Nexus Zero di SolaX offre commutazione a 0 ms e gestione intelligente PV+storage, ideale per microgrid, industria e IA nella transizione energetica italiana.
Quando 5 millisecondi valgono milioni
In uno stabilimento del Nord Italia, una linea di produzione si ferma tre volte in un mese. Motivo? Micro-interruzioni di rete da 10–15 millisecondi. Nessun blackout evidente, luci accese, ma PLC in errore, azionamenti da riavviare, ore di fermo e migliaia di euro bruciati.
Questo è esattamente il tipo di problema che il Nexus Zero AC Switching Cabinet di SolaX Power punta ad azzerare: passaggio tra rete, storage e generatori in 0 ms, senza neanche quel “micro-buco” che manda in tilt macchine, server e sistemi di controllo.
E qui la cosa si fa interessante per chi lavora nella transizione energetica italiana: continuità a 0 ms, gestione multi-sorgente e un cervello di controllo avanzato (EMS1000 PRO) sono gli ingredienti perfetti per integrare fotovoltaico, accumulo e AI per l’energy management in modo serio, non da brochure.
In questo articolo vediamo:
- cosa fa davvero Nexus Zero e perché lo 0 ms è diverso dai classici UPS,
- come si inserisce nei sistemi PV+storage e microgrid industriali,
- quale ruolo può giocare insieme all’intelligenza artificiale nel settore energetico,
- perché è rilevante per aziende, data center, ospedali e per la resilienza del sistema energetico italiano.
Che cos’è il Nexus Zero e perché lo 0 ms cambia le regole
Nexus Zero è un quadro di commutazione AC che gestisce, in modo automatico e istantaneo, il passaggio fra:
- rete elettrica,
- sistemi di storage fotovoltaico (serie SolaX AELIO e TRENE),
- generatori ausiliari (per esempio diesel),
- microgrid solari+storage.
La caratteristica chiave è la funzione 0 ms Switch-over:
il passaggio da una sorgente all’altra avviene senza alcuna interruzione percepibile dai carichi.
Nei sistemi tradizionali, anche switch da 5–20 ms possono:
- generare picchi di corrente fino a 3–6 volte il valore nominale,
- bloccare PLC e sistemi di automazione,
- danneggiare apparecchiature sensibili,
- spegnere server e sistemi IT con riavvii complessi.
Qui il concetto è diverso: il carico “non si accorge” che la sorgente è cambiata. Per chi gestisce impianti produttivi, data center o ospedali, significa azzerare di fatto il downtime da disturbi di rete.
Come sintetizza Mirko Zino, Country Manager di SolaX Power Italia: la funzione 0 ms Switch-over rende il concetto di downtime “obsoleto” e porta la continuità energetica a livello di requisito minimo, non di optional.
Tecnologia integrata: Nexus Zero come cuore della microgrid
Il valore di Nexus Zero non è solo nella velocità di commutazione. Conta il cervello che c’è dietro.
EMS1000 PRO: la regia della gestione energetica
Il quadro è gestito dal controller EMS1000 PRO, che svolge funzioni tipiche dei moderni sistemi di energy management:
- coordinamento di fotovoltaico, accumulo e carichi,
- definizione di priorità energetiche (es. mantenere sempre attivi carichi critici, modulare quelli non essenziali),
- gestione di più unità di storage in parallelo,
- ottimizzazione in tempo reale tra rete, batterie e, dove presenti, generatori diesel.
Nella pratica, Nexus Zero può gestire fino a 1,25 MW di potenza di commutazione, con logiche avanzate di accoppiamento AC per:
- impianti PV+storage,
- impianti PV+storage+diesel,
- microgrid ibride in siti con rete debole o assente.
Queste logiche sono il terreno ideale per integrare algoritmi di intelligenza artificiale, ad esempio per:
- prevedere la produzione fotovoltaica,
- anticipare i picchi di carico,
- gestire in modo predittivo lo stato di carica delle batterie,
- ridurre i consumi dalla rete nelle fasce orarie più costose.
In molti progetti italiani, la combinazione EMS + AI sta già diventando lo standard per la transizione verde dell’industria: Nexus Zero fornisce la parte fisica e di controllo locale, l’IA aggiunge il livello di previsione e ottimizzazione.
Versatilità e robustezza per l’industria italiana
Per un responsabile energia o manutenzione, le domande sono sempre le stesse: funziona ovunque? Resiste? È manutenzionabile?
Caratteristiche di robustezza
Nexus Zero nasce per ambienti difficili e per uso continuativo:
- grado di protezione IP55 per installazioni indoor e outdoor,
- operatività da –30 °C a +55 °C,
- affidabilità garantita fino a 3000 m di altitudine senza derating,
- standard anticorrosione C5-M, adatto a ambienti marini, industriali o fortemente corrosivi,
- circuito di bypass integrato che consente interventi di manutenzione senza togliere alimentazione ai carichi,
- conformità alle principali norme internazionali: IEC 61439-1, IEC 61439-2, IEC 61000, IEC 60730.
Questi elementi lo rendono appetibile per:
- acciaierie, cementifici, chimico-farmaceutico,
- porti e siti costieri,
- impianti in montagna o in climi estremi,
- infrastrutture critiche distribuite sul territorio.
Sicurezza integrata
Sul fronte sicurezza, il quadro integra:
- protezione da sovratensioni di Tipo II,
- allarmi intelligenti per infiltrazioni d’acqua, surriscaldamento e stato delle porte,
- compatibilità con carichi sensibili (server, apparecchiature medicali, elettronica di potenza),
- gestione multi-sorgente e multi-carico con regolazione dinamica.
Questi allarmi, se collegati a piattaforme di monitoraggio basate su AI, permettono anche logiche di manutenzione predittiva:
- riconoscimento di pattern anomali di temperatura,
- identificazione precoce di problemi di isolamento o umidità,
- pianificazione degli interventi prima che si verifichi il guasto.
Dove ha più senso usare Nexus Zero (con esempi concreti)
Nexus Zero non è pensato per la villetta con 6 kW di FV. È un prodotto che esprime il massimo valore in contesti dove un secondo di fermo costa caro o dove la rete è notoriamente instabile.
Settore industriale e manifatturiero
Per linee automatizzate, robotica e processi continui, 0 ms significa:
- niente reset di PLC e inverter,
- niente scarti di produzione per micro-buchi di alimentazione,
- maggiore vita utile delle apparecchiature elettroniche.
In combinazione con un sistema di accumulo dimensionato sull’analisi dei profili di carico (anche tramite AI), un’azienda può:
- tagliare i picchi di prelievo di rete,
- stabilizzare tensione e frequenza a livello di stabilimento,
- continuare a produrre anche in caso di disturbi o brevi assenze di rete.
Data center, IT e telecomunicazioni
Per data center e infrastrutture di rete la priorità è semplice: nessuna perdita di dati, nessun reboot non pianificato.
Qui Nexus Zero può lavorare in sinergia con:
- UPS a doppia conversione per i carichi critici,
- sistemi di storage a livello di sito,
- algoritmi di AI che distribuiscono i carichi IT in base alla disponibilità di energia rinnovabile.
Il risultato è una infrastruttura digitale più resiliente, essenziale in un contesto in cui anche la cybersecurity passa dalla continuità fisica dei sistemi.
Sanità e infrastrutture critiche
Ospedali, laboratori e infrastrutture sanitarie non possono permettersi neanche un flicker durante uno switch di fonte. In questi scenari, Nexus Zero:
- si integra con gruppi elettrogeni esistenti,
- coordina l’uso di fotovoltaico e batterie per ridurre la dipendenza dal diesel,
- mantiene in vita carichi salvavita e diagnostica in ogni condizione.
In un’ottica di transizione energetica nel settore pubblico, è il tipo di soluzione che consente di:
- installare più rinnovabili,
- ridurre i consumi di carburante,
- mantenere i requisiti stringenti di continuità.
Microgrid solari, siti off-grid e reti deboli
Per i siti in aree con rete instabile – una realtà ben nota in molte zone industriali e rurali italiane – le microgrid solare+storage+diesel stanno diventando la soluzione più razionale.
Nexus Zero permette:
- switch istantanei fra rete, solare, batterie e diesel,
- priorità alla fonte rinnovabile quando disponibile,
- uso del generatore come backup vero, non continuo,
- gestione coordinata tramite EMS (e, volendo, AI per le previsioni meteo e di carico).
Questo approccio è perfetto per:
- siti produttivi isolati,
- impianti agricoli avanzati,
- infrastrutture in aree montane o insulari,
- comunità energetiche industriali che puntano all’autoconsumo spinto.
Dove entra in gioco l’IA nella gestione di Nexus Zero
Nexus Zero nasce già come elemento “intelligente” del sistema, ma il salto di qualità arriva quando lo si collega a piattaforme di intelligenza artificiale per il settore energetico.
Alcuni casi d’uso concreti:
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Previsione produzione FV e ottimizzazione carichi
AI modelli che stimano la produzione fotovoltaica ora per ora, combinati con i dati storici di carico, permettono di:- programmare i cicli produttivi energivori nelle ore più solari,
- definire la strategia di carica/scarica delle batterie,
- ridurre acquisti di energia nelle fasce a maggior costo.
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Manutenzione predittiva del sistema
Analizzando nel tempo:- allarmi di temperatura,
- eventi di sovratensione,
- pattern di commutazione tra sorgenti, l’AI individua anomalie prima che diventino guasti e propone finestre ottimali di manutenzione.
-
Ottimizzazione multi-sito
Per gruppi industriali con più stabilimenti, l’AI può confrontare le performance dei vari Nexus Zero installati:- capire dove la rete è più debole,
- misurare quanta produzione è stata salvata dallo 0 ms,
- valutare il ritorno dell’investimento e pianificare nuove installazioni.
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Risposta alla domanda e servizi di rete
In prospettiva, con regole adatte, siti dotati di PV+storage+Nexus Zero potrebbero fornire servizi di flessibilità alla rete (demand response, modulazione carichi, supporto di frequenza). L’AI coordina il tutto, il quadro fisico assicura che il passaggio da un asset all’altro sia immediato e sicuro.
In sintesi: Nexus Zero è l’hardware abilitante, l’intelligenza artificiale è lo strato che massimizza valore economico ed energetico.
Perché ha senso oggi, nel contesto italiano
Nel 2025 l’Italia è nel pieno di una doppia sfida:
- più rinnovabili in rete, soprattutto fotovoltaico distribuito,
- maggiore resilienza e sicurezza di un sistema sempre più elettrificato.
Most companies get this wrong: installano FV e magari storage, ma trascurano la qualità dell’alimentazione e la continuità dei carichi critici. Il risultato è una transizione “a metà”, dove la bolletta scende ma gli impianti restano fragili ai disturbi di rete.
Nexus Zero si inserisce esattamente in questo spazio:
- consente alle aziende di portare più fotovoltaico e accumulo senza compromettere la stabilità dei processi,
- crea l’infrastruttura locale su cui innestare algoritmi di IA per l’energy management,
- contribuisce a una rete nazionale più flessibile, con siti che possono funzionare anche in isola quando serve.
Per chi lavora su piani di decarbonizzazione industriale o progetti di microgrid, c’è un punto chiaro: la transizione verde non è solo installare MW di FV, è garantire che energia pulita e continuità operativa vadano di pari passo.
Prossimi passi per aziende e professionisti
Se gestisci uno stabilimento, un data center o un’infrastruttura critica e ti riconosci in uno di questi scenari, il percorso tipico che ho visto funzionare è:
- analisi dei profili di carico e degli eventi di micro-interruzione (log di rete, fermate impianto, errori PLC),
- valutazione tecnico-economica di un sistema PV+storage+Nexus Zero,
- definizione dei carichi critici e delle logiche di priorità,
- integrazione con piattaforme di monitoraggio e, dove possibile, modelli di AI per previsione e ottimizzazione.
La realtà? È più semplice di quanto sembri, soprattutto se si parte da un sito pilota e si scala poi agli altri stabilimenti.
La transizione energetica italiana ha bisogno proprio di questo tipo di soluzioni: concrete, scalabili, capaci di unire fotovoltaico, accumulo, AI e continuità energetica reale a 0 ms. Nexus Zero è uno degli esempi più interessanti di come l’innovazione tecnologica, se ben integrata, possa trasformare la sicurezza energetica da problema cronico a vantaggio competitivo.