MarghERita e big data: la svolta per la PA verde

IA nel Settore Energetico Italiano: Transizione VerdeBy 3L3C

MarghERita porta i big data nella PA emiliano-romagnola. Ecco come usare la piattaforma per energia, ambiente e politiche pubbliche basate sui dati.

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Perché MarghERita è molto più di una piattaforma dati

Nel 2025 l’Emilia-Romagna ha superato i 4,5 milioni di abitanti e continua a essere uno dei cuori industriali ed energetici del Paese. Governare mobilità, sanità, energia e ambiente senza big data oggi non è più realistico. Chi continua a decidere “a sensazione”, semplicemente resta indietro.

Ecco perché la Big Data Platform MarghERita, finanziata con il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e gestita a livello regionale, è una notizia grossa per chi lavora nella Pubblica Amministrazione (e per chi opera nel settore energetico locale). Con l’apertura della sezione “Progetti a bordo”, la piattaforma non è più solo un’infrastruttura tecnica: diventa un catalogo vivo di casi d’uso, pronto da copiare, adattare e riutilizzare.

Questo articolo ti aiuta a capire:

  • che cos’è in pratica MarghERita e come funziona per gli enti;
  • perché la nuova sezione sui casi d’uso è strategica;
  • come gli enti possono usarla per la transizione verde e la pianificazione energetica;
  • quali passi concreti servono per portare un progetto “a bordo”.

Che cos’è MarghERita e perché conta per la transizione verde

MarghERita è la piattaforma big data regionale dell’Emilia-Romagna, pensata per supportare tutte le Pubbliche Amministrazioni nella raccolta, integrazione e analisi di grandi moli di dati.

Gli obiettivi concreti della piattaforma

L’obiettivo è molto chiaro: trasformare i dati in decisioni di qualità. In pratica, MarghERita permette agli enti di:

  • integrare dati eterogenei (sensori IoT, open data, banche dati interne, dati nazionali o europei);
  • eseguire analisi avanzate, anche con algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning;
  • produrre indicatori e cruscotti per il monitoraggio delle politiche pubbliche;
  • condividere modelli e casi d’uso con altri enti del territorio.

Per la transizione energetica questo significa, per esempio, passare da stime grossolane a:

  • mappe puntuali dei consumi energetici per quartiere;
  • analisi predittive di fabbisogno termico ed elettrico;
  • simulazioni degli impatti di comunità energetiche, impianti fotovoltaici o interventi di riqualificazione.

La realtà? Non serve inventare da zero il “data lake” del proprio ente. MarghERita fornisce infrastruttura, metodologia e supporto, riducendo tempi e rischi dei progetti.


“Progetti a bordo”: la vetrina dei casi d’uso già funzionanti

La vera novità degli ultimi mesi è la sezione “Progetti a bordo” del portale margherita.regione.emilia-romagna.it.

Cosa trovi nella sezione casi d’uso

Ogni progetto a bordo è descritto in modo sintetico ma strutturato, con indicazione di:

  • ambito di intervento (mobilità, energia, sanità, pianificazione urbana, ambiente, ecc.);
  • dati utilizzati (tipologia, provenienza, frequenza di aggiornamento);
  • metodologie (statistica descrittiva, modelli predittivi, algoritmi di AI, visual analytics);
  • enti coinvolti (Comuni, Unioni, Aziende sanitarie, società pubbliche, università).

Questo cambia il modo di progettare in PA: invece di partire da un foglio bianco, un Comune medio può dire “voglio fare qualcosa di simile a questo caso d’uso” e accorciare mesi di analisi preliminari.

Perché è un vantaggio competitivo per gli enti

Mostrare i progetti a bordo non è solo comunicazione. È un modo per:

  • ridurre il rischio: si parte da soluzioni già testate da altri enti;
  • standardizzare: stessi indicatori, stessi metodi, dati confrontabili fra territori;
  • fare massa critica: più enti che condividono approccio e strumenti, più facile è ottenere ulteriori finanziamenti nazionali ed europei.

Per chi lavora nel settore energetico (uffici energia, multiutility, agenzie regionali, ESCo) questo vuol dire poter dialogare con la PA su basi dati solide, condivise e già organizzate dentro MarghERita.


A chi si rivolge MarghERita e come funziona il bando regionale

MarghERita è pensata per tutte le Pubbliche Amministrazioni dell’Emilia-Romagna. In particolare:

  • Comuni e Unioni di Comuni;
  • Province e Città metropolitana;
  • Aziende sanitarie e ospedaliere;
  • Università e centri di ricerca pubblici;
  • Agenzie regionali e società di servizi pubblici (trasporti, rifiuti, energia);
  • altre istituzioni nazionali con progetti sul territorio regionale.

Il bando regionale: un’occasione da non perdere

La Regione ha previsto un bando per candidare progetti da portare su MarghERita, con una proroga che viene formalizzata entro fine 2025. In pratica, gli enti possono:

  1. proporre un caso d’uso;
  2. accedere alla piattaforma per sviluppo e test;
  3. ottenere supporto metodologico e tecnico;
  4. entrare nella sezione “Progetti a bordo” una volta a regime.

Chi si occupa di energia e ambiente all’interno degli enti dovrebbe leggere questo bando non come l’ennesima carta da compilare, ma come:

un acceleratore per portare in produzione progetti di data analytics che spesso restano fermi in un cassetto per mancanza di infrastruttura e competenze.


Big data e AI per l’energia: esempi di casi d’uso su MarghERita

La domanda chiave è: come collegare MarghERita alla transizione verde e all’energia? Vediamo alcuni scenari tipici che un ente può portare sulla piattaforma.

1. Pianificazione delle comunità energetiche rinnovabili (CER)

Uno degli usi più efficaci dei big data in ambito energetico è la progettazione delle CER.

Con MarghERita un Comune può:

  • incrociare dati di consumo elettrico (anonimizzati) con dati catastali e urbanistici;
  • integrare potenziale fotovoltaico da rilievi LiDAR, mappe 3D o dataset regionali;
  • simulare diversi scenari di aggregazione di utenti e impianti;
  • stimare benefici economici e riduzione di CO₂ per ciascuna configurazione.

Risultato: le CER non nascono “a sentimento”, ma su scenari numerici chiari, più facili da spiegare ai cittadini e da presentare a investitori e partner tecnologici.

2. Efficienza energetica del patrimonio pubblico

Molti enti hanno già una montagna di dati energetici, ma sparsi: file Excel, fatture, gestionali, misure dai BMS degli edifici.

Portando questi dati su MarghERita è possibile:

  • normalizzare consumi per metri quadri, ore di apertura, funzioni d’uso;
  • identificare edifici fuori scala rispetto alla media (outlier energetici);
  • usare modelli predittivi per stimare il risparmio atteso da interventi specifici;
  • monitorare, anno su anno, gli effetti reali delle riqualificazioni.

Questo è esattamente il tipo di evidenza che serve per piani energetici comunali e PAESC allineati agli obiettivi PNIEC e Fit for 55.

3. Mobilità, qualità dell’aria e consumi energetici

La transizione verde non è solo elettricità. Mobilità e qualità dell’aria incidono direttamente sui consumi energetici e sulle emissioni.

Su MarghERita si possono integrare, ad esempio:

  • flussi di traffico veicolare e dati dei trasporti pubblici;
  • sensori IoT sulla qualità dell’aria;
  • dati meteorologici e di consumo carburante.

Con analisi avanzate e algoritmi di intelligenza artificiale si possono valutare scenari come:

  • nuove ZTL o zone 30 e loro impatto su emissioni e consumi;
  • potenziamento del TPL in certe fasce orarie;
  • strategie di elettrificazione delle flotte comunali.

Come preparare il tuo ente a salire su MarghERita

La tecnologia c’è, ma molti enti faticano a fare il salto da “interesse” a “progetto approvato”. Ho visto che funziona quando ci sono pochi passi, chiari.

1. Definisci una domanda politica precisa

MarghERita non è una piattaforma per “fare dei grafici”: serve a rispondere a domande di policy. Alcuni esempi:

  • Dove conviene avviare le prime comunità energetiche?
  • Quali scuole devono essere riqualificate per prime?
  • In quali quartieri il mix tra traffico e riscaldamento genera più emissioni?

Scrivere nero su bianco 1–2 domande di questo tipo è il primo passo.

2. Mappa i dati disponibili (e quelli mancanti)

Per ogni domanda chiediti:

  • quali dati ho già (uffici tecnici, tributi, anagrafe utenze energetiche, open data);
  • con che livello di qualità e aggiornamento;
  • quali dati posso ottenere da partner (multiutility, ARPA, operatori TPL).

Questa mappatura dati è spesso sottovalutata, ma decide il successo del caso d’uso.

3. Coinvolgi subito IT, ufficio energia e ufficio pianificazione

I progetti big data falliscono quando restano confinati in un singolo ufficio. Su MarghERita ha senso costruire un team minimo che metta insieme:

  • competenze ICT e sicurezza dati;
  • competenze energetiche/ambientali;
  • competenze di pianificazione urbana e bilancio.

Questo garantisce che gli output della piattaforma entrino nei documenti di programmazione e nei piani di investimento.

4. Candidare il progetto al bando regionale

Una volta definita la domanda, la mappatura dati e il team, la candidatura al bando regionale diventa quasi naturale. Il vantaggio è duplice:

  • accesso alla piattaforma MarghERita e alle sue competenze;
  • visibilità del progetto nella sezione “Progetti a bordo”, con possibilità di fare rete con altri enti.

Collaborazione tra enti: il valore nascosto di MarghERita

L’aspetto forse più interessante della piattaforma è la collaborazione strutturata tra enti.

Condividere dati e modelli, non solo documenti

Grazie a MarghERita gli enti possono:

  • riutilizzare schemi dati già definiti (ad esempio per i consumi energetici degli edifici);
  • condividere algoritmi e modelli di intelligenza artificiale già addestrati;
  • confrontare indicatori tra territori simili (due Unioni di Comuni, due capoluoghi, ecc.).

Questo accorcia drasticamente i tempi per arrivare a:

  • monitoraggi omogenei;
  • benchmark energetici realistici;
  • valutazioni serie sugli impatti delle politiche pubbliche.

Dal singolo progetto all’ecosistema dati regionale

Se più enti usano la stessa piattaforma big data e gli stessi approcci, l’effetto è chiaro:

si passa da una collezione di progetti isolati a un vero ecosistema dati regionale, dove ogni nuovo caso d’uso aumenta il valore complessivo.

Per la transizione verde nel settore energetico italiano, un modello come quello emiliano-romagnolo è particolarmente interessante: è replicabile in altre regioni, ma richiede proprio questo tipo di visione di lungo periodo sulla gestione dei dati.


Perché agire ora (e cosa fare subito)

MarghERita sta uscendo dalla fase “progetto infrastrutturale” per diventare una piattaforma di casi d’uso concreti, documentati e replicabili. Chi si muove adesso ha un vantaggio chiaro:

  • può proporre i primi progetti energetici “a bordo”;
  • può influenzare standard e metodologie usate dagli altri;
  • può presentarsi a bandi PNRR, PON, POR con una base dati già strutturata.

Se lavori in un ente dell’Emilia-Romagna o collabori con la PA nel settore energia, il prossimo passo è semplice:

  1. individua 1–2 domande chiave sulla transizione energetica del tuo territorio;
  2. verifica quali dati sono già disponibili;
  3. confrontati con l’ufficio ICT e con i referenti energia/ambiente;
  4. prepara una proposta da candidare a MarghERita tramite il bando regionale.

La sfida energetica non si gioca solo sugli impianti, ma sulla qualità dei dati che usiamo per decidere. Le regioni che sapranno usare piattaforme big data come MarghERita faranno scelte più efficaci, più rapide e più trasparenti. Il momento per salire a bordo è adesso.

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