L’EU Grids Package chiede reti attive, digitali e flessibili. Ecco come IA e flessibilità possono sbloccare investimenti, integrare rinnovabili e ridurre i costi in Italia.
L’8,9% del PIL europeo è già oggi legato, direttamente o indirettamente, alla qualità delle infrastrutture energetiche. Eppure, il 40% delle reti elettriche europee ha più di 40 anni e gli investimenti necessari per aggiornarle – 375 miliardi di euro entro il 2030 solo per la distribuzione – stanno andando a rilento.
Questo è il contesto in cui nasce l’EU Grids Package e il messaggio netto di Laurent Bataille (Schneider Electric): «Il problema dell’Europa è l’azione». Le norme ci sono, le tecnologie anche. Quello che manca è la capacità di trasformare linee su carta in reti realmente attive, digitali e flessibili. E qui entra in gioco l’intelligenza artificiale nel settore energetico, tema centrale della nostra serie “IA nel Settore Energetico Italiano: Transizione Verde”.
In questo articolo vediamo cosa prevede il pacchetto europeo sulle reti, perché la flessibilità è l’asset strategico sottovalutato e come IA e digitalizzazione possono fare la differenza per l’Italia: dai DSO alle utility, fino alle grandi aziende energivore e alle comunità energetiche.
1. Cosa chiede davvero l’EU Grids Package: più che cavi, cervello
L’EU Grids Package non è solo un piano di opere fisiche. Il punto chiave, se lo leggiamo dalla prospettiva della transizione verde, è semplice: la rete deve diventare intelligente.
L’obiettivo è chiaro:
- integrare rapidamente grandi volumi di rinnovabili non programmabili (fotovoltaico, eolico);
- gestire l’esplosione di nuovi carichi elettrici (veicoli elettrici, pompe di calore, data center, elettrolizzatori);
- mantenere sicurezza e qualitĂ del servizio senza costi fuori controllo per famiglie e imprese.
Come ricordava Bataille, oggi l’Europa è schiacciata tra due forze opposte:
- Domanda e generazione distribuita crescono piĂą velocemente delle reti.
- I processi autorizzativi e gli investimenti procedono troppo lenti.
La conseguenza è concreta: colli di bottiglia, ritardi nelle connessioni, curtailment delle rinnovabili, costi di congestione in aumento. Non è un problema “teorico”: sta già erodendo competitività industriale e fiducia degli investitori.
La vera svolta del Grids Package, se attuata con coraggio, è il passaggio da una logica “costruisco più rete” a una logica “rendo la rete più intelligente e flessibile”. Questo è il punto in cui intelligenza artificiale e digitalizzazione passano da “opzione” a prerequisito.
2. Perché la flessibilità è l’asset strategico (anche per l’Italia)
La flessibilità è la capacità del sistema elettrico di adattare domanda e offerta in tempo reale, senza dover sovradimensionare reti e centrali. Non è solo una questione tecnica: è un tema economico enorme.
Secondo le stime citate da Bataille, attivare la flessibilità in Europa può generare:
- oltre 71 miliardi di euro di benefici diretti per i consumatori;
- oltre 300 miliardi di euro di benefici indiretti (minori investimenti rigidi, meno congestioni, piĂą rinnovabili integrate).
Perché succede questo? Perché una rete flessibile:
- riduce i picchi di domanda, quindi la necessità di potenza installata “solo per poche ore l’anno”;
- sfrutta meglio le linee esistenti, diminuendo la congestione;
- evita di sprecare energia rinnovabile quando la produzione è alta ma la rete non riesce a gestirla.
E in Italia, dove siamo?
Nel contesto italiano, il tema è ancora più sensibile:
- la crescita del fotovoltaico utility scale e delle CER sta accelerando;
- i grandi distretti industriali stanno pianificando elettrificazione dei processi e autoproduzione;
- i data center per IA e cloud, insieme alle gigafactory, stanno cominciando a pesare seriamente sulle reti locali.
Senza strategie di flessibilità supportate da IA, rischiamo esattamente quello che Bataille descrive per l’Europa: colli di bottiglia, progetti rinnovabili fermi anni in attesa di connessione, e un costo nascosto – ma reale – per l’intero sistema.
La realtà è che la flessibilità è l’assicurazione sulla vita della transizione energetica italiana, e l’IA è il motore che permette di monetizzarla.
3. IA e reti attive: come si passa dalla teoria alla pratica
La frase chiave di Bataille è dura ma precisa: «Il problema dell’Europa è l’azione». Tradotto per il nostro contesto: smettere di parlare di smart grid e iniziare a usarle sul serio.
L’IA oggi può intervenire su quattro fronti decisivi per il Grids Package e per i piani nazionali di rete.
3.1 Previsione e gestione dinamica dei flussi
Per una rete, sapere in anticipo cosa succederà è molto più prezioso che reagire a posteriori.
Con modelli di machine learning allenati su dati storici e in tempo reale, i DSO e i TSO possono:
- prevedere la produzione rinnovabile ora per ora a livello di cabina, distretto, zona;
- stimare il carico legato a pompe di calore, ricarica EV, processi industriali;
- individuare nodi critici e congestioni probabili;
- ottimizzare il dispacciamento locale, attivando risorse flessibili prima che insorga il problema.
Questo è il cuore di concetti come rete attiva, dynamic line rating, gestione avanzata del carico. Senza IA, restano sulla carta.
3.2 Flessibilità dal lato domanda: dal “consumatore” al “prosumer attivo”
Molti documenti europei parlano di demand response, ma la verità è che senza strumenti digitali e algoritmi intelligenti la flessibilità lato domanda non scala.
IA e piattaforme digitali permettono di:
- aggregare carichi flessibili (HVAC, pompe di calore, compressori, sistemi di accumulo, ricarica EV);
- definire schemi automatici di riduzione/spostamento dei consumi in funzione di prezzo, congestioni e segnali di rete;
- garantire comfort e continuitĂ produttiva, ottimizzando solo margini realmente flessibili;
- trasformare aziende e comunitĂ energetiche in fornitori di servizi di rete con remunerazione dedicata.
In altre parole, l’IA è il regista che coordina migliaia di piccole risorse in un unico “virtual power plant” al servizio del sistema elettrico.
3.3 Manutenzione predittiva e resilienza
Reti piĂą vecchie significano maggiore rischio di guasti, interruzioni e perdite di energia. Qui la combinazione di sensori, IoT e IA cambia le regole del gioco.
Applicando algoritmi di manutenzione predittiva a trasformatori, interruttori, cavi e apparecchiature di media e bassa tensione è possibile:
- identificare anomalie prima che diventino guasti;
- pianificare interventi in finestre a basso impatto, riducendo i blackout;
- estendere la vita utile delle infrastrutture critiche;
- ridurre costi operativi e perdite tecniche.
Per un DSO italiano, questo significa liberare risorse economiche da reinvestire in digitalizzazione e nuove connessioni rinnovabili.
3.4 Snellire connessioni e permessi con processi digitali
Bataille sottolinea un altro nodo: collo di bottiglia autorizzativi e di connessione, con progetti fermi fino a 10 anni. Qui l’IA non sostituisce le norme, ma può rendere i processi molto più trasparenti e veloci.
Alcuni esempi pratici:
- sistemi digitali che simulano automaticamente l’impatto di un nuovo impianto sulla rete locale;
- algoritmi che classificano e prioritizzano le richieste in base al contributo alla flessibilitĂ , alle esigenze del sistema e alla maturitĂ del progetto;
- piattaforme uniche in cui sviluppatori, DSO e PA lavorano sugli stessi dati, riducendo scambi frammentati di documenti.
Qui il Grids Package si gioca una parte della sua credibilità : la priorità non può essere più “primo che arriva, primo servito”, ma “primo che crea valore per il sistema”. Gli algoritmi aiutano a misurare questo valore su basi oggettive.
4. Cosa significa per le aziende italiane: azioni concrete da prendere ora
Per chi lavora nell’energia in Italia – utility, ESCo, grandi consumatori, operatori rinnovabili, EPC – il messaggio di Bataille e l’impostazione dell’EU Grids Package sono uno stimolo a muoversi subito.
4.1 Per i DSO e le utility
I gestori di rete e i fornitori di energia dovrebbero:
- integrare piattaforme di gestione avanzata della rete con analisi predittiva basata su IA;
- avviare progetti pilota di flexibility market locale con coinvolgimento di clienti industriali e CER;
- digitalizzare completamente i processi di connessione, con dashboard trasparenti e criteri chiari di prioritĂ ;
- costruire partnership con fornitori tecnologici che uniscono competenze OT, IT e AI (non basta il solo hardware).
4.2 Per le grandi aziende energivore
Chi ha stabilimenti energivori, data center o portafogli immobiliari importanti può trasformarsi da costo a risorsa per la rete:
- installando sistemi di monitoraggio e controllo dei carichi integrati con IA;
- partecipando a programmi di demand response e mercati di flessibilitĂ ;
- integrando storage, fotovoltaico e gestione intelligente per ridurre i picchi e migliorare il profilo di prelievo;
- usando la manutenzione predittiva su proprie cabine e impianti interni per aumentare resilienza e continuitĂ .
Chi si muove presto avrĂ un vantaggio competitivo evidente: costi energetici piĂą bassi, meno rischi di fermo e nuove fonti di ricavo dai servizi di rete.
4.3 Per sviluppatori rinnovabili e comunitĂ energetiche
La corsa agli incentivi ha creato migliaia di progetti, ma il collo di bottiglia sarĂ sempre piĂą la rete.
Diventa quindi strategico:
- progettare impianti giĂ pensati per fornire flessibilitĂ e servizi ancillari, non solo energia;
- dotare le comunitĂ energetiche di piattaforme intelligenti che ottimizzano autoconsumo, accumulo e scambio con la rete;
- presentare alle utility progetti “grid-friendly”, con dati e simulazioni che mostrano il valore per il sistema.
Chi si presenterĂ come soggetto attivo, supportato da strumenti digitali e IA, sarĂ in cima alla lista quando si tratterĂ di allocare capacitĂ di rete limitata.
5. Dall’Europa all’Italia: passare dalla strategia all’esecuzione
L’EU Grids Package invia un messaggio chiaro: senza reti attive, intelligenti e flessibili, la transizione energetica europea si inceppa. Non è solo un tema di sostenibilità : è una questione di competitività industriale, sicurezza energetica e attrattività degli investimenti.
Per l’Italia, che sta puntando molto su rinnovabili, comunità energetiche e industria ad alta intensità elettrica, questa è una chiamata diretta all’azione.
Tre idee chiave da portare a casa:
- Non è più solo un tema di infrastrutture fisiche. Il vero salto di qualità arriva dalla digitalizzazione e dall’uso esteso dell’intelligenza artificiale in ogni anello della catena: pianificazione, esercizio, manutenzione, relazione con i clienti.
- La flessibilità è un asset economico, non un dettaglio tecnico. Vale decine di miliardi all’anno per i consumatori europei e centinaia di miliardi in benefici indiretti. Ignorarla significa pagare bollette più alte e perdere competitività .
- Chi agisce per primo, guadagna di piĂą. DSO, utility, aziende energivore, operatori rinnovabili e CER che oggi costruiscono capacitĂ digitale e progetti IA saranno quelli meglio posizionati quando le regole europee sulla flessibilitĂ diventeranno operative.
Se lavori nel settore energetico italiano e stai cercando come usare IA e digitalizzazione per contribuire alla transizione verde, questo è il momento di passare dal “vediamo” a un piano concreto: audit dei dati disponibili, identificazione dei casi d’uso prioritari, sperimentazione su un perimetro limitato e scalabilità rapida.
La strategia europea è sul tavolo. La tecnologia esiste. La vera differenza, adesso, la fa la velocità con cui trasformiamo le nostre reti – e le nostre aziende – in protagoniste attive della transizione energetica.