AquaPraça mostra come piazze galleggianti, IA e micro-grid possano guidare la transizione energetica nei porti e waterfront italiani, dai cantieri alla gestione.
AquaPraça, IA e transizione verde nei porti italiani
Nel 2030 oltre il 70% delle grandi città mondiali sarà costiero. Questo significa una cosa molto concreta: se non decarbonizziamo porti, waterfront e infrastrutture marittime, la transizione energetica resta un esercizio teorico.
Ecco perché il progetto AquaPraça, la piazza galleggiante di CRA-Carlo Ratti Associati e Höweler + Yoon presentata alla Biennale Architettura 2025 e scelta come landmark della COP30 a Belém, è più di un’installazione spettacolare. È un prototipo di come potremmo ripensare le infrastrutture sull’acqua – in chiave climatica, digitale e, soprattutto, data-driven.
Questo articolo collega AquaPraça alla realtà italiana: porti, banchine, waterfront urbani e cantieri che devono decarbonizzarsi in fretta. Vedremo come IA, sensori e modelli energetici predittivi possono trasformare un’idea culturale in una strategia operativa per la transizione verde nel settore energetico italiano.
AquaPraça: molto più di una piazza galleggiante
AquaPraça è una piazza culturale galleggiante progettata da CRA-Carlo Ratti Associati e Höweler + Yoon. È stata costruita dall’italiana Cimolai, sostenuta da un pool di partner internazionali e dopo la COP30 verrà donata al Brasile come spazio comunitario per il clima e le industrie creative.
Detto così sembra un gesto simbolico. In realtà racconta tre cose che per l’Italia contano tantissimo:
- L’acqua come nuova infrastruttura urbana: non solo trasporto e logistica, ma spazi pubblici, cultura, servizi.
- La modularità delle strutture: elementi prefabbricati, smontabili, spostabili da un contesto all’altro.
- La collaborazione internazionale pubblico–privato: ministeri, agenzie di sviluppo, grandi aziende, progettisti e costruttori.
La parte che spesso passa in secondo piano è che un’infrastruttura galleggiante ben progettata può diventare anche una micro-centrale di sperimentazione energetica: pannelli fotovoltaici integrati, sistemi di accumulo, monitoraggio in tempo reale dei consumi, controllo dei carichi critici. Tutti tasselli perfetti per portare l’intelligenza artificiale dentro la gestione energetica di porti e waterfront.
Perché i porti sono il “tallone d’Achille” della transizione energetica
Se guardiamo alla transizione energetica italiana, i porti sono una delle aree più delicate. Hanno tre problemi strutturali:
- Domanda energetica variabile e difficile da prevedere (navi in arrivo e in partenza, picchi stagionali, eventi, crociere).
- Mix di usi complicato: illuminazione, terminal container, cantieri navali, edifici uffici, aree logistiche, cantieristica.
- Pressione ambientale alta: emissioni, rumore, qualità dell’aria, impatti sull’acqua.
Qui l’IA smette di essere un concetto astratto e diventa un tool operativo. Le applicazioni più efficaci che sto vedendo nei porti italiani (o in fase di studio) sono:
- Previsione dei consumi energetici ora per ora, combinando dati storici, arrivi delle navi, meteo e calendario operativo.
- Ottimizzazione in tempo reale di illuminazione, pompe, sistemi HVAC negli edifici portuali in base a presenza e condizioni ambientali.
- Manutenzione predittiva di gru, impianti elettrici, colonnine di cold ironing, sistemi di ormeggio elettrificati.
- Integrazione delle rinnovabili (fotovoltaico su tetti, pensiline, barriere acustiche, superfici galleggianti) con sistemi di accumulo e gestione intelligente.
AquaPraça, per la sua natura modulare e galleggiante, è perfetta come laboratorio per queste tecnologie.
Una “piazza energetica galleggiante” può diventare un banco di prova per l’IA applicata alla gestione di micro-grid portuali.
AquaPraça come laboratorio di micro-grid intelligenti
La lezione più interessante di AquaPraça per chi lavora in Italia su energia e infrastrutture è questa: una struttura galleggiante è una micro-grid naturale.
Cosa vuol dire in pratica
Pensiamo a una piattaforma tipo AquaPraça installata in un porto italiano (Genova, Trieste, Taranto, Palermo):
- Moduli fotovoltaici integrati in coperture e parapetti
- Batterie o sistemi di accumulo sotto la quota di calpestio
- Colonnine per ricarica elettrica di piccole imbarcazioni o mezzi di servizio
- Sensori ambientali (qualità dell’aria, temperatura, rumore, moto ondoso)
- Contatori intelligenti su ogni carico principale (illuminazione, audio, climatizzazione degli spazi coperti)
Su questo “piccolo mondo chiuso” puoi far lavorare algoritmi di IA per la gestione energetica in modo molto controllato:
- Prevedere il fabbisogno elettrico nelle diverse fasce orarie, in base al calendario eventi e alle condizioni climatiche
- Ottimizzare l’uso della batteria per ridurre i prelievi in fascia cara
- Sperimentare logiche di demand response: ridurre alcuni carichi non critici quando la rete è in stress
- Simulare scenari di emergenza (blackout, onde di calore, ondate di freddo) e vedere come risponde il sistema
Una volta che questi modelli funzionano su una piattaforma come AquaPraça, possono essere scalati all’intero porto o a un distretto energetico urbano sul waterfront.
Dall’architettura galleggiante all’IA nei cantieri italiani
Qui entra in gioco il tema della nostra serie, “IA nel Settore Energetico Italiano: Transizione Verde”, e della campagna “Cantieri Digitali”. AquaPraça non è solo un oggetto finito: è il risultato di un processo di progettazione, costruzione e gestione che può essere profondamente digitalizzato.
1. Progettazione: gemello digitale e simulazioni energetiche
Per una struttura galleggiante complessa, un digital twin è praticamente obbligatorio se vuoi gestire rischi e costi.
Con un gemello digitale alimentato da IA puoi:
- Simulare flussi di persone, carichi strutturali e condizioni del moto ondoso
- Ottimizzare orientamento, ombreggiamento e superfici fotovoltaiche per massimizzare la produzione rinnovabile
- Valutare scenari di comfort termoigrometrico in spazi coperti e semiaperti
- Stimare la carbon footprint dell’intero ciclo di vita, scegliendo materiali e soluzioni più sostenibili
Queste stesse logiche si applicano alla progettazione di moli, terminal passeggeri, stazioni marittime e banchine elettrificate nei porti italiani.
2. Costruzione: cantieri con IA per tempi, costi ed emissioni
Una piattaforma come AquaPraça richiede una logistica di cantiere complessa, spesso in spazi ristretti e in convivenza con attività portuali. Qui l’IA aiuta su tre fronti:
- Ottimizzazione del cronoprogramma: algoritmi che ricalcolano in tempo reale tempi e sequenze delle lavorazioni quando ci sono ritardi, condizioni meteo avverse o problemi di fornitura.
- Riduzione dei consumi in cantiere: monitoraggio continuo di generatori, gru e mezzi di sollevamento per tagliare sprechi e ore macchina a vuoto.
- Controllo qualità automatizzato: computer vision per verificare saldature, allineamenti e corretta posa di elementi prefabbricati.
Portare questi strumenti nei cantieri italiani dell’energia (stazioni elettriche, impianti fotovoltaici, rigenerazioni di waterfront) significa ridurre costi, tempi e, soprattutto, emissioni di CO₂ di cantiere.
3. Esercizio: gestione energetica predittiva
Una volta in esercizio, AquaPraça a Belém potrà essere gestita come un piccolo “edificio intelligente sull’acqua”. È qui che l’IA esprime il massimo:
- Modelli predittivi che anticipano i picchi di carico (eventi, concerti, manifestazioni)
- Strategie di pre-raffrescamento o pre-riscaldamento per appiattire i picchi
- Manutenzione predittiva di impianti elettrici, illuminazione, ancoraggi, passerelle
- Report automatici sulle performance energetiche, con KPI chiari per la comunità locale
Tutto questo è perfettamente trasferibile ai porti italiani che puntano alla neutralità climatica.
Come applicare queste lezioni ai porti e waterfront italiani
Se gestisci o progetti infrastrutture portuali in Italia, AquaPraça ti dà una traccia concreta di lavoro. Ecco una roadmap pragmatica, dal punto di vista energetico e digitale.
1. Partire da un’area pilota, non dal porto intero
Il rischio più comune è voler “digitalizzare tutto” in una volta. Molto meglio:
- Selezionare un molo, una banchina o una piattaforma specifica come area test
- Creare un modello energetico digitale di quell’area
- Installare sensori, contatori intelligenti e, dove possibile, produzione rinnovabile
- Applicare algoritmi di previsione dei consumi e di ottimizzazione in tempo reale
In pratica: creare una “AquaPraça energetica” dentro il porto.
2. Introdurre progressivamente l’IA
L’IA non deve per forza entrare da subito come soluzione complessa. Una sequenza che funziona spesso è questa:
- Monitoraggio e raccolta dati (6–12 mesi)
- Analisi descrittiva: capire dove e quando si consuma di più
- Modelli predittivi semplici (regressioni, modelli di serie storiche) per prevedere il giorno dopo
- Algoritmi di ottimizzazione (scheduler dei carichi, regole di automazione)
- Integrazione con sistemi esistenti (BMS, SCADA, sistemi portuali)
L’obiettivo non è avere l’IA più sofisticata, ma una riduzione misurabile dei consumi e delle emissioni.
3. Collegare IA, energia e strategie urbane
AquaPraça è anche uno spazio pubblico. Questo punto spesso manca nella pianificazione energetica: i waterfront italiani non sono solo detentori di kWh, ma anche luoghi di vita.
Integrare IA e transizione energetica con la dimensione urbana significa:
- Progettare piazze, passerelle, parchi lineari sui moli come spazi educativi sull’energia (display di dati, percorsi didattici, eventi)
- Usare i dati di consumo e produzione per coinvolgere cittadini e turisti nelle scelte climatiche
- Sperimentare usi temporanei e stagionali degli spazi in base a disponibilità energetica rinnovabile
La transizione verde funziona davvero quando è visibile e comprensibile. Una piazza galleggiante alimentata da fotovoltaico e gestita da IA racconta questa storia meglio di qualsiasi slide.
Perché ora è il momento per i “cantieri digitali” dell’energia
Siamo a fine 2025, con la COP30 alle porte e con obiettivi climatici europei che non lasciano molti margini di rinvio. Progetti come AquaPraça ci mostrano una cosa chiara:
l’Italia può portare nel mondo non solo tecnologia e design, ma modelli concreti di transizione verde applicata alle infrastrutture reali.
Nel settore energetico, questo passa per tre mosse strategiche:
- Portare l’IA dentro la progettazione e la gestione delle infrastrutture portuali e costiere.
- Usare aree pilota (piattaforme galleggianti, moli, banchine) come sandbox per micro-grid intelligenti.
- Trasformare i cantieri in “cantieri digitali”, dove dati e algoritmi aiutano a ridurre costi, tempi ed emissioni.
Se lavori in un’autorità portuale, in una ESCo, in una multiutility o in una società di ingegneria, questo è il momento di passare dalla singola “sperimentazione spot” a un programma strutturato di progetti pilota.
La domanda vera è: quale sarà la tua AquaPraça? Una banchina riqualificata, un nuovo terminal, un piccolo molo turistico, una piattaforma per eventi? Qualunque sia il punto di partenza, l’IA può aiutarti a farlo diventare un tassello credibile della transizione energetica italiana.