DL Energia 2025: repowering FV, PPA e bollette più leggere

IA nel Settore Energetico Italiano: Transizione VerdeBy 3L3C

DL Energia 2025 ridisegna bollette, repowering fotovoltaico e PPA per PMI. Ecco cosa cambia e come usare dati e IA per trasformare le novità in opportunità.

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DL Energia 2025: perché questa bozza è cruciale per PMI e rinnovabili

Nel 2026 le PMI connesse in bassa tensione potrebbero risparmiare circa 11,5 €/MWh grazie al taglio della componente Asos in bolletta. Non è uno sconto simbolico: per un’azienda energivora può valere decine di migliaia di euro in un anno.

Questo passaggio è al centro della nuova bozza del DL Energia / DL Bollette – DL Reti, che non si limita alle bollette ma ridisegna una parte del mercato elettrico: dal repowering fotovoltaico per chi esce dal Conto Energia, fino a una vera piattaforma PPA pensata anche per le piccole e medie imprese italiane. Il tutto in un contesto in cui l’intelligenza artificiale nel settore energetico sta diventando l’ingrediente chiave per gestire reti, prezzi e nuovi contratti di lungo periodo.

Questo articolo fa parte della serie “IA nel Settore Energetico Italiano: Transizione Verde” e guarda alla bozza del DL Energia non solo come norma, ma come terreno su cui AI, dati e finanza energetica possono lavorare insieme per accelerare la transizione.


1. Cosa c’è davvero dentro la nuova bozza del DL Energia

La nuova bozza del DL Energia 2025, che con ogni probabilità slitterà dopo le festività di fine anno, contiene tre pilastri che interessano direttamente chi opera nelle rinnovabili e nel fotovoltaico:

  1. Misure sulle bollette:
    • sconto sulla componente Asos per le PMI BT nel 2026;
    • contributo straordinario per le famiglie vulnerabili nel 2026.
  2. Cartolarizzazione Asos 2026-2030:
    • utilizzo di CDP e CSEA per spalmare nel tempo gli oneri e alleggerire la voce Asos.
  3. Misure pro-rinnovabili:
    • repowering fotovoltaico incentivato per impianti in Conto Energia che escono anticipatamente;
    • nuova piattaforma PPA e domanda aggregata per PMI;
    • revisione dei prezzi minimi garantiti (PMG) per impianti a bioliquidi.

La logica di fondo è chiara: contenere gli oneri in bolletta, liberare risorse e al tempo stesso favorire nuova capacità rinnovabile, soprattutto fotovoltaica ed eolica, agganciandola a contratti di lungo periodo.

Per chi lavora con impianti fotovoltaici, PPA, storage e data analytics, questa bozza è un manuale operativo dei prossimi 5-10 anni.


2. Bollette, Asos e cartolarizzazione: cosa cambia per imprese e famiglie

Sconto Asos 2026 per le PMI

La bozza introduce uno sconto sulla componente Asos (oneri per rinnovabili e cogenerazione) per tutto il 2026 a favore delle PMI connesse in bassa tensione.

  • Riduzione stimata: circa 11,5 €/MWh, pari a un taglio di circa il 27% dell’aliquota Asos attuale per le utenze interessate.
  • Attuazione: tramite delibera ARERA.

Per un’azienda che consuma, ad esempio, 1 GWh/anno, stiamo parlando di 11.500 € di risparmio solo su questa voce. Non risolve tutto, ma offre ossigeno in un periodo in cui la volatilità dei prezzi resta elevata.

Contributo per famiglie vulnerabili

Parallelamente, è previsto un contributo straordinario di 55 € sulla fornitura elettrica 2026, in aggiunta al bonus sociale, per:

  • famiglie con ISEE < 15.000 €,
  • famiglie con ISEE < 20.000 € e almeno 4 figli a carico.

Il budget complessivo è di circa 1 miliardo di euro sul bilancio CSEA.

Cartolarizzazione Asos 2026-2030

La vera architettura finanziaria arriva però sul medio termine:

  • CDP potrà trasferire alla CSEA fino a 5 miliardi €/anno nel periodo 2026-2030 per ridurre Asos;
  • questi flussi saranno finanziati tramite emissione di obbligazioni CDP con scadenza massima 20 anni;
  • ARERA definirà come restituire capitale e interessi diluendo l’onere in un orizzonte ventennale.

In pratica, gli oneri per rinnovabili vengono spalmati nel tempo attraverso uno strumento di finanza strutturata. Da un lato si riduce la pressione immediata sulle bollette, dall’altro si costruisce un flusso più stabile e prevedibile: terreno ideale per strumenti di analisi dati e AI applicati al risk management energetico.


3. Repowering fotovoltaico per chi esce dal Conto Energia

La parte più interessante per chi lavora nel fotovoltaico italiano è il nuovo meccanismo di repowering incentivato per gli impianti in Conto Energia.

Chi può aderire e come

Possono aderire:

  • impianti FV > 20 kW con tariffe premio fisse del I, II, III, IV Conto Energia.

Passaggi principali:

  1. Il produttore comunica entro il 31/12/2026 la volontà di uscire anticipatamente dal regime incentivante.
  2. L’uscita effettiva è possibile dal 01/01/2028.
  3. C’è un tetto massimo di 10 GW di potenza complessiva ammissibile.
  4. Gli impianti sono selezionati dal GSE con procedura competitiva entro il 30/03/2027, sulla base di offerte al ribasso.

Il “valore base” dell’offerta è definito come:

70% del valore attualizzato dei flussi di cassa residui degli incentivi, calcolato sulla produzione media degli ultimi 5 anni.

Chi si posiziona meglio nella gara, rinunciando a una quota maggiore di questo 70%, viene selezionato.

Condizioni tecniche di repowering

Per ricevere il corrispettivo di repowering, i produttori devono rispettare condizioni piuttosto stringenti:

  • Intervento di rifacimento integrale tra 01/01/2028 e 31/12/2030.
  • Aumento di potenza tale da garantire una producibilità almeno doppia rispetto a quella attesa nel periodo residuo di incentivazione.
  • Utilizzo di moduli FV iscritti al registro nazionale con requisiti tecnici e, verosimilmente, territoriali (spazio naturale per moduli europei/NZIA).
  • Per gli impianti a terra su suolo agricolo:
    • nessun aumento dell’area occupata;
    • incremento di producibilità almeno del 40%.
  • Almeno il 50% dell’energia prodotta dalla nuova potenza deve essere coperta da PPA a lungo termine;
  • Il restante 50% può andare su contratti per differenza (CfD).

Dove entra l’IA in questo quadro

Per chi gestisce portafogli di impianti Conto Energia, decidere se e quando uscire e con quale livello di ribasso è un esercizio di ottimizzazione complessa. Qui l’IA è perfetta:

  • Modelli predittivi per stimare produzione futura (in base a dati storici, irraggiamento, degrado moduli);
  • Simulazioni di scenario prezzo energia a 10-20 anni, per confrontare:
    • valore atteso degli incentivi residui;
    • valore atteso dell’energia venduta a mercato + PPA + CfD dopo il repowering;
  • Algoritmi di ottimizzazione per determinare l’offerta di ribasso “giusta”, massimizzando il valore attualizzato netto.

Molti operatori, specie quelli con portafogli sopra i 10-20 MW, inizieranno a trattare queste decisioni con strumenti di AI per l’energy asset management. Chi lo farà meglio, avrà un vantaggio competitivo netto.


4. PPA, bacheca GME e domanda aggregata: occasione per le PMI

La bozza ridisegna anche la bacheca PPA del GME, trasformandola da semplice vetrina in una vera piattaforma di negoziazione e registrazione dei contratti a lungo termine.

Cosa cambia sui PPA

Le novità principali:

  • La bacheca diventa sede di contrattualizzazione vera e propria.
  • È introdotto l’obbligo di registrare i dati di tutti i PPA.
  • Viene coinvolto il GSE come garante di ultima istanza.
  • Nascono procedure volontarie GME per l’allocazione a termine dell’energia.
  • Il GSE potrà offrire servizi di aggregazione:
    • della domanda (PMI che vogliono comprare);
    • dell’offerta (impianti rinnovabili senza altri incentivi).

L’obiettivo è chiarissimo: centrare i target PNIEC sui contratti di lungo termine.

La relazione tecnica stima che al 2030 si potrebbero avere PPA per:

  • circa 10 GW di impianti rinnovabili;
    • 7 GW fotovoltaico;
    • 3 GW eolico;
  • per consumi annuali pari a circa 15,7 TWh/anno.

Perché questa piattaforma è una buona notizia per le PMI

Le PMI italiane, finora, sono state spesso tagliate fuori dai PPA per tre motivi:

  • taglie troppo piccole per interessare i produttori;
  • complessità contrattuale e di risk management;
  • mancanza di dati e strumenti previsionali interni.

Con la domanda aggregata GSE e una piattaforma centralizzata, una PMI potrà probabilmente accedere a PPA “tagliati su misura”, sfruttando la massa critica di tanti piccoli acquirenti messi insieme.

Qui l’intelligenza artificiale nel settore energetico italiano può fare un altro salto di qualità:

  • Previsione dei consumi per singola PMI e cluster di PMI, così da costruire profili di domanda idonei per i PPA;
  • Analisi del rischio di prezzo tra PPA, mercato spot e altri strumenti (ad esempio con modelli Monte Carlo spinti da AI);
  • Sistemi di raccomandazione energetica che suggeriscano la combinazione ottimale tra:
    • autoconsumo (fotovoltaico, storage);
    • PPA di lungo termine;
    • acquisti a breve sul mercato.

Chi offre consulenza o piattaforme digitali in questo campo ha davanti un mercato enorme, perché molte PMI non hanno internamente competenze di energy management avanzato.


5. Prezzi minimi garantiti e transizione del mix rinnovabile

L’ultimo tassello riguarda il meccanismo dei prezzi minimi garantiti (PMG) per impianti a bioliquidi sostenibili.

La bozza prevede:

  • PMG differenziati in base a:
    • potenza;
    • flessibilità dell’impianto;
  • riconoscimento per un numero massimo di ore annue;
  • attenzione alla continuità di produzione per impianti in autoproduzione.

Il meccanismo avrà tetto di spesa annuale decrescente, fino ad azzerarsi dal 01/01/2031. Limiti massimi:

  • 2026: 700 milioni €
  • 2027: 537 milioni €
  • 2028: 331 milioni €
  • 2029: 208 milioni €
  • 2030: 100 milioni €

Tradotto: si accompagna il settore verso una riduzione progressiva di sostegni diretti, mentre il focus si sposta su autoconsumo, flessibilità e integrazione con il sistema elettrico.

Anche qui algoritmi di ottimizzazione e previsione, ad esempio per capire come modulare la produzione in funzione dei PMG disponibili, del prezzo spot e dei vincoli orari, possono fare la differenza nella redditività degli impianti.


6. Come prepararsi: passi pratici per operatori e PMI

La realtà è più semplice di quanto sembri: chi si muove adesso avrà un vantaggio competitivo quando il DL Energia entrerà in vigore. Alcune mosse concrete:

Per operatori di impianti FV in Conto Energia

  • Mappare il portafoglio:
    • quali impianti >20 kW sono in I–IV Conto?
    • quanta incentivazione residua e per quanti anni?
  • Costruire un modello economico “con vs senza repowering” che includa:
    • CAPEX del rifacimento;
    • ipotesi di PPA e CfD;
    • valore atteso dell’energia a mercato;
  • Integrare strumenti di IA per:
    • previsione di produzione futura;
    • ottimizzazione dell’offerta in asta GSE.

Per PMI energivore

  • Raccogliere e pulire dati di consumo (almeno 24 mesi).
  • Valutare progetti FV+storage on-site: la combinazione autoconsumo + PPA a lungo termine è spesso la più efficiente.
  • Prepararsi a usare la piattaforma PPA GME quando sarà attiva, magari affiancandosi a partner che usano modelli AI per suggerire la strategia di acquisto migliore.

Chi lavora già con IA per la previsione dei consumi, ottimizzazione degli impianti e gestione del rischio prezzo sarà il naturale alleato di imprese e produttori in questa fase.


Conclusioni: il DL Energia come banco di prova per l’IA energetica

La nuova bozza del DL Energia 2025 non è solo un testo normativo: è un campo di prova reale per tutto l’ecosistema di IA nel settore energetico italiano. Repowering, PPA, cartolarizzazione degli oneri e nuovi PMG obbligano a prendere decisioni basate su dati, scenari e ottimizzazione, non su sensazioni.

Chi saprà integrare:

  • modelli di previsione (produzione e consumo),
  • strumenti di simulazione economico-finanziaria,
  • e piattaforme digitali a servizio di PMI e produttori,

sarà protagonista della transizione verde italiana, con benefici concreti in termini di costi, stabilità dei flussi di cassa e riduzione delle emissioni.

La domanda vera, per ogni operatore e per ogni impresa, è una sola: quanto siete pronti a usare dati e IA per sfruttare le opportunità che questo decreto metterà sul tavolo?