Una linea a 275 kV premiata in Malesia mostra come IA, BIM e pianificazione digitale possano trasformare reti energetiche e cantieri italiani della transizione verde.
IA e grandi infrastrutture: la lezione di una linea 275 kV
Un dato colpisce subito: una linea elettrica di 8,5 km, 25 tralicci monopalo e sei torri alte 100 metri che attraversano uno stretto marino soggetto a venti forti, maree e terreni complessi. Non è fantascienza, è il progetto 275‑kV Transmission Line from PMU New Prai to PMU The Light a Penang, in Malesia, premiato da ENR con l’Award of Merit – Power/Industrial 2025.
Questo progetto non è solo un’opera di ingegneria spettacolare. È un manuale vivente di come si pianifica, progetta e gestisce un’infrastruttura critica complessa. Ed è esattamente il tipo di scenario in cui, oggi, l’intelligenza artificiale e il BIM evoluto possono fare la differenza anche nei cantieri italiani.
In questa puntata della serie “IA nel Settore Energetico Italiano: Transizione Verde” partiamo dall’esperienza di Penang per capire:
- quali scelte tecniche hanno reso possibile un progetto così complesso;
- come questi approcci si possono tradurre nei cantieri italiani di reti e infrastrutture energetiche;
- in che modo IA, BIM e pianificazione digitale possono aiutare imprese e progettisti a raggiungere lo stesso livello di qualità, sicurezza e controllo tempi/costi.
1. Cosa rende speciale la linea 275 kV di Penang
La linea tra PMU New Prai e PMU The Light nasce per collegare una centrale elettrica a una stazione su un’isola. Il punto critico? Attraversare lo Stretto di Penang, con:
- venti forti;
- maree significative;
- sottosuolo marino morbido e molto variabile.
Per rispondere a queste sfide il team ha adottato alcune soluzioni chiave:
Torri monumentali e fondazioni complesse
- 6 torri “landmark” da 100 m, con un design a doppia gamba curva ispirato alle piante di betel: non solo strutture tecniche, ma nuovi elementi distintivi del paesaggio.
- 25 torri monopalo a supporto dei restanti tratti di linea.
- Torri in acqua fondate su pile cap prefabbricati con “gonna” (skirt) per gestire terreni soffici e disomogenei del fondale.
- Sistema di protezione anticorrosione a doppio strato, dimensionato per una vita utile di 100 anni in ambiente marino.
Ingegneria del vento e uso avanzato di tecnologie
- Prove in galleria del vento presso la Southwest Jiaotong University per verificare stabilità e comportamento aerodinamico delle torri in condizioni estreme.
- Droni per il tiraggio dei cavi: maggiore precisione, meno rischi in quota, tempi ridotti.
- Droni per i controlli di sicurezza giornalieri, con ispezioni visive rapide e puntuali.
Infrastruttura che diventa segno urbano
Le torri non sono solo acciaio e bulloni. Il progetto ha integrato:
- un sistema di illuminazione scenografica che funge anche da segnalazione aeronautica;
- un’attenzione dichiarata alla “umanizzazione” e “greening” dell’infrastruttura, trasformando una linea elettrica in un elemento identitario per la città.
È un esempio chiaro di come ingegneria strutturale, architettura, tecnologia e brand urbano possano convivere nello stesso progetto.
2. Dove entra in gioco l’IA in un progetto così complesso
Il progetto di Penang è stato realizzato con metodi tradizionali avanzati, ma se lo guardiamo con gli occhi di oggi, è perfetto per capire dove l’IA può potenziare ogni fase di vita di un’infrastruttura energetica.
2.1 Pianificazione e analisi del tracciato
Definire il tracciato di una linea a 275 kV che attraversa mare, aree urbane e vincoli ambientali è un puzzle con centinaia di pezzi. Qui l’IA può:
- analizzare in automatico dati GIS, vincoli ambientali, proprietà, rischi geologici e climatici;
- generare scenari alternativi di tracciato (multi‑scenario) valutando lunghezza, costi, impatti, accessibilità ai cantieri;
- stimare tempi e rischi per ciascuna opzione, suggerendo la soluzione “ottimale” rispetto a criteri impostati dal progettista.
Per i grandi progetti di elettrodotti, dorsali gas, collegamenti HVDC e linee di interconnessione transfrontaliere in Italia, questo significa accorciare mesi di studi preliminari e arrivare a conferenze dei servizi con scenari molto più solidi.
2.2 Progettazione BIM “intelligente” delle torri
Torri da 100 m in ambiente marino non si progettano solo con un software di calcolo. Un flusso BIM + IA può:
- generare varianti parametriche di torri (altezza, geometria gambe, spessori, dettagli nodi) rispettando normative e vincoli di stabilità;
- ottimizzare peso acciaio vs. prestazioni (resistenza al vento, deformabilità, fatica);
- integrare dati di corrosione prevista per dimensionare correttamente i sistemi protettivi e la durata di progetto;
- simulare cantierizzazione e montaggio: gru, varo, sequenze di sollevamento, spazi di manovra, interferenze con traffico marittimo.
La realtà? Questo non riguarda solo grandi opere estere. In Italia abbiamo:
- linee AT e RT da ammodernare;
- collegamenti sottomarini sempre più diffusi;
- stazioni e sottostazioni da ripensare vicino ad aree urbane sensibili.
Usare BIM arricchito da algoritmi di ottimizzazione è il passo logico per fare salire di livello tutto il comparto.
2.3 Sicurezza, droni e analisi automatica delle ispezioni
Nel progetto malese i droni sono stati usati per:
- tirare i conduttori;
- fare pattugliamenti di sicurezza quotidiani.
Oggi possiamo fare un salto in più: collegare quei droni a sistemi di computer vision e IA che:
- riconoscono automaticamente anomalie (ruggine, bulloni mancanti, cricche, danneggiamenti alle protezioni);
- classificano le criticità per priorità (alta/media/bassa);
- generano ticket di manutenzione predittiva direttamente nel CDE o nel sistema di gestione asset.
Per gli operatori di rete italiani questo significa ridurre drasticamente ispezioni manuali lungo decine o centinaia di chilometri di linee, aumentando allo stesso tempo la sicurezza degli addetti.
3. Cosa può imparare l’edilizia italiana dal caso Penang
La domanda vera è: come trasformare un caso di successo internazionale in valore concreto per i cantieri italiani, soprattutto nel settore energia e infrastrutture?
3.1 Pianificazione integrata: dall’opera singola al sistema
Il progetto di Penang non è una torre “bella” o una fondazione “robusta”. È un sistema coerente, studiato per:
- durare 100 anni;
- integrarsi con la città;
- resistere a condizioni ambientali estreme.
In Italia spesso il salto che manca è proprio questo passaggio dal progetto di componente al progetto di sistema. L’IA può aiutare perché:
- obbliga a centralizzare i dati (geologia, clima, traffico, costi, tempi) in un modello unico;
- rende più trasparente l’impatto di ogni scelta (un tipo di torre, una tecnologia di protezione, una variante di tracciato);
- permette simulazioni what‑if rapide, così il progettista vede subito cosa succede se cambia una decisione chiave.
3.2 Standard di sicurezza da premi, non da capitolato
Questo progetto ha ricevuto un premio internazionale anche per le soluzioni di sicurezza in cantiere e nella vita utile dell’opera.
Un approccio IA‑first permette di:
- modellare in BIM 4D e 5D tutte le fasi di cantiere;
- far analizzare alla macchina migliaia di combinazioni di sequenze per individuare quelle con minor esposizione al rischio per gli operai;
- simulare scenari di emergenza (venti estremi, failure di un sollevamento, collisioni con imbarcazioni) e costruire procedure operative basate su dati, non solo su esperienza.
In pratica, si passa dalla sicurezza “a valle del progetto” alla sicurezza progettata fin dall’inizio, e questo è uno dei requisiti tipici dei progetti che poi vincono premi.
3.3 Infrastruttura come elemento identitario, non “ferita” nel paesaggio
Le torri di Penang hanno una forte valenza estetica e un sistema di illuminazione che valorizza il waterfront e al tempo stesso garantisce segnalazione aeronautica.
In Italia troppo spesso le infrastrutture energetiche sono vissute come intrusioni nel paesaggio, nonostante un ruolo centrale nella transizione verde. Qui IA e strumenti digitali possono dare una mano concreta:
- generando visualizzazioni realistiche delle opere integrate nel contesto (realtà aumentata, gemelli digitali urbani);
- aiutando architetti e urbanisti a testare rapidamente diverse soluzioni formali e di illuminazione;
- facilitando processi partecipativi con cittadini e amministrazioni, grazie a modelli 3D chiari e comprensibili.
Risultato: meno conflitti, più accettazione sociale, percorsi autorizzativi più fluidi.
4. IA, BIM e manutenzione predittiva delle reti energetiche
Una linea progettata per durare 100 anni non può essere gestita con logiche “intervento quando si rompe”. Serve manutenzione predittiva, e su questo l’IA è ormai matura.
4.1 Dal dato grezzo all’asset management intelligente
Su un’infrastruttura tipo Penang, o su una dorsale AT italiana, oggi possiamo raccogliere dati da:
- droni e ispezioni visive;
- sensori di vibrazione e sforzo sui conduttori;
- sensori di corrosione sulle parti in acciaio;
- dati meteo e di carico di rete.
Un sistema di IA addestrato su questi dati può:
- rilevare trend anomali (crescita più rapida della corrosione, aumento delle vibrazioni in particolari torri);
- stimare probabilità di guasto su archi temporali di mesi/anni;
- proporre piani di manutenzione ottimizzati per costi, impatti di fermo linea e rischi.
4.2 Benefici diretti per la transizione energetica italiana
Nel contesto della “IA nel Settore Energetico Italiano: Transizione Verde” questo approccio ha tre effetti concreti:
- Affidabilità maggiore delle reti: meno interruzioni, più capacità di integrare rinnovabili non programmabili (eolico, fotovoltaico, offshore).
- Riduzione dei costi operativi: si interviene dove serve e quando serve, non a calendario fisso.
- Allineamento alle richieste regolatorie: performance di servizio elevate, indicatori di qualità misurabili, capacità di documentare in modo oggettivo scelte e priorità.
Per un’impresa italiana che opera in questo settore, passare a una logica IA‑driven di gestione asset significa posizionarsi meglio su gare complesse e progetti internazionali, proprio come quelli premiati da ENR.
5. Come iniziare in Italia: tre mosse concrete per imprese e progettisti
Prendere ispirazione da un progetto premiato è utile, ma serve un percorso operativo. Ecco tre passi realistici che ho visto funzionare meglio di tanti piani teorici.
5.1 Scegliere un progetto pilota, non “tutta l’azienda”
Partite da un singolo progetto di infrastruttura energetica:
- una linea in alta tensione da ammodernare;
- una nuova stazione di trasformazione complessa;
- un collegamento sottomarino/costiero.
Obiettivo: applicare BIM strutturale + pianificazione 4D + una prima componente IA (per esempio, analisi del tracciato o simulazione delle sequenze di montaggio) e misurare:
- riduzione varianti;
- riduzione tempi di cantiere;
- riduzione incidenti/situazioni di rischio.
5.2 Creare un “gemello digitale” semplice ma utile
Non serve un digital twin perfetto da subito. Serve un modello affidabile che contenga almeno:
- geometria 3D dell’opera;
- informazioni materiali e cicli di manutenzione;
- collegamento base a dati di ispezione (anche manuali).
Da lì potete iniziare a nutrire l’IA con dati reali: foto, report, ispezioni, sensori. Nel giro di 12‑24 mesi diventa un patrimonio aziendale difficile da replicare dai concorrenti.
5.3 Formare una piccola “unità IA di cantiere”
Non serve un reparto R&D da multinazionale. Basta un micro team con:
- 1 BIM coordinator o ingegnere strutturista aperto alle nuove tecnologie;
- 1 profilo IT/dati (anche junior) che sappia lavorare con API, database, strumenti IA;
- 1 referente di cantiere che riporti problemi reali e vincoli pratici.
Questo team ha il compito di:
- scegliere strumenti IA/BIM appropriati;
- definire flussi di lavoro gestibili dai tecnici di cantiere;
- raccogliere metriche per mostrare benefici concreti a direzione e committenti.
Conclusione: dall’award internazionale al cantiere italiano
La linea a 275 kV di Penang dimostra che progettare infrastrutture complesse e premiate è una questione di metodo, dati e visione, non solo di budget.
Per l’Italia, nel pieno della transizione energetica, c’è una finestra chiara: usare IA, BIM e pianificazione digitale per trasformare reti elettriche, sottostazioni, collegamenti offshore e grandi impianti da semplici “opere necessarie” a asset intelligenti, durevoli e integrati nel territorio.
Chi inizia ora a progettare, costruire e manutenere così non si limita a “fare un cantiere digitale in più”. Sta preparando l’azienda a giocare – e vincere – su progetti complessi, nazionali e internazionali, come quelli che oggi vediamo premiati nei Global Best Projects.
Se stai lavorando su reti, sottostazioni o grandi infrastrutture energetiche e vuoi capire come portare l’IA nel tuo prossimo progetto, il momento giusto è questo: scegliere un pilota, costruire il gemello digitale, misurare i risultati e scalare. Il resto è solo questione di esecuzione.