanno usato gli incentivi per sensori, IoT, sistemi di monitoraggio
- ora devono estrarre valore dai dati con AI, machine learning e automazione intelligente
- chi gestisce supply chain energetiche (gas, elettrico, rinnovabili) deve trasformare questi investimenti in riduzione dei consumi, manutenzione predittiva, meno fermi impianto
La realtà è semplice: i capex li hai già fatti, adesso serve intelligenza operativa.
Robotica, AI e supply chain energetica: dove si gioca la partita
L’Osservatorio MECSPE mostra che nel manifatturiero italiano le competenze più richieste sono:
- robotica e automazione intelligente – 44%
- programmazione e sviluppo di AI e machine learning – 41%
- Big Data e analytics – 39%
- cybersecurity industriale – 29%
Queste percentuali non descrivono solo la fabbrica; descrivono anche la filiera energetica, dalla centrale fotovoltaica al magazzino componenti, fino alla distribuzione.
Applicazioni concrete nella Transizione Verde
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Ottimizzazione delle reti energetiche
Algoritmi di AI abbinati a sensori IoT permettono di:- prevedere i picchi di domanda elettrica
- modulare la produzione da rinnovabili
- gestire accumuli e batterie in modo dinamico
Qui la supply chain entra in gioco: se prevedi i picchi, puoi anche pianificare meglio approvvigionamenti, interventi tecnici, rotazione dei mezzi e delle squadre.
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Manutenzione predittiva di impianti e asset
Robot mobili, droni e sistemi di visione artificiale possono:- ispezionare pannelli fotovoltaici, turbine eoliche, cabine e linee
- rilevare anomalie termiche o strutturali
- ridurre gli interventi in campo e le fermate non pianificate
Ogni fermo evitato è energia in più prodotta e CO₂ in meno. E una pianificazione migliore degli interventi significa anche supply chain più snella, meno urgenze e meno trasporti inutili.
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Automazione dei magazzini per componenti energetici
Robot di movimentazione, AGV/AMR e sistemi di picking guidato da AI:- riducono errori nella gestione dei ricambi critici
- accorciano i tempi di risposta in caso di guasto
- permettono inventari dinamici e integrazione con la previsione guasti
In pratica colleghi manutenzione predittiva + magazzino + pianificazione trasporti in un unico flusso intelligente.
Le tendenze che stanno ridisegnando fabbriche e reti energetiche
MECSPE 2025 fotografa alcune tendenze chiave, che valgono tanto per il manifatturiero quanto per l’energia:
- automazione e robotica – 47%
- digitalizzazione e interconnessione – 41%
- produzione su misura – 27%
- transizione energetica – 25%
- sostenibilità ambientale – 22%
La combinazione di questi elementi disegna un modello unico: impianti flessibili, connessi, orientati all’efficienza energetica e alla riduzione degli sprechi.
Automazione come leva competitiva (anche sui consumi)
Automatizzare non significa solo sostituire lavoro manuale. Significa rendere il sistema in grado di prendere decisioni in tempo reale su:
- quando avviare o fermare una linea di produzione in base ai prezzi dell’energia
- come distribuire il carico tra macchinari più o meno energivori
- quando sfruttare al massimo energia rinnovabile disponibile
In molte aziende italiane che seguo, funziona così:
- l’AI prevede il profilo energetico della giornata
- la supply chain production planning riceve vincoli energetici oltre che materiali
- i MES e i sistemi di automazione regolano i cicli produttivi di conseguenza
Risultato tipico quando il sistema è ben impostato: -10/15% di consumi elettrici a parità di output, con impatto diretto sui margini.
Il vero collo di bottiglia: competenze digitali e cultura dati
Quasi 6 aziende su 10 dichiarano un buon livello di maturità digitale. Ma la stessa indagine MECSPE segnala il problema che tutti vediamo sul campo: mancano persone in grado di usare davvero queste tecnologie.
Il gap si vede soprattutto su tre fronti:
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Data literacy
I dati ci sono, ma pochi sanno trasformarli in decisioni operative concrete. Nelle aziende energetiche e logistiche questo si traduce in:- report pieni di KPI, ma nessuna azione
- sistemi di AI sotto-utilizzati perché “non ci fidiamo dell’algoritmo”
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Competenze ibride OT/IT
Servono profili che capiscano sia il campo (impianti, linee, reti) sia software e AI. Senza questi ruoli ponte, i progetti restano pilota eterni. -
Cybersecurity industriale
Più connetti oggetti, reti e supply chain, più allarghi la superficie d’attacco. Gli attacchi a infrastrutture energetiche degli ultimi anni lo dimostrano: senza sicurezza non c’è continuità operativa, né transizione verde.
Cosa può fare subito un’azienda italiana
Per non farsi travolgere dal tema competenze, ho visto funzionare bene tre mosse concrete:
- Creare task force miste (IT, operations, manutenzione, energy manager) per i progetti di AI e automazione
- Investire in formazione continua mirata: meno corsi generalisti, più percorsi specifici su casi reali interni (es. previsione fermi impianto, ottimizzazione carichi)
- Coinvolgere partner esterni non solo come fornitori, ma come “palestra” per far crescere il team interno su progetti di 6-12 mesi
MECSPE Bari come laboratorio della fabbrica (e della rete) del futuro
MECSPE Bari 2025 ha riunito oltre 350 aziende espositrici, più di 80 convegni e 13 saloni tematici. Non è solo una fiera di macchinari: è un ecosistema di confronto dove i tasselli si incastrano:
- tecnologie di robotica e automazione
- soluzioni AI per supply chain e manutenzione
- casi d’uso sulla transizione energetica nel Centro-Sud e nel Mediterraneo
- percorsi formativi per tecnici, manager e giovani talenti
Come ha sintetizzato la project manager Maruska Sabato, MECSPE non è solo vetrina ma acceleratore di adozione. Per chi opera nell’energia e nella logistica, questo significa due cose molto pratiche:
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Capire cosa è maturo e cosa è ancora prototipo
Vedere soluzioni in funzione, parlare con chi le usa, capire tempi reali di ritorno. -
Costruire alleanze
La transizione verde, soprattutto al Sud e nelle aree portuali e logistiche, richiede:- utility
- operatori logistici
- produttori manifatturieri
- startup AI e integratori
che lavorino sugli stessi dati e sugli stessi obiettivi: meno emissioni, più efficienza energetica, supply chain più resilienti.
Come collegare robotica, AI e Transizione Verde nella tua azienda
Chiudiamo riportando tutto a una domanda molto pragmatica: da dove parto se voglio usare automazione e AI per migliorare la mia supply chain energetica?
Un percorso che funziona spesso è questo:
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Mappare dove si spreca energia e dove si perdono dati
- linee o impianti energivori senza controllo fine
- flotte e magazzini con viaggi a vuoto o stock errati
- asset critici senza monitoraggio continuo
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Scegliere 1–2 casi d’uso ad alto impatto e basso rischio
Alcuni esempi tipici:- previsione guasti su asset principali (turbine, compressori, inverter)
- ottimizzazione dei turni in funzione dei picchi di domanda energetica
- automazione di un magazzino ricambi critico collegato alla manutenzione predittiva
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Integrare passo dopo passo robotica, AI e processi
Non serve rifare tutto da zero:- parti dai dati già disponibili (SCADA, sensori, ERP, WMS)
- aggiungi modelli di AI mirati
- chiudi il cerchio con automazione: robot, sistemi di controllo, workflow operativi
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Misurare ogni trimestre risultati energetici e operativi
- kWh risparmiati per unità di output
- riduzione fermi impianto non pianificati
- riduzione km percorsi/voyage a vuoto nella logistica
Se questi indicatori si muovono nella direzione giusta, sei sulla strada corretta: stai usando robotica e AI non solo per fare più in fretta, ma per fare meglio, consumando meno.
Perché questa trasformazione riguarda direttamente l’energia italiana
Il ciclo Transizione 5.0 ha spinto molte aziende a portare macchinari, sensori e sistemi in fabbrica. Ora la sfida è diversa: mettere cervello sopra all’hardware, con AI e competenze digitali, e usare questa intelligenza per guidare la Transizione energetica.
Questo vale per chi produce, per chi distribuisce energia e per chi gestisce supply chain complesse. La direzione è chiara:
- robotica e automazione per processi stabili e misurabili
- AI per previsione, ottimizzazione e riduzione degli sprechi
- cultura dati e competenze per far funzionare davvero tutto questo
Le imprese che nei prossimi 12–24 mesi sapranno legare questi tre elementi avranno un vantaggio concreto: costi energetici sotto controllo, supply chain più resilienti e un posizionamento forte nella Transizione Verde italiana.
La domanda vera, oggi, non è se automazione e AI entreranno nella tua fabbrica o nella tua rete energetica. È quanto rapidamente riuscirai a trasformarle da progetto incentivato a motore strutturale del tuo business.