Allplan Bridge 2023 porta la modellazione BIM parametrica dei ponti a un nuovo livello: più controllo su varianti, verifiche, collaborazione e cantieri digitali.
Allplan Bridge 2023: modellare ponti BIM senza limiti
Negli ultimi anni i progetti di ponti in Italia hanno subito una pressione enorme: norme sempre più stringenti, controlli più severi dopo i grandi crolli, richieste di tempi ridotti in gara e in cantiere. Molti studi di ingegneria e imprese si trovano a gestire varianti continue, revisioni last minute e modelli che non “stanno al passo” con le decisioni di progetto.
La realtà? Gran parte di questi problemi nasce da una modellazione rigida, poco parametrica, e da flussi di lavoro frammentati tra calcolo, disegno esecutivo e coordinamento BIM. Allplan Bridge 2023 interviene esattamente qui: introduce una modellazione parametrica libera in 3D pensata per ponti e infrastrutture, collegata nativamente al calcolo e al dettaglio in Allplan Engineering.
In questo articolo vediamo cosa cambia con Allplan Bridge 2023, perché la modellazione parametrica dei ponti è cruciale per i cantieri italiani oggi e come questa piattaforma può diventare un vero motore di produttività nei vostri progetti.
1. Perché la modellazione parametrica dei ponti è diventata indispensabile
La progettazione di un ponte nel 2025 non è più solo una questione di sezioni e carichi: è un problema di gestione del cambiamento. Tracciati che si aggiornano con gli studi di traffico, richieste del concessionario, interferenze con reti esistenti, varianti in corso d’opera.
Con un modello tradizionale, ogni modifica può significare:
- rifare la geometria 3D,
- aggiornare le armature,
- ricalcolare volumi e quantità,
- verificare di nuovo interferenze e fasi costruttive.
Con un modello parametrico, invece, la logica si ribalta: aggiorno parametri chiave (raggio, lunghezze campate, spessori, pendenze, posizione apparecchi d’appoggio) e il modello si adegua. Allplan Bridge 2023 spinge questo concetto oltre, con la modellazione parametrica libera nello spazio 3D.
Cosa significa “modellazione parametrica libera” per un ponte
La nuova versione permette di:
- modellare l’intero ponte o singoli sotto-elementi (pile, impalcato, traversi, diaframmi, cordoli, barriere, mensole, ecc.) come solidi volumetrici;
- usare primitive 3D (estrusioni, sweep, solidi base) e operazioni booleane (unione, sottrazione, intersezione);
- collegare tutto in modo parametrico, così che una modifica a un parametro a monte si propaghi ai componenti derivati.
Per un progettista italiano vuol dire, ad esempio, poter gestire in modo molto più fluido:
- varianti di impalcato acciaio–calcestruzzo, con anime irrigidite e dettagli particolari;
- ponti urbani con geometrie complesse, es. svincoli multilivello o viadotti metro;
- sottopassi, muri di sostegno, rampe, opere accessorie legate all’infrastruttura.
Questo approccio si integra naturalmente nella logica dei cantieri digitali: un unico modello parametrico, aggiornabile e condiviso, che accompagna l’opera dal concept alla fase esecutiva e, in prospettiva, alla gestione.
2. Allplan Bridge 2023: le novità chiave per chi progetta ponti
Allplan Bridge 2023 non è solo nuova modellazione libera. È un aggiornamento importante anche su norme, verifiche, prestazioni e collaborazione.
2.1 Normative nazionali e Eurocodice: verso un progetto “cantierabile”
La versione 2023 introduce le prime normative nazionali basate sull’Eurocodice per:
- Germania (DIN EN),
- Francia (NF EN),
- Spagna (UNE EN).
Per l’Italia, dove si lavora spesso in contesti internazionali (concessionari esteri, JV in gare europee, progetti di ponti per estero), questo è un passo concreto verso una piattaforma multinorma. Tutti gli stati limite seguono valori e metodi prescritti e sono riportati in report strutturati.
In pratica, se il vostro studio lavora su appalti internazionali, poter gestire in un unico ambiente BIM ponti che seguono normative diverse è un vantaggio competitivo reale: meno software da integrare, meno traduzioni di modelli, meno incoerenze.
2.2 Verifiche a fatica: progettare ponti davvero durabili
Uno dei punti più critici negli Eurocodici è la fatica. Allplan Bridge 2023 integra le verifiche a fatica basate sulla teoria del danno cumulativo per chi lavora con EC.
Questo permette di:
- modellare carichi di traffico variabili nel tempo, con date diverse e intensità diverse;
- definire, per ogni data, una “attività principale” con più sotto-attività, ognuna associata a:
- un tipo di veicolo,
- una combinazione di forze interne,
- un numero di cicli/anno.
Tradotto in pratica: potete simulare l’evoluzione del traffico lungo l’intera vita utile di progetto e dimostrare in modo coerente la resistenza a fatica fino a fine vita. Non è solo un requisito normativo: è un argomento che pesa molto nelle valutazioni di rischio di gestori e concessionari.
2.3 Un unico modello per analisi statica e dinamica
Altro tema classico: avere modelli separati per analisi statica (carichi permanenti, variabili, fasi costruttive) e analisi dinamica (sisma, vibrazioni). Ogni modifica geometrica rischia di non propagarsi correttamente da un modello all’altro.
Con Allplan Bridge 2023 si usa un unico modello analitico per:
- analisi statica,
- analisi dinamica con spettro di risposta multimodale.
È possibile ridurre la rigidezza torsionale di alcuni elementi tramite un fattore definito dall’utente, usato solo per l’analisi modale. Così potete calibrare in modo più realistico il comportamento dinamico del ponte, senza dover duplicare il modello.
Per un team di progettazione questo si traduce in:
- meno errori di incoerenza tra modelli,
- meno tempo perso in aggiornamenti manuali,
- iter più rapidi nelle fasi di verifica e validazione.
3. Templating, parametri e automazione: come aumentare davvero la produttività
Se progetti ponti con una certa frequenza, sai bene che molti elementi si ripetono: pile con piccole varianti, impalcati simili, appoggi, diaframmi, spalle. Modellarli ogni volta da zero è tempo buttato.
Allplan Bridge 2023 punta forte su templating e automazione:
- puoi standardizzare oggetti ricorrenti (es. pila tipo, sezione tipo, blocchi di ancoraggio di cavi, mensole per barriere);
- li riutilizzi in progetti diversi o in vari punti dello stesso viadotto;
- controlli il comportamento del template tramite set di variabili collegati al modello parametrico.
Queste variabili diventano la base perfetta per costruire workflow automatizzati. Ad esempio:
- generare un viadotto con campate variabili impostando solo lunghezze e quote;
- creare diverse varianti di impalcato modificando pochi parametri chiave;
- adeguare rapidamente il progetto a un nuovo tracciato fornito dal progettista stradale.
Questa logica è la stessa dei “cantieri digitali”: ridurre le attività ripetitive, rendere replicabile ciò che funziona, e concentrare il tempo degli ingegneri sulle scelte tecniche, non sul ridisegno.
Dependency tree-based solver: modifiche rapide anche per modelli complessi
Man mano che il modello cresce, il rischio è che ogni cambiamento faccia “rallentare” il sistema. Per evitarlo, Allplan Bridge 2023 introduce un dependency tree-based solver per il calcolo dei volumi e l’aggiornamento degli oggetti.
In pratica, il software:
- genera una gerarchia di dipendenze tra gli oggetti del modello;
- ricalcola solo la parte toccata dalla modifica;
- mantiene il resto del modello intatto.
Il risultato è una gestione fluida delle modifiche anche su strutture grandi e articolate, tipiche dei viadotti autostradali italiani o dei collegamenti ferroviari ad alta velocità.
4. Collaborazione con Allplan Engineering e comunicazione del progetto
Un modello BIM di ponte non serve solo a “fare il calcolo”: deve alimentare tavole esecutive, verifiche d’interferenza, computi, coordinamento tra progettista strutturale, impresa e direzione lavori.
4.1 Collegamento migliorato con Allplan Engineering
Allplan Bridge e Allplan Engineering parlano la stessa lingua, ma nel 2023 questa integrazione fa un salto di qualità.
In Allplan Bridge i dati sono organizzati in un “Custom tree”; in Allplan Engineering in Quadri/file di disegno. Ora:
- il modello di Allplan Bridge non viene solo trasferito, ma anche collegato ad Allplan;
- la struttura del “Custom tree” viene riportata nei documenti di Allplan;
- il trasferimento diventa controllato e sincronizzabile, non un’esportazione “a perdere”.
Questo è cruciale per i team italiani che lavorano in BIM con più figure:
- il progettista del ponte modella e calcola in Allplan Bridge;
- il team di esecutivi e armature lavora in Allplan Engineering;
- le modifiche restano sotto controllo, con meno rischio di discrepanze fra modello analitico e modello costruttivo.
4.2 Diagrammi 2D e 3D per spiegare il comportamento strutturale
Spiegare il comportamento di un ponte a chi non è strutturista (RUP, committente, impresa, amministrazioni) non è sempre semplice. Grafici chiari aiutano enormemente.
Allplan Bridge già consentiva di visualizzare:
- risultati dell’analisi strutturale,
- progettazione delle armature,
- diagrammi 3D.
Con la versione 2023 arrivano i diagrammi 2D, che offrono:
- presentazioni più immediate in relazione allo schema strutturale;
- una lettura chiara di momenti, tagli, deformazioni lungo l’asse del ponte;
- materiale pronto per relazioni tecniche e report di calcolo.
Per usare un esempio concreto: nella revisione con il concessionario potete mostrare, in pochi passaggi, come cambiano i momenti flettenti in campata al variare di alcune ipotesi di carico. Niente slide statiche rifatte a mano: il modello genera i diagrammi aggiornati.
5. Come un team può introdurre Allplan Bridge 2023 nel proprio flusso di lavoro
Passare a una progettazione BIM parametrica dei ponti richiede, come dice QUADRANTE nel case study, un vero cambio di mentalità. Non è solo “cambiare software”, ma cambiare modo di lavorare.
Un percorso efficace per uno studio o un ufficio tecnico italiano può essere questo:
-
Partire da un progetto pilota controllato
Scegliete un ponte di dimensioni medio-piccole, magari una variante in corso o un nuovo viadotto non eccessivamente complesso. Usatelo come banco di prova per la modellazione parametrica libera e i template. -
Definire template interni di studio
Create librerie di:- pile tipo (H, rettangolari, caisson, ecc.),
- impalcati tipo (trave composta, cassone, precompresso prefabbricato),
- dettagli ricorrenti (cordoli, giunti, diaframmi). Questi template diventeranno il vostro “DNA digitale” per i prossimi progetti.
-
Integrare subito la collaborazione con Allplan Engineering
Coinvolgete chi produce gli esecutivi e le armature fin dalle prime fasi, così la struttura del “Custom tree” sarà già pensata per le loro esigenze di dettaglio e tavole. -
Utilizzare la prova gratuita in modo mirato
La versione trial di 30 giorni ha senso se usata su un caso reale, con obiettivi chiari: arrivare a un modello completo, provare la sincronizzazione con Allplan Engineering, testare un paio di varianti significative. -
Formazione mirata su parametri e automazione
Chi guida il processo deve padroneggiare bene logiche parametriche, template, gestione del dependency tree. È lì che si crea il vero salto di produttività.
Questo approccio è perfettamente allineato con l’idea di “cantieri digitali” per l’edilizia e le infrastrutture italiane: meno improvvisazione, più dati, più controllo.
Conclusioni: perché Allplan Bridge 2023 è una scelta strategica per i ponti in Italia
Allplan Bridge 2023 porta la modellazione parametrica libera dei ponti a un livello maturo: solidi volumetrici, operazioni booleane, parametri collegati, un unico modello per statica e dinamica, verifiche a fatica, integrazione diretta con Allplan Engineering.
Per uno studio di ingegneria o un’impresa che lavora su ponti e viadotti in Italia, questo si traduce in:
- meno tempo sprecato su varianti e modifiche ripetitive;
- più controllo su verifiche normative e comportamento strutturale;
- migliore collaborazione tra chi calcola, chi disegna, chi costruisce;
- un passo concreto verso quel modello di cantiere digitale che oggi fa la differenza nelle gare e nelle grandi commesse.
Se il vostro portafoglio progetti include ponti, viadotti o infrastrutture complesse, vale la pena chiedersi:
quanto ancora ha senso lavorare con modelli rigidi e scollegati, quando esiste una piattaforma pensata specificamente per i ponti, nata per gestire il cambiamento e non subirlo?