Allplan Bridge 2024 porta la progettazione BIM dei ponti a un nuovo livello: modellazione parametrica, fasi costruttive, armature e report automatici in un unico flusso.
Allplan Bridge 2024: progettare ponti meglio e più in fretta
Nel 2023 il Ministero delle Infrastrutture ha censito oltre 30.000 ponti sulla rete stradale principale italiana, molti dei quali richiedono adeguamenti strutturali e nuovi interventi. Chi lavora in progettazione lo sa bene: tra richieste di sicurezza, tempi di gara sempre più stretti e carenza di tecnici esperti, i margini di errore si riducono a zero.
La realtà? La progettazione tradizionale dei ponti, basata su mille file sparsi, ricalcoli manuali e modelli poco integrati, non regge più. Servono strumenti BIM per ponti che uniscano modellazione, analisi strutturale, dettaglio e documentazione in un unico flusso digitale.
In questo contesto si inserisce Allplan Bridge 2024, pensato proprio per chi deve progettare e gestire ponti in modo parametrico, rapido e coordinato, riducendo rilavorazioni e sorprese in cantiere. In questo articolo vediamo cosa cambia davvero nella pratica quotidiana dello studio di ingegneria e del general contractor che lavora su infrastrutture in Italia.
Perché un BIM specifico per ponti fa la differenza
La progettazione BIM di ponti ha esigenze molto diverse da quella di edifici: geometrie complesse, sequenze costruttive delicate, fortissima dipendenza da topografia e vincoli territoriali, oltre alla necessità di rispettare gli Eurocodici e relative Appendici Nazionali.
Allplan Bridge 2024 affronta questi punti con tre leve principali:
- modellazione parametrica 3D avanzata, pensata per travi, impalcati, pile, spalle, appoggi, armature;
- analisi strutturale integrata con gestione di fasi costruttive, carichi speciali e precompressione;
- flussi di lavoro automatizzati per varianti, dettaglio, reportistica e coordinamento con il resto del BIM aziendale.
Per uno studio italiano significa, molto concretamente:
- meno tempo speso a rifare i modelli ad ogni variante;
- maggiore controllo sugli stati limite secondo EN ed Appendici Nazionali;
- documentazione più coerente e sempre allineata all’ultima revisione del progetto.
Inserire il ponte nel contesto: terreno, sopraelevazioni e vincoli reali
La progettazione di un ponte non parte dal ponte, ma dal contesto: terreno, idrografia, infrastrutture esistenti, interferenze con servizi e viabilità.
Visualizzazione e gestione del terreno
In Allplan Bridge 2024 la visualizzazione del terreno non è solo estetica: serve a prendere decisioni progettuali più rapide e fondate. Il modello consente di:
- valutare le altezze delle pile in funzione della topografia;
- analizzare gli impatti sulle spalle rispetto a scarpate, argini, linee d’acqua;
- verificare interferenze con viadotti esistenti, strade locali, linee ferroviarie.
Il vantaggio pratico è che ogni modifica parametrica – per esempio cambiare l’altezza delle travi o l’andamento dell’impalcato – si riflette automaticamente sugli elementi di sottostruttura. Non occorre ricostruire a mano porzioni di modello, riducendo fortemente il rischio di incoerenze.
Importazione delle sopraelevazioni via cloud
Una delle attività più noiose in fase preliminare è l’inserimento di dati planimetrici, altimetrici e di sopraelevazione dell’asse stradale o ferroviario. In Allplan Bridge 2024:
- la geometria planimetrica e altimetrica dell’asse viene importata direttamente;
- le pendenze trasversali sono acquisite come dati strutturati;
- il tutto avviene tramite Allplan Cloud, riducendo l’input manuale.
Risultato: meno errori di trascrizione, meno tempo sui file CSV e più energia sui nodi critici del progetto, come le fasi costruttive o l’ottimizzazione strutturale.
Modellazione parametrica 3D: dal concept al dettaglio costruttivo
Il cuore di Allplan Bridge 2024 è la modellazione parametrica 3D. Ma cosa significa davvero “parametrico” per chi progetta ponti?
Significa che travi, pile, plinti e impalcati non sono oggetti statici, ma elementi controllati da parametri (lunghezze, sezioni, spessori, raggi, inclinazioni) che possono essere modificati in qualsiasi momento, propagando automaticamente la variazione a tutto il modello.
Free-form 2.0: libertà di forma, controllo ingegneristico
La nuova modellazione a forma libera 2.0 permette di:
- estrudere qualsiasi elemento (travi, pile, impalcati) in corpi 3D parametrici, riutilizzabili in più punti del ponte;
- eseguire operazioni booleane complesse (fori, scassi, svuotamenti, incastri) mantenendo il controllo parametrico;
- combinare più prismi in un unico modello continuo, ad esempio per impalcati misti o sezioni variabili.
I nuovi Body Container aiutano a gestire gruppi complessi di elementi 3D, riducendo il numero di oggetti da controllare e facilitando varianti come:
- cambio di sezione in campata centrale;
- adattamento di pile e pulvini per nuove altezze di impalcato;
- correzioni geometriche richieste in fase di conferenza di servizi.
Per il mercato italiano, abituato a viadotti con geometrie particolari in zone collinari o montane, questa flessibilità è molto concreta: meno modelli “rigidi”, più capacità di seguire le richieste del RUP senza bloccare lo studio per settimane.
Armature parametriche: dal modello al ferro in officina
Molti software si fermano al modello strutturale. La parte davvero impegnativa, però, è il dettaglio delle armature, soprattutto su impalcati precompressi, pile cave, travi a cassone.
Allplan Bridge 2024 integra la modellazione parametrica delle armature con la tecnologia PythonPart di Allplan:
- le armature sono collegate parametricamente agli elementi strutturali;
- non si trasferisce solo la geometria, ma anche posizione, numero e diametro delle barre;
- il tutto resta modificabile: cambiano i parametri dell’elemento, si aggiorna l’armatura.
Questo porta a un flusso realmente BIM dalla progettazione alla produzione:
- meno disegni 2D da correggere a mano;
- aggiornamenti automatici dei ferri quando varia una sezione o uno spessore;
- maggiore coerenza tra modello, distinte ferri e file per la produzione.
Per il contractor o il prefabbricatore, significa ricevere informazioni più pulite e affidabili, con meno richieste di chiarimenti e meno varianti in corso d’opera.
Gestione delle fasi costruttive: carichi speciali e sbalzo bilanciato
I ponti non esistono solo nella loro configurazione finale: la fase costruttiva è spesso la più critica dal punto di vista strutturale. Il metodo a sbalzo bilanciato è un classico per molti viadotti italiani, soprattutto in zone difficili.
Con Allplan Bridge 2024 il metodo di costruzione a sbalzo è gestito in modo dedicato:
- si inseriscono i dati geometrici del carrello mobile;
- si definiscono i tempi delle fasi di costruzione;
- il software genera automaticamente le azioni di calcolo associate.
Tra queste azioni automatiche rientrano:
- applicazione e spostamento del carrello mobile;
- getto e montaggio dei conci;
- applicazione del peso proprio progressivo;
- pre-sollecitazione dei trefoli in ciascuna fase;
- considerazione di scorrimento e ritiro al variare dei carichi.
Il vantaggio:
- meno modellazioni manuali complesse;
- maggiore affidabilità delle verifiche in fase costruttiva;
- possibilità di spiegare al committente, con modelli e report chiari, perché certe scelte di sequenza sono obbligate.
Conformità a Eurocodici e Appendici Nazionali: un tema cruciale in Italia
Chi lavora su ponti per appalti pubblici in Italia si misura quotidianamente con gli Eurocodici EN e le relative Appendici Nazionali, sia italiane che di altri Paesi quando si lavora su commesse estere o transfrontaliere.
Allplan Bridge 2024 utilizza un modulo di progettazione basato su codice, che nella nuova versione integra ulteriori Appendici Nazionali, oggi disponibili per:
- Germania (DIN EN)
- Francia (NF EN)
- Spagna (UNE EN)
- Regno Unito (BS EN)
- Austria (ÖNORM EN)
- Polonia (PN EN)
Tutti gli stati limite considerano valori limite e metodi prescritti dall’Appendice Nazionale e vengono riportati nei report di calcolo.
Per uno studio italiano questo significa due cose:
- Maggiore facilità nel lavorare per committenti esteri o su infrastrutture internazionali, senza dover riconfigurare da zero i criteri di verifica.
- Reportistica più solida da presentare in sede di validazione, verifica indipendente e controllo da parte del RUP o dell’organismo di ispezione.
Report dinamici: meno Word, più dati coerenti
La produzione di relazioni di calcolo e documentazione tecnica assorbe spesso il 20–30% del tempo di un ufficio di progettazione. Ogni modifica al modello comporta correzioni manuali in testi, tabelle e grafici.
Lo strumento di reporting per ponti di Allplan Bridge 2024 cambia impostazione:
- i dati dell’analisi strutturale vengono inseriti direttamente nei documenti tramite drag & drop;
- è possibile inserire tabelle, immagini, grafici 2D e 3D collegati al modello;
- le modifiche al progetto si riflettono automaticamente nei report.
C’è anche un database che consente di:
- archiviare i dati in modo strutturato;
- filtrarli per combinazioni di carico, fasi, elementi;
- personalizzare viste e tabelle per diversi interlocutori (RUP, collaudatore, direzione lavori).
In pratica, si riduce drasticamente il tempo passato a “sistemare le relazioni” e si aumenta quello dedicato alla qualità del progetto.
Come integrare Allplan Bridge 2024 nei flussi digitali di studio e cantiere
Per chi lavora in Italia su cantieri digitali e transizione BIM, l’obiettivo non è avere un software in più, ma un tassello che si integri con il resto dell’ecosistema.
Alcuni spunti operativi per introdurre Allplan Bridge 2024 nel vostro flusso:
- Partire da un progetto pilota (ad esempio un viadotto di media complessità) per definire standard interni di modellazione, nomenclatura e impostazione parametri.
- Coinvolgere fin da subito il team strutturale e quello BIM, per definire ruoli: chi imposta la geometria, chi cura l’analisi, chi gestisce armature e documentazione.
- Collegare il modello ponte al modello di infrastruttura complessivo (tracciato stradale/ferroviario, opere d’arte minori, drenaggi) per avere un digital twin coerente.
- Formare il personale su fasi costruttive e carichi speciali, perché è qui che si ottengono i maggiori benefici in termini di riduzione errori.
- Usare la versione di prova di 14 giorni per testare il software su un caso reale e misurare tempi, numero di errori intercettati e qualità del modello finale.
Molti studi che ho visto fare questo passaggio notano che il salto di qualità non sta solo nella grafica, ma nella possibilità di tenere sotto controllo varianti e complessità senza perdere coerenza tra analisi, modello e tavole.
Perché ha senso provarlo adesso
Con il PNRR e i grandi programmi di manutenzione straordinaria, i prossimi anni continueranno a portare molte gare per viadotti, cavalcavia e ponti strategici. Essere pronti con una progettazione BIM di ponti solida e automatizzata non è un vezzo tecnologico: è un vantaggio competitivo concreto in termini di tempi, qualità e capacità di gestire commesse complesse.
Allplan Bridge 2024 offre:
- modellazione 3D parametrica specifica per ponti;
- integrazione armature e fasi costruttive (incluso sbalzo bilanciato);
- gestione coerente di Eurocodici e Appendici Nazionali;
- reporting dinamico che segue il progetto senza lavoro manuale.
Se state lavorando alla digitalizzazione del vostro ufficio tecnico o state impostando una strategia di cantieri digitali per le infrastrutture, questo è il momento giusto per testare una piattaforma pensata apposta per i ponti.
La domanda da porsi è semplice: quanto tempo e quanti rischi potete ancora permettervi con flussi non integrati, rispetto a un modello parametrico unico che accompagna il ponte dall’idea al collaudo?