Allplan Bridge 2024: progettare ponti meglio e più in fretta

IA nel Settore Energetico Italiano: Transizione VerdeBy 3L3C

Allplan Bridge 2024 porta la progettazione BIM dei ponti a un livello superiore: modellazione parametrica, analisi strutturale avanzata e reporting automatico per cantieri davvero digitali.

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Allplan Bridge 2024: progettare ponti meglio e più in fretta

Nel 2024 chi lavora sull’infrastruttura in Italia si trova davanti a una sfida chiara: servono più ponti, più sicuri e più duraturi, ma i tempi di progettazione e realizzazione devono accorciarsi drasticamente. Norme complesse, richieste di digitalizzazione dei cantieri e carenza di risorse tecniche rendono la vita difficile a studi, imprese e stazioni appaltanti.

La realtà? Gli strumenti tradizionali di calcolo e disegno 2D non bastano più. Per stare nei tempi di gara, coordinare più discipline e ridurre le varianti in corso d’opera, serve un approccio BIM specifico per i ponti, non un CAD generico adattato all’occorrenza.

Allplan Bridge 2024 va esattamente in questa direzione: un ambiente unico per modellazione parametrica, analisi strutturale e dettaglio costruttivo, pensato per ridurre errori, aumentare la produttività e portare i cantieri verso una vera ingegneria digitale dei ponti.


Perché la progettazione dei ponti ha bisogno di BIM “vero” nel 2025

La progettazione di ponti in Italia oggi è pressata da tre fattori: tempi stretti, complessità normativa e responsabilità crescenti sulla sicurezza.

Un ponte non è solo un’opera singola: è l’interfaccia tra infrastruttura stradale o ferroviaria, territorio, idraulica, geotecnica e traffico. Ogni modifica alla geometria impatta subito sottostrutture, armature, fasi costruttive e verifiche agli stati limite. Gestire tutto questo con file scollegati (CAD + fogli Excel + software di calcolo isolati) significa:

  • continui passaggi di dati manuali e rischio di errori;
  • difficoltà a gestire varianti progettuali veloci;
  • problemi di coerenza tra modello analitico e modello costruttivo;
  • tempi di revisione troppo lunghi per le scadenze di gara e appalto.

Un ambiente BIM parametrico dedicato ai ponti affronta proprio questi punti: un solo modello coerente, che governa geometria, carichi, armature, fasi costruttive e reportistica. Allplan Bridge 2024 si posiziona qui: non come “software di disegno”, ma come piattaforma di progettazione integrata.


Modellazione parametrica e contesto reale: il ponte nel suo territorio

La novità più concreta di Allplan Bridge 2024 è l’attenzione al posizionamento del ponte nel contesto reale. Non si lavora più su una geometria astratta, ma dentro il territorio.

Visualizzazione del terreno e topografia

Allplan Bridge 2024 permette di integrare modello del terreno, aspetti idrogeologici e ostacoli naturali e artificiali direttamente nell’ambiente di progettazione:

  • importazione e visualizzazione della topografia;
  • considerazione delle condizioni idrauliche e dei vincoli ambientali;
  • verifica visiva immediata di luci, altezze, interferenze.

Questo non è solo “nice to have”: con la pressione crescente su mitigazione del rischio idraulico e compatibilità paesaggistica (basti pensare alla sensibilità dopo i recenti eventi meteo estremi), poter valutare il ponte nel suo contesto già in fase preliminare riduce varianti e contestazioni successive.

Geometria dell’asse e sopraelevazioni via cloud

Un altro punto chiave per i ponti stradali e ferroviari è la gestione dell’asse in pianta, profilo e sopraelevazioni. In Allplan Bridge 2024 è possibile importare:

  • geometria planimetrica e altimetrica dell’asse;
  • definizioni delle pendenze trasversali;
  • dati via Allplan Cloud, con meno input manuali.

Questo si traduce in:

  • riduzione drastica degli errori di trascrizione;
  • aggiornamento rapido del modello quando cambiano gli allineamenti;
  • maggiore coerenza con il progetto stradale/ferroviario di riferimento.

Per chi lavora su grandi corridoi infrastrutturali – tipico caso dei progetti PNRR – questo significa non rifare il lavoro ogni volta che si aggiorna il tracciato.


Modellazione 3D parametrica, armature e dettaglio: dal concept al ferro

Un BIM per ponti ha senso solo se arriva fino al ferro. Altrimenti si ferma alla “bella immagine” e poi in cantiere si lavora ancora con 2D e integrazioni manuali.

Forma libera 2.0 e Body Container

Allplan Bridge 2024 estende la modellazione parametrica a forma libera 2.0:

  • qualsiasi elemento (travi, pile, impalcati) può essere estruso in un corpo 3D rimanendo completamente parametrico;
  • gli elementi possono essere usati per operazioni booleane, come template e spostati liberamente nello spazio;
  • la funzione gestisce combinazioni di più prismi in un unico modello;
  • introduce i Body Container, nuovi oggetti che semplificano le geometrie complesse.

Per chi si occupa di ponti curvi, impalcati misti, nodi complessi tra travi e traversi, avere strumenti di forma libera davvero parametrici significa poter cambiare una quota o una sezione e vedere aggiornarsi il modello in modo coerente, senza “rompere” il 3D.

Armature parametriche collegate al modello

Il vero salto di qualità della versione 2024 è la connessione parametrica delle armature:

  • Allplan Bridge collega la modellazione parametrica del ponte con la tecnologia delle PythonPart di Allplan;
  • non si trasferisce solo la geometria delle barre, ma anche posizione, numero, diametri e informazioni chiave;
  • il flusso di lavoro diventa completamente parametrico, dalla geometria alla costruzione.

In pratica: se cambia l’altezza di una trave, la variazione si propaga automaticamente alla sottostruttura e alle armature collegate. Meno rilavorazioni, meno incoerenze tra modello di calcolo, 3D costruttivo e tavole esecutive.

Per uno studio medio italiano questo si traduce in:

  • riduzione degli errori di dettaglio (che in cantiere costano moltissimo);
  • aggiornamento più rapido degli esecutivi dopo richieste del RUP o dell’impresa;
  • maggiore controllo sui quantitativi di acciaio e calcestruzzo.

Analisi strutturale avanzata e appendici nazionali EN per l’Europa

Un ponte non è solo geometria: il cuore del lavoro sta nelle verifiche strutturali. Allplan Bridge 2024 integra e potenzia proprio questa parte.

Metodo costruttivo a sbalzo bilanciato

Per molti viadotti in Italia, il metodo a sbalzo bilanciato è la tecnica preferita. La nuova versione di Allplan Bridge introduce carichi speciali dedicati e un flusso di lavoro guidato:

  • inserimento dei soli dati geometrici del carrello di varo;
  • definizione dei tempi delle fasi costruttive;
  • generazione automatica delle azioni di calcolo: spostamento carrello, getti, assemblaggio conci, peso proprio, pre-sollecitazione trefoli, effetti di scorrimento e ritiro.

Per il progettista significa:

  • meno tempo speso a costruire manualmente combinazioni di carico per fase;
  • maggiore affidabilità nel considerare correttamente la storia di carico del ponte;
  • riduzione del rischio di sottovalutare effetti viscosi e di ritiro.

Appendici Nazionali agli Eurocodici EN

La progettazione “seria” passa sempre da un punto: aderenza ai codici. Allplan Bridge 2024 introduce e aggiorna le Appendici Nazionali agli Eurocodici EN per diversi Paesi europei:

  • Germania (DIN EN)
  • Francia (NF EN)
  • Spagna (UNE EN)
  • Regno Unito (BS EN)
  • Austria (ÖNORM EN)
  • Polonia (PN EN)

Tutti gli stati limite considerano i valori e i metodi prescritti e li riportano in report strutturati.

Per i team italiani che lavorano con grandi general contractor internazionali, o su progetti cross-border, avere queste appendici direttamente nel software semplifica molto la progettazione integrata europea e riduce il ricorso a verifiche “esterne” o rifacimenti in altri ambienti.


Reporting automatico: dalla verifica al documento pronto per il RUP

Chi lavora su gare e appalti pubblici in Italia lo sa: una grossa parte del tempo non va solo nella progettazione, ma nella redazione dei documenti. Relazioni strutturali, tabelle, grafici, aggiornamenti continui.

Lo strumento di reporting per ponti di Allplan Bridge affronta proprio questo problema.

Dati di calcolo direttamente nei report

Con la nuova versione è possibile:

  • inserire dati di analisi strutturale direttamente nelle relazioni;
  • trascinare con drag&drop tabelle, immagini, grafici 2D e 3D;
  • evitare inserimenti manuali ripetitivi.

La parte interessante è che ogni modifica del modello aggiorna automaticamente i contenuti del report. Niente più “versione vecchia” della relazione che gira in commissione di gara o al collaudatore.

Database per filtrare, archiviare e analizzare

Il sistema integra un database che permette di:

  • archiviare e filtrare i dati di calcolo;
  • personalizzare le viste per diverse esigenze (perizia, collaudo, variante);
  • avere una base coerente per l’analisi comparativa di più soluzioni.

Per chi punta a diventare davvero uno studio di progettazione digitale dei ponti, questo tipo di gestione dei dati è un tassello fondamentale verso il cantiere 4.0: meno “file sparsi”, più informazione strutturata.


Come portare Allplan Bridge 2024 in uno studio o in impresa

Parlare di funzionalità è utile, ma il vero tema è: come usarle per cambiare il modo di lavorare, non solo per fare “come prima ma in 3D”. Ecco un percorso pragmatico che ho visto funzionare in realtà simili italiane.

1. Partire da un progetto pilota

Non serve rivoluzionare tutto in una volta. Meglio:

  1. scegliere un ponte di dimensioni medio-piccole ma rappresentativo (ad esempio un viadotto con pile standard e qualche particolarità);
  2. ricostruire il modello in Allplan Bridge 2024;
  3. confrontare tempi, coerenza dei dati e qualità delle tavole rispetto al flusso tradizionale.

Spesso il guadagno di tempo sulle varianti e sul coordinamento modello–armature è il primo risultato che convince anche i più scettici.

2. Collegare progettisti strutturali e chi segue il cantiere

Il vero valore arriva quando chi disegna, chi calcola e chi segue il cantiere lavorano sullo stesso modello:

  • il calcolista imposta geometria e carichi;
  • il modellatore 3D affina dettagli e interferenze;
  • il tecnico di cantiere usa viste, sezioni, quantità e report.

Questo è il senso della campagna “Cantieri Digitali” per l’edilizia italiana: trasformare il modello in uno strumento condiviso di controllo del progetto, non in un file da consegnare e dimenticare.

3. Sfruttare la versione di prova e formare il team

Allplan Bridge 2024 è disponibile con una versione di prova di 14 giorni. Il consiglio è semplice:

  • individuare 2–3 figure chiave (un senior, un modellatore, un tecnico di cantiere);
  • dedicare il periodo di prova a un caso reale, non a esercizi astratti;
  • creare subito template interni (sezioni tipo, armature ricorrenti, report standard).

Chi fa questo passaggio iniziale con metodo in genere riesce a consolidare il nuovo flusso in pochi mesi, e da lì i benefici diventano evidenti su ogni nuovo lavoro.


Perché Allplan Bridge 2024 è una scelta strategica per i ponti italiani

La progettazione dei ponti sta diventando sempre più digitale, normativa e responsabile. Non basta più “fare il modello”: serve controllare l’intero ciclo di vita del progetto, dalla topografia iniziale alla relazione finale.

Allplan Bridge 2024 si muove in questa direzione con:

  • modellazione 3D parametrica realmente orientata ai ponti;
  • integrazione tra geometria, armature, fasi costruttive e analisi strutturale;
  • gestione delle appendici nazionali EN per lavorare anche in contesti internazionali;
  • reporting automatico che riduce tempi e rischi di errore documentale.

Per studi di ingegneria, imprese e uffici tecnici che vogliono passare da un approccio “file e tavole” a cantieri digitali per l’edilizia infrastrutturale italiana, Allplan Bridge 2024 è più di un software: è un modo diverso di progettare ponti, più veloce, più controllato e più adatto alle richieste del 2025.

La domanda da farsi non è se adottare un BIM per ponti, ma quanto a lungo ci si può permettere di farne a meno in un mercato che corre verso digitalizzazione, trasparenza e responsabilità tecnica sempre maggiori.

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