FER Z, aree idonee e IA: cosa cambia davvero

IA nel Settore Energetico Italiano: Transizione VerdeBy 3L3C

FER Z, nuove aree idonee e correttivo TU FER cambiano le regole del gioco. Ecco come usare dati e IA per scegliere i siti giusti, vincere le aste e ridurre i rischi.

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FER Z, aree idonee e IA: cosa cambia davvero per chi investe nelle rinnovabili

Nel giro di poche settimane il quadro normativo italiano sulle rinnovabili è stato stravolto: nuovo schema di Decreto FER Z, correttivo al TU FER, decreto-legge sulle nuove aree idonee (D.L. 175/2025), mini-moratoria in Sardegna, sentenze chiave in Sicilia.

Per uno sviluppatore, un investitore o una utility, questo non è rumore di fondo: significa rivedere pipeline, business plan, strategie di portafoglio. E significa, soprattutto, che la capacità di usare dati e intelligenza artificiale farà la differenza tra chi rimane bloccato nel contenzioso e chi chiude progetti bancabili in tempi ragionevoli.

In questa puntata della serie “IA nel Settore Energetico Italiano: Transizione Verde” mettiamo ordine tra le novità normative e vediamo come integrarle in una strategia di sviluppo supportata dall’IA, dalla scelta dei siti fino alla gestione dei profili FER Z.


1. FER Z: dal singolo impianto al profilo di portafoglio

Il Decreto FER Z, ora in consultazione, sposta l’attenzione dall’impianto al profilo orario di energia. Non si incentiva più il singolo parco fotovoltaico o eolico, ma la capacità dell’operatore di garantire un certo profilo (baseload, peak, ecc.) combinando più asset, anche con accumuli e time-shifting.

Come funziona in pratica

Il meccanismo prevede:

  • Gare fino a 5 GW complessivi
  • Profili standard (es. baseload, picco) che gli operatori si impegnano a fornire
  • Albo di impianti presso il GSE che generano certificati associati a quei profili
  • CfD a due vie legati al profilo, non al singolo asset fisico
  • Ruolo centrale di aggregatori, trader e utility che gestiscono portafogli misti e il rischio pluriennale

Il cuore del FER Z è chiaro:

chi sa progettare e gestire portafogli ottimizzati di rinnovabili + accumuli avrà un vantaggio competitivo enorme.

Dove entra in gioco l’intelligenza artificiale

Per costruire un profilo FER Z credibile e bancabile, servono tre cose che l’IA fa molto bene:

  1. Previsione di produzione

    • Modelli di machine learning che incrociano serie storiche meteo, output reali degli impianti, anomalie di rete.
    • Stime di generazione oraria fotovoltaico/eolico con orizzonte giornaliero, mensile, stagionale.
  2. Ottimizzazione del mix tecnologico e geografico

    • Algoritmi di ottimizzazione (es. modelli stocastici) per trovare il miglior mix tra FV, eolico, BESS, eventualmente idroelettrico e altre FER.
    • Riduzione della variabilità combinando impianti distribuiti in zone con risorse complementari.
  3. Gestione dinamica degli accumuli

    • Strategie di time-shifting supportate da IA: quando caricare, quando scaricare, quanto riservare alla copertura del profilo e quanto lasciare al mercato spot.
    • Simulazioni di scenari (prezzi, meteo, congestioni di rete) per valutare il rischio di sbilanciamento e le penali.

Chi oggi sta progettando partecipazioni alle aste FER Z dovrebbe già avere una piattaforma dati in grado di:

  • integrare dati meteo, di produzione e di mercato;
  • simulare diversi profili standard;
  • calcolare il rischio di under-delivery e i costi potenziali di penale.

Senza questi strumenti, il rischio è di presentare offerte aggressive per vincere l’asta, salvo poi bruciare margini in penali e costi non previsti.


2. Correttivo TU FER: procedure, agrivoltaico e complessità autorizzativa

Il correttivo al Testo Unico sulle FER non fa notizia come FER Z, ma ha un impatto molto concreto sulla bancabilità dei progetti. Le commissioni parlamentari chiedono chiarimenti e modifiche su:

  • definizione di avvio dei lavori e impatto sugli incentivi;
  • valutazione degli impatti cumulativi;
  • compatibilità automatica con gli strumenti urbanistici nelle aree idonee;
  • regime di servitù, espropri e opere di rete connesse;
  • definizione di area occupata per repowering e revamping, soprattutto in agricolo;
  • impianti agrivoltaici, fotovoltaico galleggiante, biometano, idroelettrico, geotermico.

La conseguenza? Il processo autorizzativo rimane un labirinto. Eppure è proprio qui che una gestione intelligente dei dati può evitare mesi di ritardi.

Come usare l’IA per navigare le autorizzazioni

Una strategia matura oggi dovrebbe prevedere:

  • Mappatura normativa dinamica

    • Sistemi che incrociano GIS, piani paesaggistici, vincoli ambientali, strumenti urbanistici, specifiche regionali.
    • Alert automatici quando una zona perde o acquisisce status di area idonea, o quando una legge regionale (come in Sardegna) introduce una moratoria.
  • Supporto documentale intelligente

    • Modelli linguistici che aiutano a:
      • impostare relazioni tecniche coerenti con gli ultimi orientamenti normativi;
      • controllare la coerenza tra elaborati diversi (urbanistica, paesaggio, VIA, PAS);
      • generare in modo semi-automatico parti standardizzate della documentazione.
  • Valutazione ex ante del rischio autorizzativo

    • Algoritmi che assegnano un “punteggio di rischio” al progetto, basato su storico dei procedimenti nella stessa area, giurisprudenza, tipologia di vincoli.
    • Prioritizzazione della pipeline: si spingono prima i progetti con miglior rapporto MW / probabilità di successo / tempo stimato.

Ho visto operatori passare da anni di attesa a iter molto più rapidi semplicemente perché hanno selezionato in modo scientifico i siti. L’IA, qui, non è un vezzo tecnologico: è l’arma per non buttare via CAPEX su progetti che non vedranno mai il cantiere.


3. Aree idonee, D.L. 175/2025 e moratorie: geostrategia dei siti

Con il D.L. 175/2025 cambia nuovamente il perimetro delle aree idonee ex lege. In senso restrittivo.

Le novità più rilevanti

  • Nessuna disciplina transitoria: i procedimenti in corso non sono protetti. Molti progetti in pipeline rischiano sospensioni o rigetti, con conseguente contenzioso.
  • Conferma del divieto di FV a terra in area agricola, con apertura agli agrivoltaici “standard”, ma con requisiti vaghi (moduli “adeguatamente elevati da terra”).
  • Revisione delle aree agricole di margine vicino a stabilimenti:
    • distanza ridotta da 500 m a 350 m;
    • contano solo stabilimenti soggetti ad AIA, esclusi quelli agricoli;
    • risultato: drastica riduzione delle opzioni per grandi impianti FV su terreni agricoli di margine.
  • Eliminazione delle aree non vincolate fuori fascia come aree idonee automatiche.
  • Divieto per le Regioni di qualificare come idonee aree in contrasto con norme di attuazione dei piani paesaggistici.
  • Mancato coordinamento esplicito con il Decreto Aree Idonee del 21/06/2024, con il rischio di conflitti interpretativi.
  • Nessun chiarimento sul perimetro delle aree idonee per i BESS, nonostante siano cruciali per FER Z.

A questo quadro si aggiunge il caso Sardegna:

  • Mini-moratoria di 90 giorni sui progetti in aree non idonee e stop a nuove domande in gran parte del territorio.
  • Prevalenza del criterio di non idoneità se un impianto ricade sia in aree idonee sia in non idonee.
  • Unica eccezione (condizionata): impianti FV e accumuli in zone D e G a destinazione commerciale/logistica.

Questa impostazione rischia di entrare in rotta di collisione con il D.Lgs. 199/2021, ma intanto genera incertezza progettuale.

Come l’IA aiuta a scegliere i siti giusti

Con un quadro così mobile, il “vecchio” approccio da sviluppatore (mappa, sopralluogo, richiesta di connessione e poi vediamo) non regge più. Serve una geostrategia data-driven:

  1. Piattaforme GIS avanzate con IA

    • Integrazione di:
      • vincoli paesaggistici e ambientali;
      • piani regolatori e zonizzazione (incluso dettaglio delle zone D e G);
      • linee di trasmissione e capacità di rete;
      • dati su ventosità, irraggiamento, orografia.
    • Filtri automatici che escludono aree a rischio normativo elevato e propongono alternative con profilo simile di risorsa.
  2. Scenario planning normativo

    • Simulazioni di impatto economico se una porzione di pipeline diventa non idonea.
    • Stress test: cosa succede al piano industriale se il 20–30% dei MW autorizzativi previsti salta per effetto di una legge regionale o di un nuovo decreto?
  3. Ottimizzazione per FER Z + aree idonee

    • Non basta trovare aree idonee: devono anche contribuire a un profilo orario compatibile con le aste FER Z.
    • L’IA può valutare, per ciascun cluster di siti, quanto contribuisce al profilo target (es. baseload) e quanto espone a rischio di sbilanciamento.

Chi ragiona solo in termini di “quanti MW posso mettere a terra” si troverà presto fuori mercato. Il tema è dove, quando e con che profilo orario quei MW entreranno nel sistema.


4. Mercato secondario, trasferimenti di progetti e certezza giuridica

Le sentenze del CGARS (n. 758 e 759 del 13/10/2025) in Sicilia hanno annullato il divieto regionale di trasferire autorizzazioni per progetti FER prima dell’entrata in esercizio. Tradotto: il mercato secondario dei progetti esiste, ed è legittimo.

Questo è cruciale per due motivi:

  1. Liquidità: sviluppatori puri possono cedere progetti in una fase intermedia a soggetti più strutturati (utility, fondi), liberando capitale.
  2. Ottimizzazione di portafoglio per FER Z: chi partecipa alle aste può acquisire progetti già autorizzati per aggiustare il proprio profilo orario.

Dove l’IA può fare la differenza

  • Valutazione automatizzata dei progetti

    • Modelli che stimano valore atteso e rischio di ciascun progetto in funzione di:
      • stato autorizzativo;
      • localizzazione e risorsa;
      • compatibilità con aree idonee attuali e probabili futuri scenari;
      • contributo al profilo FER Z del portafoglio.
  • Matching tra venditori e acquirenti

    • Piattaforme digitali che usano IA per proporre a un buyer i progetti che meglio chiudono il gap del suo profilo (es. coprire ore serali o ridurre volatilità in inverno).
  • Due diligence intelligente

    • Analisi automatizzata di autorizzazioni, vincoli, eventuali contenziosi pendenti.
    • Prioritizzazione degli aspetti critici che potrebbero bloccare la voltura.

Chi struttura ora il proprio processo M&A con questi strumenti si troverà avvantaggiato quando il FER Z inizierà a generare domanda forte di progetti “su misura di profilo”.


5. Come impostare oggi una strategia IA-ready per la transizione verde

Visti insieme, FER Z, correttivo TU FER, D.L. 175/2025 e le mosse regionali raccontano una cosa chiara: la transizione energetica italiana non è solo una questione di MW installati, ma di intelligenza nella pianificazione.

Una strategia concreta per il 2026 dovrebbe includere almeno:

  1. Data foundation robusta

    • Raccolta e normalizzazione di dati su:
      • produzione storica degli impianti;
      • meteo e previsioni;
      • prezzi di mercato (MGP, MI, MSD);
      • stato autorizzativo e vincoli normativi;
      • capacità di rete e tempi di connessione.
  2. Modelli IA specifici per il business energetico

    • Previsione produzione e carico.
    • Ottimizzazione portafoglio per FER Z.
    • Valutazione rischio autorizzativo e normativo.
    • Supporto alla redazione e revisione documentale.
  3. Processi decisionali integrati

    • Il team sviluppo non può lavorare separato dal team trading/portfolio e dal legal.
    • Le decisioni su dove sviluppare, cosa comprare/vendere sul mercato secondario e come partecipare alle aste FER Z devono nascere dagli stessi scenari IA.

La realtà è più semplice di quanto sembri: chi integra presto IA e dati nei propri processi avrà più progetti autorizzati, meglio posizionati e più redditizi. Chi resta su fogli Excel e intuizioni personali farà fatica a stare dietro alla velocità dei cambi normativi.

Se vuoi che la tua azienda resti protagonista nella transizione verde italiana, il 2026 non è l’anno per “guardare cosa fanno gli altri”: è l’anno per costruire la tua infrastruttura dati e IA nel settore energetico.