Future Industry Awards: perché contano per la logistica

IA nel Settore Energetico Italiano: Transizione VerdeBy 3L3C

MADE lancia i Future Industry Awards: un’occasione concreta per valorizzare i progetti di AI e digitalizzazione nella logistica italiana e costruire supply chain eccellenti.

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Future Industry Awards: perché contano davvero per la logistica italiana

Nel 2025 oltre il 60% delle aziende manifatturiere italiane dichiara di avere avviato progetti di digitalizzazione, ma solo una minoranza riesce a portarli a scala e a dimostrarne l’impatto su costi, servizio e sostenibilità. È qui che iniziative come i MADE Future Industry Awards diventano strategiche: non sono “solo” premi, sono uno strumento per capire cosa funziona davvero in fabbrica e lungo la supply chain.

Il Competence Center MADE Industria 4.0 ha lanciato la prima edizione di questi Awards con un obiettivo chiaro: mappare le eccellenze italiane in digitalizzazione e sostenibilità e trasformarle in best practice replicabili. Per chi si occupa di logistica, supply chain e operations, è un’occasione concreta per vedere, con esempi reali, come l’intelligenza artificiale nella logistica e le tecnologie Industria 4.0 stiano cambiando il modo di pianificare, produrre e consegnare.

In questo articolo vediamo perché i Future Industry Awards sono interessanti per chi guida progetti di trasformazione in azienda, quali trend stanno emergendo su digitalizzazione e sostenibilità e come prepararsi – in modo pratico – a candidare un progetto realmente competitivo.


Che cosa sono i MADE Future Industry Awards e perché interessano la supply chain

I Future Industry Awards sono il contest lanciato da MADE Competence Center Industria 4.0 per riconoscere i progetti già implementati di digitalizzazione e sostenibilità nelle imprese italiane. Non parliamo di idee su slide, ma di soluzioni che funzionano sul campo.

Questo per chi lavora su logistica e supply chain significa due cose molto concrete:

  1. Accesso a casi reali di trasformazione digitale applicata a produzione, magazzino, trasporti, manutenzione.
  2. Riconoscimento esterno per i progetti già avviati in azienda, utile verso proprietà, clienti e partner.

Gli obiettivi chiave dell’iniziativa

MADE ha dichiarato due obiettivi principali, che allineano molto bene industria, ricerca e policy pubbliche:

  • Mappare le eccellenze territoriali: capire dove sono le aziende che stanno davvero innovando, in quali filiere e con quali tecnologie (AI, IoT, robotica, simulazione, analytics, ecc.).
  • Costruire una base di conoscenza condivisa: trasformare questi progetti in best practice replicabili, così che altre aziende possano ispirarsi, adattare e accelerare i propri percorsi.

Per la logistica italiana, spesso caratterizzata da una forte frammentazione e da PMI che “non vogliono fare da cavie”, questa base di conoscenza è oro: poter mostrare al board che una soluzione di AI per la pianificazione dei trasporti o per l’ottimizzazione del magazzino è già stata implementata, in Italia, con risultati misurabili, riduce enormemente la resistenza al cambiamento.


Digitalizzazione, AI e logistica: trend che vedremo emergere dai progetti

Nel quadro della campagna “IA nella Logistica Italiana: Supply Chain Excellence”, i Future Industry Awards diventano una lente interessante per capire dove sta andando davvero l’innovazione.

Se guardiamo i progetti che tipicamente vengono candidati a iniziative simili, emergono alcuni filoni ricorrenti.

1. Intelligenza artificiale nella logistica operativa

L’AI nella logistica non è più solo previsione della domanda. Nei progetti più maturi vediamo AI applicata a:

  • Ottimizzazione dei percorsi di picking in magazzino, con algoritmi che riducono i chilometri percorsi dagli operatori fino al 25–30%.
  • Routing dinamico dei veicoli su tratte urbane e interurbane, con ricalcolo in tempo reale su traffico, finestre orarie e priorità clienti.
  • Inventory optimization multilivello, che bilancia stock tra plant, magazzini centrali e piattaforme distributive evitando rotture di stock e overstock.
  • Manutenzione predittiva di mezzi di movimentazione interna (carrelli, AGV) e impianti critici, con riduzione dei fermi non pianificati.

Il filo comune? I dati vengono raccolti, strutturati e trasformati in decisioni automatiche o semi-automatiche. Le aziende che candidano progetti a un Award di questo tipo di solito hanno già affrontato i nodi duri: qualità del dato, integrazione fra sistemi, change management verso planner e operatori.

2. Integrazione digitale lungo la supply chain

Molti progetti vincenti non sono “una tecnologia sola”, ma l’integrazione coerente di più tasselli:

  • collegamento tra ERP, WMS, TMS e MES per avere un piano unico dalla produzione al trasporto;
  • tracciabilità in tempo reale tramite IoT, RFID o QR per pallet e colli;
  • portali collaborativi per condividere forecast, avanzamento ordini e slot di consegna con clienti e fornitori.

Questa integrazione è spesso ciò che permette i veri salti di performance: riduzione dei lead time, maggiore affidabilità delle consegne, meno costi di urgenza. Ed è esattamente il tipo di progetti che un Competence Center come MADE vuole mettere in vetrina, perché mostrano come l’Industria 4.0 impatta la supply chain, non solo la singola macchina.

3. Sostenibilità misurabile nella logistica

Il tema sostenibilità non è decorativo nei Future Industry Awards: è uno dei due assi portanti. Nella pratica, nelle aziende più avanzate questo si traduce in:

  • calcolo delle emissioni di CO₂ per ordine, tratta, cliente, spesso integrato nativamente nel TMS o nei sistemi di pianificazione;
  • ottimizzazione dei carichi e riduzione dei viaggi a vuoto, con algoritmi che combinano volumi, peso e compatibilità merceologica;
  • scelte di packaging intelligente, con materiali più leggeri e riciclabili abbinati a simulazioni per ridurre i danneggiamenti;
  • progetti di magazzino a basso impatto energetico, con illuminazione smart, recupero energia, uso di energia rinnovabile.

Chi porta numeri chiari (es. “-18% emissioni per pallet consegnato in 18 mesi”) parte nettamente avvantaggiato in un contesto che premia la capacità di misurare e non solo dichiarare.


Perché partecipare: benefici concreti per imprese e supply chain manager

Molte aziende sottovalutano il valore di candidare un proprio progetto a premi come i Future Industry Awards. In realtà, soprattutto per chi guida funzioni logistiche e operations, i benefici sono molto concreti.

Visibilità e credibilità verso mercato e stakeholder

Portare a casa un riconoscimento o anche solo arrivare in shortlist significa poter raccontare ai clienti, alla proprietà e ai partner che il progetto di digitalizzazione della supply chain non è un “esperimento interno”, ma è stato valutato da un attore terzo come MADE.

Questo aiuta a:

  • legittimare ulteriori investimenti (es. estensione AI a nuovi plant, nuovi moduli per TMS/WMS);
  • rafforzare la proposta commerciale verso clienti che chiedono prove concrete di efficientamento e riduzione emissioni;
  • diventare un polo di attrazione per talenti digitali e data scientist che cercano contesti dove l’innovazione non è solo teorica.

Confronto strutturato con altre esperienze italiane

Partecipare costringe l’azienda a fare una cosa che troppo spesso manca: mettere nero su bianco obiettivi, risultati, metriche del progetto.

Questo esercizio, unito al confronto con altre realtà che presentano progetti analoghi, permette di capire:

  • dove si è davvero avanti e dove, invece, si è ancora in una fase sperimentale;
  • quali KPI stanno usando le aziende più mature per misurare l’AI nella logistica e l’effetto sulla sostenibilità;
  • quali tecnologie e partner vengono più spesso associati a progetti di successo.

Ho visto più di una volta progetti “normali” diventare eccellenti nel giro di un anno proprio perché il confronto con un Award ha fatto emergere gap e opportunità non percepite.

Accesso a ecosistemi, bandi e competenze

Un Competence Center come MADE non assegna solo una targa: apre anche un ecosistema fatto di:

  • opportunità di sperimentazione congiunta su nuove tecnologie (AI generativa per la pianificazione, digital twin per la supply chain, ecc.);
  • accesso facilitato a bandi, finanziamenti e incentivi legati a Industria 4.0 e 5.0;
  • percorsi di formazione mirata per logistica, produzione e IT su temi come data analytics, cybersecurity industriale, automazione.

Per un’azienda che sta strutturando una roadmap di supply chain excellence, essere “nel radar” di un Competence Center è un vantaggio competitivo.


Come preparare un progetto di logistica e AI da premio

Non basta avere una buona idea per vincere o anche solo emergere in iniziative come i Future Industry Awards. Serve un progetto ben strutturato, con numeri e impatto chiari. Ecco alcuni elementi che non dovrebbero mancare.

1. Obiettivo di business chiaro (non solo tecnologico)

La domanda da cui partire è semplice: che problema logistico stiamo risolvendo? Alcuni esempi che in genere colpiscono molto le giurie:

  • riduzione dei tempi di consegna di X giorni su una certa area o linea di prodotto;
  • abbattimento dei costi di trasporto di Y% mantenendo lo stesso livello di servizio;
  • aumento della puntualità delle consegne dal 92% al 98%;
  • riduzione dei resi per danneggiamento grazie a un nuovo modello di packaging e simulazione.

La tecnologia (AI, IoT, robotica, analytics) viene dopo, come mezzo per ottenere questi risultati.

2. Misurazione rigorosa dei risultati

La differenza tra un buon progetto e un progetto da Award spesso sta tutta nei numeri. Alcuni KPI che dovrebbero sempre comparire in un caso di AI nella logistica:

  • OTIF (On Time In Full) prima/dopo il progetto;
  • costi logistici per unità consegnata (€/pallet, €/ordine);
  • livello medio di scorte e rotazione;
  • emissioni di CO₂ per km, per pallet o per ordine;
  • ore-uomo risparmiate su attività ripetitive (es. pianificazione, inserimento dati, controllo documenti).

Se possibile, meglio accompagnare questi numeri con un periodo di osservazione chiaro (es. risultati su 12 mesi) e con il contesto (mercato stabile, picchi stagionali, ecc.).

3. Coinvolgimento delle persone in fabbrica e magazzino

I progetti vincenti non sono solo tecnologicamente robusti. Funzionano perché hanno lavorato sul cambiamento organizzativo:

  • formazione pratica per planner, capi turno, autisti, magazzinieri;
  • momenti di ascolto per capire resistenze e suggerimenti dal campo;
  • nuove procedure e ruoli chiari: chi decide cosa quando l’algoritmo suggerisce un cambio di piano?

Nei racconti dei progetti premiati emerge spesso un punto: “abbiamo coinvolto gli operatori fin dall’inizio”. Chi guida la logistica dovrebbe farne una regola.

4. Scalabilità e replicabilità

MADE ha esplicitamente l’obiettivo di raccogliere best practice replicabili. Questo significa che il progetto dovrebbe mostrare:

  • come può essere esteso ad altri plant, magazzini, paesi;
  • quali sono i prerequisiti tecnici (sistemi, sensori, connettività) e organizzativi;
  • cosa è stato sviluppato “su misura” e cosa è basato su standard e soluzioni di mercato.

Se un caso è replicabile, ha molto più valore per l’ecosistema della logistica italiana e maggiori probabilità di essere valorizzato.


IA nella logistica italiana: usare gli Awards come leva per la roadmap 2026

I MADE Future Industry Awards arrivano in un momento particolare: tra Industria 4.0, primi passi di Industria 5.0 e pressioni crescenti su sostenibilità e costi, molte aziende stanno rivedendo la propria strategia di supply chain per il triennio 2026–2028.

Usare un contest come questo in modo intelligente significa:

  • fare un check di maturità: quali progetti abbiamo oggi che potrebbero essere candidati? Dove mancano dati o risultati?
  • identificare i gap su digitalizzazione, AI e sostenibilità nella nostra logistica rispetto alle aziende che verranno premiate;
  • prioritizzare gli investimenti: concentrarsi su quei casi d’uso di intelligenza artificiale nella logistica che hanno maggiore impatto misurabile e maggiore probabilità di essere riconosciuti come eccellenze.

La realtà è più semplice di quanto sembri: le aziende che vinceranno non saranno per forza quelle con il budget più alto, ma quelle che avranno saputo portare la tecnologia vicino ai problemi reali della supply chain, misurandone l’impatto con rigore.

Se stai lavorando su progetti di AI nella logistica italiana – dal routing dinamico alla previsione della domanda, dai magazzini autonomi alla manutenzione predittiva – questo è il momento giusto per:

  • mettere in ordine dati, risultati e lesson learned;
  • capire come raccontare il progetto in modo chiaro e orientato al valore;
  • coinvolgere il tuo ecosistema (IT, operation, partner tecnologici) in una candidatura che può diventare il primo tassello di una roadmap di supply chain excellence più ampia.

La domanda da porsi oggi non è se candidare un progetto, ma quale progetto rappresenta meglio la direzione che vuoi dare alla tua supply chain nei prossimi tre anni.