Recepimento RED III: ritardi, rischi e opportunità per l’IA energia

IA nel Settore Energetico Italiano: Transizione VerdeBy 3L3C

Ritardi sul recepimento RED III, rischio sanzioni UE e impatti su rinnovabili e IA energetica. Ecco cosa cambia per utility, sviluppatori e startup in Italia.

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L’Italia è di nuovo in ritardo sulla RED III. E questo pesa anche sull’IA energetica

L’11/12/2025 la Commissione europea ha inviato all’Italia un parere motivato per il mancato recepimento della Direttiva RED III sulle energie rinnovabili. Tradotto: seconda tirata d’orecchie ufficiale e conto alla rovescia di due mesi prima che il caso possa finire davanti alla Corte di giustizia UE con sanzioni finanziarie.

Questo non è solo un tema per addetti ai lavori del diritto europeo. I ritardi sulla RED III rallentano anche investimenti, innovazione digitale e progetti di intelligenza artificiale nel settore energetico italiano. Senza un quadro normativo chiaro, molte soluzioni di IA per la transizione verde restano bloccate ai box.

In questo articolo vediamo:

  • cosa sta contestando la Commissione all’Italia;
  • perché la RED III è cruciale per rinnovabili e decarbonizzazione al 2030;
  • come questi ritardi impattano su reti intelligenti, previsione dei consumi, integrazione delle FER e applicazioni IA;
  • quali mosse concrete possono fare ora utility, ESCo, sviluppatori di rinnovabili e startup AI energy.

1. Il “pacchetto infrazioni” di dicembre 2025: cosa succede all’Italia

La Commissione ha attivato la seconda fase del pre-contenzioso sulla RED III inviando un parere motivato a otto Stati membri, tra cui l’Italia.

I fatti in tre punti

  1. Scadenze mancate

    • La Direttiva Rinnovabili 2023 (RED III) è stata adottata nel 2023.
    • Gli Stati membri dovevano recepire la direttiva entro il 21/05/2025, tranne alcune disposizioni sulle autorizzazioni, da recepire entro il 01/07/2024.
  2. Prima lettera a luglio 2025

    • A luglio 2025 la Commissione ha inviato lettere di costituzione in mora a 26 Stati membri, quasi tutta l’UE, per recepimento incompleto o mancato.
  3. Parere motivato di dicembre 2025
    Dopo aver analizzato le risposte dei Paesi:

    • Grecia, Francia, Italia, Cipro e Portogallo hanno ricevuto un parere motivato per mancata notifica delle misure di recepimento;
    • Ungheria, Malta e Polonia sono state richiamate per informazioni insufficienti o poco chiare sul recepimento.

L’Italia non è sola, ma questo non consola: il rischio è un rinvio alla Corte di giustizia con richiesta di sanzioni giornaliere se il recepimento continuerà a slittare.


2. A che punto siamo davvero col recepimento RED III in Italia

La realtà è che la macchina normativa italiana si è mossa tardi e male.

Cronologia essenziale

  • 21/05/2025 – Scadenza UE per il recepimento completo: non rispettata.
  • Luglio 2025 – Lettera di costituzione in mora da parte della Commissione.
  • Ottobre 2025 – Il Consiglio dei Ministri approva in via preliminare lo schema di decreto legislativo di recepimento RED III.
  • 10/10/2025 – Lo schema viene assegnato alle Commissioni parlamentari competenti.
  • Dicembre 2025 – Il Presidente della Camera segnala che manca ancora l’integrazione della richiesta di parere della Conferenza Unificata; le Commissioni non possono chiudere il dossier.

Sulla carta, un decreto legislativo ha un percorso più snello: non prevede emendamenti e votazioni come una legge ordinaria. In pratica, però, passaggi procedurali e confronti con Regioni ed enti locali stanno rallentando tutto.

Perché questo ritardo è un problema concreto

Ogni mese di ritardo nel recepimento RED III significa:

  • incertezza per gli investitori su target, incentivi e procedure autorizzative;
  • rinvio di decisioni strategiche su nuovi impianti fotovoltaici, eolici, comunità energetiche rinnovabili (CER);
  • difficoltà a progettare sistemi di IA energetica, che hanno bisogno di regole chiare su dati, connessioni di rete, priorità di dispacciamento, servizi di flessibilità.

Per chi lavora su IA nel settore energetico italiano, questo contesto è tutto fuorché neutrale.


3. Perché la RED III è centrale per la transizione verde (e per l’IA)

La RED III non è solo “un’altra direttiva europea”. È il manuale operativo per raggiungere gli obiettivi clima-energia 2030, con impatti diretti su come progettiamo reti, mercati e infrastrutture digitali.

Cosa prevede in sostanza la RED III

La direttiva introduce misure trasversali per:

  • Aumentare la quota di rinnovabili nei consumi finali lordi dell’UE entro il 2030 (obiettivo rafforzato rispetto alla RED II).
  • Snellire e digitalizzare le procedure di autorizzazione per nuovi impianti FER, con zone “go-to”, tempi certi e processi più trasparenti.
  • Rafforzare le garanzie di origine, fondamentali per i PPA, per le certificazioni di energia verde e per i modelli di business basati su tracciabilità e reporting ESG.
  • Favorire l’integrazione dei sistemi energetici, tramite:
    • maggiore elettrificazione dei consumi;
    • sviluppo di idrogeno rinnovabile;
    • uso più efficiente e sostenibile della bioenergia.

Il legame diretto con l’intelligenza artificiale

Qui l’IA entra in gioco in modo naturale. Le richieste della RED III aprono spazi enormi per soluzioni digitali avanzate:

  • Previsione di produzione da rinnovabili
    Modelli di machine learning che stimano output fotovoltaico ed eolico minuto per minuto, facilitando:

    • il rispetto degli obblighi di programmazione;
    • la riduzione degli sbilanciamenti;
    • una migliore gestione della congestione di rete.
  • Ottimizzazione delle autorizzazioni
    Sistemi di IA possono:

    • analizzare automaticamente documentazione tecnica;
    • rilevare incongruenze normative;
    • simulare l’impatto di nuovi impianti su territorio, paesaggio e rete; accorciando di fatto i tempi amministrativi, là dove la normativa lo consente.
  • Gestione delle garanzie di origine e tracciabilità
    L’aumento della complessità dei portafogli energetici richiede piattaforme che incrociano:

    • dati di misura da smart meter e SCADA;
    • registri di garanzie di origine;
    • profili di consumo dei clienti.

    Qui l’IA aiuta a:

    • prevenire frodi;
    • automatizzare il matching tra produzione verde e domanda;
    • generare report ESG coerenti e verificabili.
  • Idrogeno rinnovabile e sistemi power-to-X
    Per impianti che producono idrogeno verde, l’IA consente:

    • scheduling ottimale degli elettrolizzatori in base a prezzi orari e disponibilità FER;
    • manutenzione predittiva delle apparecchiature;
    • simulazioni di scenari per progetti pilota.

La realtà è semplice: senza recepimento RED III, molte di queste applicazioni restano “a rischio normativo”, e i budget IT si congelano.


4. Effetti dei ritardi su progetti di IA nel settore energetico

I ritardi italiani sulla RED III hanno un impatto diretto e indiretto su chi sta costruendo soluzioni di IA per la transizione energetica.

4.1 Incertezza regolatoria = progetti IA nel limbo

Quando non è chiaro:

  • quali siano i target nazionali di rinnovabili;
  • come verranno regolate le procedure di connessione;
  • quali siano gli obblighi su dati di rete, flessibilità, servizi ancillari;

le aziende tendono a:

  • rimandare investimenti in piattaforme di analytics avanzate;
  • scegliere soluzioni minime, solo per compliance di breve periodo;
  • posticipare progetti sperimentali di IA su previsioni, demand response, VPP (Virtual Power Plant).

4.2 Reti e mercati meno pronti per l’IA

La RED III spinge verso sistemi energetici più elettrificati, distribuiti e digitali. Ma se la normativa non entra in vigore:

  • gli operatori di rete faticano a costruire modelli IA per:

    • identificare aree di congestione;
    • pianificare investimenti di rete coerenti con gli obiettivi 2030;
    • integrare comunità energetiche e piccoli produttori in modo dinamico.
  • i mercati dell’energia restano meno aperti a nuovi servizi:

    • piattaforme di flessibilità basate su IA;
    • aggregatori dinamici che usano algoritmi di ottimizzazione per modulare consumi industriali e domestici;
    • strumenti di pricing dinamico intelligenti per clienti finali.

4.3 IA e pianificazione strategica: perché le aziende devono muoversi ora

Nonostante i ritardi istituzionali, le aziende che operano in Italia non possono permettersi di aspettare il testo definitivo per iniziare a lavorare:

  • la direzione della politica UE è chiara: più rinnovabili, più elettrificazione, più digitalizzazione;
  • l’Italia dovrà comunque adeguarsi, con margini di personalizzazione, ma senza poter stravolgere gli obiettivi;
  • i progetti di IA hanno tempi di sviluppo di 12–24 mesi: chi parte adesso sarà pronto quando il quadro normativo si allineerà.

Chi rimane fermo in attesa del “testo perfetto” rischia di arrivare tardi sia sulla transizione verde sia sulla trasformazione digitale.


5. Cosa possono fare ora operatori e sviluppatori di IA energia

Il contesto normativo è incerto, ma non bloccante. Ci sono mosse concrete che hanno senso da subito e che saranno utili qualunque sia il dettaglio finale del recepimento.

5.1 Per utility e operatori di rete

  • Costruire una data strategy solida
    Organizzare dati di misura, monitoraggio e manutenzione in modo da essere pronti a:

    • alimentare algoritmi di previsione FER;
    • sviluppare modelli di manutenzione predittiva su impianti e reti;
    • rispondere a futuri obblighi di reporting RED III.
  • Sperimentare in sand-box interne
    Avviare progetti pilota di IA in contesti controllati:

    • previsione di produzione eolica/fotovoltaica;
    • ottimizzazione del dispacciamento locale;
    • individuazione automatica di perdite di rete o anomalie.
  • Mappare gli impatti RED III sui processi interni
    Capire dove la direttiva cambierà:

    • iter autorizzativi;
    • gestione delle garanzie di origine;
    • relazioni con clienti prosumer e comunità energetiche.

    Su questi punti, l’IA può diventare la “leva” per gestire complessità e volumi crescenti.

5.2 Per sviluppatori di rinnovabili e CER

  • Integrare strumenti IA nelle fasi di permitting e progettazione
    Utilizzare algoritmi per:

    • analizzare vincoli territoriali e ambientali;
    • simulare scenari di produzione e redditività;
    • ottimizzare la configurazione di comunità energetiche.
  • Preparare modelli predittivi per la bancabilità dei progetti
    I finanziatori iniziano a guardare con favore modelli IA che:

    • producono previsioni di produzione più accurate;
    • stimano affidabilità tecnica e performance lungo la vita utile;
    • riducono l’incertezza sui flussi di cassa.

5.3 Per startup e aziende tech di IA nel settore energetico

  • Allineare roadmap prodotto agli obiettivi RED III
    Concentrarsi su funzionalità che rispondono a bisogni chiari della direttiva:

    • gestione smart dei dati di rete e di consumo;
    • strumenti per aggregatori e VPP;
    • piattaforme per ottimizzare uso di idrogeno rinnovabile e storage.
  • Costruire use case “cross-country”
    Dato che molti Paesi UE stanno recependo con ritardo, ha senso sviluppare soluzioni replicabili:

    • moduli configurabili per i diversi mercati nazionali;
    • core algoritmico comune, adattato solo nelle regole di business.

In tutti questi casi, l’IA non è un gadget, ma l’unico modo realistico per gestire la complessità del nuovo sistema energetico che la RED III sta spingendo.


6. Prospettive: chi guadagna e chi perde dal recepimento tardivo

Il parere motivato di dicembre 2025 mette l’Italia davanti a un bivio:

  • chiudere rapidamente il recepimento RED III,
  • oppure affrontare una procedura di infrazione con possibili sanzioni e ulteriore perdita di credibilità.

Per la transizione verde italiana e per chi lavora su IA nel settore energetico, la posta in gioco è chiara:

  • se il recepimento si chiude in tempi utili, l’Italia può finalmente:

    • dare certezza agli investitori;
    • sbloccare progetti di rinnovabili, infrastrutture e digitalizzazione;
    • usare l’IA come acceleratore reale di integrazione FER, efficienza e resilienza di rete.
  • se i ritardi continueranno, vedremo:

    • spostamento di capitali verso Paesi con regole più stabili;
    • difficoltà a scalare piattaforme IA nate in Italia;
    • ulteriore disallineamento rispetto agli obiettivi 2030.

Chi lavora oggi su analisi dati, modelli predittivi, ottimizzazione delle reti e dei consumi non può limitarsi a osservare il quadro politico. Serve una scelta chiara: progettare soluzioni compatibili con la direzione europea, assumendo che la RED III sarà pienamente operativa.

Questo è il momento in cui si decide se l’IA sarà solo un “nice to have” nelle slide sulla transizione verde italiana o se diventerà l’infrastruttura invisibile che permette al sistema energetico di reggere la sfida del 2030.