ALLPLAN 2025: l’IA che entra davvero in cantiere

IA nel Settore Energetico Italiano: Transizione VerdeBy 3L3C

ALLPLAN 2025 porta IA, flussi BIM integrati e collaborazione cloud nei cantieri digitali. Ecco cosa cambia davvero per studi, imprese e prefabbricatori italiani.

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ALLPLAN 2025: l’IA che entra davvero in cantiere

Nel 2024 oltre il 70% degli studi di progettazione italiani dichiara di non avere abbastanza tempo per seguire tutti i progetti come vorrebbe. La causa? Troppe attività ripetitive, revisioni continue, coordinamento complesso tra progettisti, imprese, prefabbricatori e direzione lavori.

Ecco perché il lancio di ALLPLAN 2025 non è solo “un nuovo software”, ma un tassello concreto verso i cantieri digitali e l’uso reale dell’intelligenza artificiale nell’edilizia italiana. Il 10/10/2024 ALLPLAN ha presentato la versione 2025 con un grande evento virtuale: 40 sessioni online, 50 relatori, focus su IA, collaborazione cloud e flussi integrati per strutture, prefabbricazione e costruzione.

Questo articolo non è un comunicato stampa: è una guida ragionata su cosa cambia davvero per studi, imprese, uffici tecnici e prefabbricatori italiani che vogliono fare un passo deciso verso la progettazione BIM evoluta e il cantiere digitale.


Perché ALLPLAN 2025 è strategico per l’edilizia italiana

ALLPLAN 2025 punta a ridurre sprechi di tempo e di coordinamento lungo tutta la filiera AEC, dall’idea architettonica alla produzione in stabilimento, fino alla gestione del cantiere.

In pratica, che cosa offre di diverso rispetto a una “normale” release di aggiornamento?

  • introduce strumenti di visualizzazione e progettazione basati su IA, pensati per togliere lavoro ripetitivo ai tecnici;
  • migliora i flussi di lavoro per l’ingegneria strutturale, così da passare dal modello al calcolo, al dettaglio, al computo con meno frizioni;
  • rafforza il coordinamento tra progettazione, prefabbricazione e costruzione, riducendo errori e rilavorazioni in cantiere;
  • consolida la collaborazione interdisciplinare in cloud, requisito ormai imprescindibile per appalti complessi e per la PA.

Questo conta perché oggi la competitività di uno studio o di un’impresa non dipende solo dalla bravura tecnica, ma da quanto è fluido il flusso digitale tra architetti, strutturisti, impiantisti, imprese, uffici gare e produzione.

"ALLPLAN 2025 rappresenta un punto di svolta per il settore AEC, fornendo strumenti che non solo affrontano le sfide di oggi ma anticipano anche le esigenze di domani." – Eduardo Lazzarotto, Chief Product & Strategy Officer ALLPLAN


Visualizzazione e progettazione basate su IA: cosa cambia davvero

La novità più evidente di ALLPLAN 2025 è la visualizzazione basata sull’intelligenza artificiale unita a strumenti di progettazione automatizzata.

Cosa significa per il lavoro quotidiano

In concreto, l’IA interviene su almeno tre fronti chiave:

  1. Riduzione delle attività manuali ripetitive
    Operazioni come generare viste, varianti, layout o configurazioni standard possono essere automatizzate o fortemente accelerate. Il progettista passa meno tempo a “cliccare” e più tempo a ragionare sulle scelte progettuali.

  2. Visualizzazioni rapide per decisioni veloci
    Nelle fasi preliminari serve spesso far capire al cliente o al RUP l’impatto di una soluzione. La visualizzazione supportata dall’IA consente di ottenere viste di qualità in tempi ridotti, ideali per:

    • variantare una proposta in fase di gara;
    • presentare alternative in conferenza di servizi;
    • supportare decisioni in comitati tecnici interni.
  3. Automazione guidata, non sostitutiva
    L’IA non “sostituisce” il progettista, ma diventa un assistente che propone, genera, aggiorna. La responsabilità tecnica resta umana, mentre il software si occupa delle parti più ripetitive e d’insieme.

Per uno studio medio italiano, anche solo un 10–15% di tempo risparmiato a settimana sulle operazioni meccaniche significa avere giornate intere in più all’anno per progettare, seguire gare, curare i rapporti con i committenti.


Flussi integrati per l’ingegneria strutturale: dal modello al dettaglio

ALLPLAN 2025 migliora i flussi di lavoro per l’ingegneria strutturale, puntando a una catena continua dal concettuale all’esecutivo.

Perché questo è cruciale per strutturisti e imprese

Nel ciclo tradizionale, lo strutturista spesso lavora su più ambienti separati: modellazione, analisi, dettagli, computo. Ogni passaggio è un potenziale punto di errore o disallineamento.

Con flussi più integrati:

  • il modello strutturale diventa la fonte unica di verità;
  • gli aggiornamenti si propagano lungo il flusso, riducendo il rischio di incongruenze tra modello, tavole e computo;
  • il coordinamento con l’architettonico è più chiaro, soprattutto in ottica openBIM.

Esempio pratico: un edificio multipiano in c.a.

Per un edificio residenziale multipiano in calcestruzzo armato:

  • si parte dal modello architettonico condiviso;
  • lo strutturista imposta schemi e modelli analitici collegati al modello fisico;
  • si generano armature, dettagli, tavole e computi coerenti;
  • eventuali modifiche architettoniche (es. spostamento di un setto, variare un foro) si riflettono in modo controllato anche sulla parte strutturale.

Il risultato è un flusso meno frammentato, più adatto al contesto italiano fatto di continue revisioni da parte di comuni, soprintendenze, enti gestori e committenze private.


Coordinamento produzione–costruzione: meno errori, più margini

Per chi lavora in prefabbricazione, carpenteria metallica e cantieri complessi, ALLPLAN 2025 introduce strumenti mirati al coordinamento tra progettazione, produzione e messa in opera.

Dal modello alla fabbrica, senza riscrivere i dati

Quando il modello BIM è pensato per arrivare fino alla produzione, succedono tre cose positive:

  • si riducono i passaggi manuali di dati tra ufficio tecnico e produzione;
  • si abbassa il rischio di errori di interpretazione nei disegni esecutivi di pezzo;
  • aumenta la tracciabilità: ogni elemento prefabbricato o in acciaio è legato al modello e al computo.

Per un’azienda di prefabbricazione, questo significa meno:

  • rilavorazioni in stabilimento;
  • correzioni in cantiere;
  • discussioni su “chi ha sbagliato cosa”.

Il cantiere digitale non è teoria

Quando il progetto è coordinato e pensato in chiave digitale, sul cantiere arrivano:

  • elementi corretti;
  • tavole coerenti;
  • informazioni chiare su montaggio, fasi, pesi, attacchi.

Chi gestisce il cantiere può quindi concentrarsi su tempi, sicurezza e qualità, invece di passare le giornate a risolvere incongruenze tra tavole discordanti.


Collaborazione BIM in cloud: il progetto non è più “sul PC di qualcuno”

Un altro pilastro di ALLPLAN 2025 è la collaborazione interdisciplinare basata su cloud. È il passo necessario per arrivare a veri cantieri digitali e a una gestione efficace degli appalti complessi.

Perché il cloud fa la differenza nei progetti AEC

Con una piattaforma cloud integrata:

  • i dati di progetto sono condivisi e sempre aggiornati;
  • le discipline (architettura, strutture, impianti, prefabbricazione, impresa) lavorano su uno spazio comune;
  • è più facile gestire revisioni, approvazioni, clash e varianti.

Questo è particolarmente utile per:

  • appalti pubblici con molte figure coinvolte;
  • collaborazioni tra studi in città diverse;
  • progetti con componenti prefabbricate prodotte fuori regione;
  • modelli da mantenere vivi durante esercizio e manutenzione dell’opera.

Sicurezza e controllo

Il cloud, se gestito con strumenti professionali, non significa mettere i file “in giro”, ma avere:

  • controllo degli accessi per ruolo;
  • storicizzazione delle versioni;
  • log di chi fa cosa e quando.

Per un RUP, un general contractor o un project manager è un salto di qualità enorme: non si dipende più dalla buona volontà del singolo tecnico che “ha il file giusto sul computer”.


L’evento di lancio ALLPLAN 2025: perché riguardare le sessioni conviene ancora oggi

L’evento di lancio virtuale di ALLPLAN 2025 del 10/10/2024 ha messo in campo:

  • 40 sessioni online,
  • 50 relatori tra tecnici ALLPLAN ed esperti del settore,
  • presentazioni in inglese con sottotitoli in più lingue, quindi fruibili anche dai team italiani.

Chi lavora in uno studio o in un’impresa sa quanto sia complicato formare il personale senza fermare la produzione. La struttura dell’evento è stata pensata proprio per questo:

  • sessioni tematiche su architettura, ingegneria strutturale, infrastrutture, prefabbricazione, acciaio, cantiere;
  • casi applicativi, non solo teoria;
  • focus su IA applicata alla progettazione, non discorsi astratti.

Se il tuo obiettivo per il 2025 è davvero digitalizzare lo studio o l’impresa, dedicare tempo a rivedere questo tipo di contenuto formativo è un investimento, non un costo.


Come preparare il tuo studio o la tua impresa a ALLPLAN 2025

Per ottenere valore reale da ALLPLAN 2025 e dai suoi strumenti di IA e collaborazione, serve un minimo di strategia.

1. Mappa i tuoi flussi di lavoro attuali

Prima ancora del software, chiediti:

  • dove si perdono più ore? (varianti, revisioni, rilavorazioni di tavole…)
  • chi è costretto a fare lavoro ripetitivo a basso valore?
  • dove si creano più errori di coordinamento tra discipline?

Questi punti saranno le aree prioritarie dove sfruttare le nuove funzioni.

2. Decidi un “progetto pilota BIM evoluto”

Scegli un progetto concreto (non troppo critico ma nemmeno banale) su cui:

  • usare la collaborazione cloud;
  • sperimentare gli strumenti di IA per visualizzazione e automazione;
  • impostare un flusso integrato architettura–strutture–costruzione.

Meglio un progetto pilota seguito bene che dieci progetti in cui il BIM resta teorico.

3. Forma un nucleo interno di “champion digitali”

Non servono decine di esperti BIM. Ne bastano pochi, ma motivati, che:

  • seguano i contenuti formativi dedicati ad ALLPLAN 2025;
  • facciano da riferimento interno per domande e problemi;
  • aiutino a tradurre nel concreto, sul progetto, le nuove possibilità del software.

Perché agire ora: l’IA in edilizia non è più un “esperimento”

La sensazione diffusa nel settore è che IA e BIM siano concetti ancora “da convegno”. ALLPLAN 2025 mostra che queste tecnologie stanno entrando negli strumenti che usi ogni giorno.

Chi inizia ora a:

  • usare strumenti di progettazione automatizzata con IA;
  • strutturare flussi BIM integrati tra discipline;
  • lavorare con piattaforme cloud di collaborazione;

si troverà, entro un paio d’anni, con un vantaggio competitivo netto su chi continua a gestire tutto via PDF, email e file sparsi.

La realtà è più semplice di quanto sembri: non ti serve rivoluzionare l’intero studio domani mattina. Serve iniziare da un progetto, una squadra, un flusso critico e usare strumenti come ALLPLAN 2025 per trasformarli in qualcosa di più efficiente, controllabile e pronto per i veri cantieri digitali.