Correttivo TU FER: nuove regole per autorizzazioni, accumuli, impianti ibridi e fotovoltaico flottante. Ecco perché sono cruciali per IA e transizione verde.

Perché il Correttivo TU FER è un passaggio chiave
Gran parte dei ritardi sugli impianti rinnovabili in Italia non dipende dalla tecnologia, ma dalla burocrazia. Autorizzazioni lente, regole poco chiare, conflitti tra enti. Il Correttivo al TU FER (D.Lgs. 178/2025) nasce esattamente per questo: rimettere ordine nei regimi amministrativi delle fonti rinnovabili.
Questo conta molto per chi sviluppa impianti fotovoltaici, eolici, di accumulo o idrogeno, ma anche per chi sta spingendo l’integrazione dell’IA nel sistema energetico italiano. Algoritmi di previsione, ottimizzazione delle reti, manutenzione predittiva hanno senso solo se gli impianti vengono autorizzati in tempi certi e con regole stabili.
Il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26/11/2025 e entra in vigore l’11/12/2025. Nel frattempo, ha senso capire come cambia lo scenario per:
- sviluppatori e investitori
- utility e operatori di rete
- industrie energivore e grandi consumatori
- fornitori di tecnologie digitali e soluzioni di intelligenza artificiale per l’energia
1. Correttivo TU FER: il quadro in due righe
Il Correttivo TU FER modifica e integra il Testo Unico delle Rinnovabili (D.Lgs. 190/2024) con tre obiettivi molto concreti:
- chiarire definizioni chiave (impianti ibridi, accumuli, elettrolizzatori, infrastrutture indispensabili)
- semplificare e rendere più omogenee le procedure (PAS, Autorizzazione Unica, edilizia libera)
- correggere criticità emerse nel confronto con Parlamento e operatori
Questo rende più prevedibile il percorso autorizzativo per gli impianti che serviranno alla transizione verde: fotovoltaico utility scale, agrivoltaico, eolico, accumuli elettrochimici, pompe di calore di grande taglia, elettrolizzatori per l’idrogeno.
Per chi lavora su progetti di IA nel settore energetico, significa avere un perimetro più chiaro su dove e come si potranno installare nuove capacità di generazione e flessibilità. E quindi modelli previsionali più affidabili, pianificazione di rete più robusta, business plan meno esposti all’incertezza normativa.
2. Le principali modifiche richieste dal Parlamento
Le richieste parlamentari hanno cambiato alcuni punti chiave del testo originario. Sono dettagli che però, in pratica, incidono parecchio sui progetti.
2.1 Revisione della potenza: entrano accumuli ed elettrolizzatori
La definizione di “revisione della potenza” ora include espressamente:
- sistemi di accumulo associati agli impianti FER
- elettrolizzatori eventualmente connessi
Questo significa che gli interventi di revamping e repowering potranno comprendere anche questi componenti senza finire automaticamente in procedure autorizzative più pesanti.
Per i progetti che integrano IA + accumulo, è un passaggio fondamentale:
- l’IA può gestire in tempo reale la carica/scarica della batteria
- il revamping può includere l’installazione dell’accumulo come “revisione della potenza”
- si riducono barriere amministrative per architetture avanzate (fotovoltaico + storage + IA per ottimizzare autoconsumo e vendite)
2.2 “Infrastrutture indispensabili” più ampie
La definizione di “infrastrutture indispensabili” viene estesa a:
- infrastrutture di trasmissione e distribuzione
- infrastrutture di trasformazione dell’energia
È un allargamento importante per tutti gli interventi di rete (cabine, stazioni di trasformazione, linee) che abilitano l’allaccio di grandi impianti rinnovabili e sistemi di accumulo. Anche qui, l’IA trova spazio:
Un’infrastruttura indispensabile oggi non è solo un cavo o una cabina, ma anche la piattaforma digitale che decide come usarli in modo intelligente.
2.3 SUER sotto il MASE: un segnale di priorità politica
La Piattaforma SUER (Sportello Unico Energie Rinnovabili) viene attribuita al MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), non più alla Funzione Pubblica.
Questo spostamento è tutt’altro che simbolico:
- rafforza il ruolo del MASE come regista della transizione energetica
- favorisce una governance più coerente tra norme, pianificazione di sistema e gestione delle autorizzazioni
- apre la porta ad una piattaforma SUER che, se progettata bene, potrà integrare strumenti di IA per la gestione dei procedimenti (prioritizzazione delle pratiche, alert sui ritardi, analytics sui colli di bottiglia)
Chi sviluppa soluzioni di AI per la PA energetica troverà in SUER un terreno naturale per applicare algoritmi di process mining, previsione dei tempi di iter, supporto decisionale alla Conferenza dei Servizi.
2.4 Sanzioni per mancato ripristino dei siti
Cambiano anche le regole sulle sanzioni per mancato ripristino dei luoghi a fine vita dell’impianto:
- 25.000 – 100.000 € per impianto
- 2.000 – 8.000 € per ettaro o frazione non ripristinati
Prima si ragionava solo in base alla potenza (15.000 – 50.000 € per impianti <1 MW). Ora il parametro diventa anche la superficie effettivamente non ripristinata.
Questo passaggio spinge gli operatori a pianificare sin dall’inizio:
- strategie di decommissioning
- modelli di manutenzione e ripristino
Qui l’IA può aiutare con:
- modelli predittivi sullo stato dei moduli e delle strutture
- simulazioni di costi di ripristino vs. revamping
- ottimizzazione del ciclo di vita dell’impianto (LCOE, ROI, impatti ambientali)
2.5 Fotovoltaico flottante: limiti chiari
Gli impianti fotovoltaici flottanti rientrano in edilizia libera solo se:
- potenza < 10 MW
- occupazione della superficie bagnata < 20%
Lo schema iniziale non prevedeva questi limiti. Ora il quadro è più prevedibile: sopra queste soglie sarà necessario un regime autorizzativo più strutturato.
Per chi progetta grandi parchi flottanti con gestione data-driven e IA (monitoraggio ombreggiamenti, fouling sulle superfici, ottimizzazione orientamento), il messaggio è semplice: progetti piccoli e medi saranno più veloci, i grandi dovranno integrare da subito una solida strategia autorizzativa.
3. PAS, aree idonee e vincoli: dove si accelera davvero
Il Correttivo TU FER tocca in profondità il rapporto tra edilizia libera, PAS (procedura abilitativa semplificata) e aree idonee/zone di accelerazione.
3.1 Edilizia libera: quando scatta la PAS
Per gli interventi che sarebbero in edilizia libera, il testo chiarisce che si passa a PAS se:
- il progetto insiste su beni o aree tutelate dal Codice dei beni culturali e del paesaggio
- interferisce con vincoli legati a:
- rischio idrogeologico
- difesa nazionale
- salute e pubblica incolumità
- rischio sismico
- rischio vulcanico
- prevenzione incendi
Tradotto: la vera semplificazione regge finché non si toccano aree o vincoli sensibili. Qui la tecnologia può aiutare molto.
Uso concreto dell’IA: sistemi GIS avanzati, alimentati da algoritmi di IA, possono verificare automaticamente:
- se il sito ricade in aree vincolate
- quali autorizzazioni aggiuntive serviranno
- quale iter (edilizia libera, PAS, AU) è realmente applicabile
Chi integra questi controlli già in fase di scouting riduce il rischio di blocchi in Conferenza dei Servizi.
3.2 PAS in aree idonee: automatica compatibilità urbanistica
Grande passo avanti: per gli interventi in PAS che cadono in aree idonee o zone di accelerazione, il decreto stabilisce che sono:
- non contrastanti con gli strumenti urbanistici adottati
- compatibili con quelli approvati
- coerenti con i regolamenti edilizi vigenti
Questo principio si estende anche agli interventi in edilizia libera.
La conseguenza pratica è forte: si riduce drasticamente il margine per blocchi motivati solo da strumenti urbanistici “non aggiornati” rispetto agli obiettivi di transizione energetica.
Per chi lavora con IA e pianificazione energetica territoriale è un’occasione enorme:
- mappatura intelligente delle aree idonee
- simulazione di scenari di sviluppo FER a livello comunale/regionale
- strumenti di supporto per i Piani energetici e climatici locali
4. Autorizzazione Unica, VIA e tempi: dove si può guadagnare mesi
L’Autorizzazione Unica (AU) viene meglio definita e, in parte, snellita.
4.1 Cosa ricomprende l’Autorizzazione Unica
Il Correttivo chiarisce che l’AU comprende:
- Valutazione di Impatto Ambientale (VIA)
- Valutazione di Incidenza Ambientale
- autorizzazione paesaggistica e culturale
- rilascio degli eventuali titoli edilizi
In più, stabilisce che la verifica di assoggettabilità a VIA (ove richiesta):
- deve precedere l’AU
- ha una durata massima di 90 giorni
Questo permette una pianificazione temporale molto più precisa dei progetti:
- chi fa sviluppo può modellare cronoprogrammi realistici
- chi finanzia può valutare meglio i rischi autorizzativi
- chi gestisce la rete può stimare quando nuova capacità entrerà davvero in esercizio
Gli strumenti di IA per la gestione del portafoglio progetti qui possono fare la differenza:
- previsione dei tempi effettivi di iter rispetto ai massimi di legge
- analisi dei fattori che rallentano le pratiche, per singolo territorio
- suggerimenti automatici per la documentazione da rafforzare prima della presentazione
4.2 Tempi ridotti per pompe di calore e revisioni di potenza
Il Correttivo introduce tempistiche ridotte di AU per:
- pompe di calore < 50 MW
- interventi di revisione della potenza con incremento ≤ 15%
Per il settore industriale e terziario questo è un segnale molto chiaro:
- convertire impianti termici tradizionali a pompe di calore di grande taglia sarà più rapido
- fare revamping di impianti esistenti (anche con accumulo e IA) diventa più appetibile
È il tassello normativo che mancava per far dialogare davvero:
- efficienza energetica
- elettrificazione dei consumi
- IA per l’ottimizzazione dei carichi e la gestione flessibile
5. Cosa significa tutto questo per chi lavora con l’IA nell’energia
Messa insieme, questa riforma amministrativa crea un contesto molto più favorevole alle soluzioni data‑driven.
5.1 Tre impatti diretti sulla “IA per la transizione verde”
-
Dati migliori per la pianificazione
Tempi massimi, definizioni chiare e SUER centralizzato significano dataset più completi e omogenei. Su questi si possono costruire modelli di IA per:- prevedere l’evoluzione del parco FER nazionale e locale
- stimare congestioni di rete e fabbisogno di accumulo
- ottimizzare gli investimenti in nuove infrastrutture
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Maggiore scalabilità dei progetti digitali
Con regole chiare su impianti ibridi, accumuli, elettrolizzatori e pompe di calore, i progetti pilota basati su IA non restano più “isole felici”: possono scalare su più siti con iter autorizzativi simili. -
Nuovi servizi di consulenza avanzata
Dallo scouting dei siti alla gestione dell’iter autorizzativo, c’è spazio per servizi che uniscono:- conoscenza normativa
- modellazione energetica
- algoritmi di IA e analytics
Chi si muoverà ora con team misti (ingegneri, legali, data scientist) avrà un vantaggio competitivo forte nel mercato italiano delle rinnovabili.
5.2 Domande frequenti che i clienti inizieranno a fare
Nei prossimi mesi, chi opera nel settore si sentirà chiedere spesso:
- Questo impianto rientra in edilizia libera o PAS?
- Se lo spostiamo in un’area idonea, quanto si riducono i tempi?
- Possiamo aggiungere un accumulo senza rifare tutta l’AU?
- La nostra rete locale regge un +15% di potenza installata?
- Come minimizziamo il rischio di sanzioni a fine vita dell’impianto?
Avere strumenti supportati da IA che rispondono rapidamente e con scenario analysis sarà un plus decisivo, sia per sviluppatori sia per banche e fondi.
Conclusioni: come prepararsi all’11 dicembre 2025
Il Correttivo TU FER non è un semplice “ritocco” normativo: è una messa a punto strutturale di come l’Italia gestisce autorizzazioni e regimi amministrativi per le rinnovabili.
Per chi lavora su IA nel settore energetico questa è una finestra di opportunità:
- più impianti potranno essere realizzati in tempi certi
- le configurazioni ibride (FER + accumulo + elettrolizzatori) diventano più gestibili
- dati e piattaforme (SUER in primis) offriranno nuova materia prima per modelli predittivi e strumenti decisionali
Il passo successivo è operativo: rivedere i propri processi interni, aggiornare template e check list autorizzative, e integrare fin da subito strumenti digitali — inclusa l’IA — che aiutino a navigare il nuovo quadro TU FER.
Chi saprà unire competenza normativa, visione energetica e tecnologie intelligenti guiderà davvero la transizione verde italiana, invece di inseguirla.