AI agentica ed EtherCAT: cosa cambia per la fabbrica

IA nel Settore Energetico Italiano: Transizione VerdeBy 3L3C

AI agentica, nuovo chip EtherCAT ET1150 e hardware Beckhoff 2025: come usarli in pratica per rendere fabbrica e logistica italiane più efficienti e affidabili.

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AI agentica ed EtherCAT: cosa cambia davvero per la fabbrica italiana

Nel 2025 Beckhoff torna a crescere: 1,25 miliardi di euro di fatturato, +7% dopo il brusco -33% del 2024. Non è solo un rimbalzo congiunturale. È il segnale che l’automazione sta entrando in una nuova fase, fatta di AI agentica in produzione, protocolli di comunicazione più efficienti e hardware pensato per ridurre costi e complessità a bordo macchina.

Per chi gestisce impianti, logistica o una supply chain complessa, questo conta moltissimo. Perché la differenza tra una linea che si ferma per un “Errore 3785” e una che si auto-diagnostica in pochi secondi non è teorica: sono ore di fermo impianto risparmiate, SLA rispettati e margini salvati.

In questo articolo vediamo cosa Beckhoff ha presentato a SPS 2025 e, soprattutto, come queste tecnologie possono essere sfruttate concretamente da costruttori di macchine e aziende manifatturiere italiane, con un occhio particolare a logistica e supply chain.


1. AI agentica a bordo macchina: dal codice al campo

La novità più interessante è chiara: l’AI non resta più confinata all’ufficio tecnico. Con TwinCAT 3 CoAgent for Operations, l’intelligenza artificiale entra nell’HMI e affianca tecnici e manutentori in tempo reale.

Cos’è, in pratica, l’AI agentica in fabbrica

L’AI agentica è un’intelligenza artificiale che non si limita a rispondere a domande, ma:

  • osserva il processo
  • correla allarmi, trend, parametri macchina
  • propone diagnosi probabili
  • guida l’operatore con istruzioni passo-passo

L’esempio classico citato da Beckhoff è perfetto: davanti a un messaggio “Errore 3785” la maggior parte dei tecnici deve aprire manuali o chiamare il costruttore. Con CoAgent for Operations, l’HMI può mostrare qualcosa tipo:

“Probabile causa: surriscaldamento motore asse X. Passo 1: verificare temperatura motore nel pannello di diagnostica. Passo 2: controllare ventilazione armadio. Passo 3: ridurre temporaneamente la velocità del profilo e pianificare un fermo per pulizia ventole entro 8 ore.”

Questo cambia il modo di gestire la manutenzione, soprattutto nelle realtà dove il personale esperto scarseggia – situazione molto comune in Italia, sia nelle PMI meccaniche sia in hub logistici automatizzati.

Perché questo è rilevante per la supply chain

Per chi gestisce magazzini automatici, sorter, trasloelevatori o sistemi shuttle, l’AI agentica ha tre impatti immediati:

  1. Riduzione dei tempi di fermo: il tecnico di turno non deve conoscere a memoria ogni codice allarme; l’assistente AI lo guida.
  2. Onboarding più rapido: i nuovi operatori imparano “on the job” seguendo le indicazioni del sistema, senza mesi di affiancamento.
  3. Standardizzazione degli interventi: niente più “ognuno fa a modo suo”; l’AI propone procedure coerenti, allineate alle best practice definite dall’azienda o dal costruttore.

Per la logistica italiana, spesso sotto pressione per gestire picchi stagionali (dal Black Friday a Natale, fino ai saldi), avere sistemi che si auto-spiegano durante un guasto è una forma di assicurazione operativa.

Dal data scientist all’esperto di automazione

Un altro passo importante è il TwinCAT 3 Machine Learning Creator esteso alle time series. Questo significa che non serve un data scientist per creare modelli di AI in grado di monitorare:

  • correnti di motori
  • temperature
  • vibrazioni di mandrini o riduttori

L’esperto di automazione può:

  1. selezionare i segnali (es. corrente di un motore asse Z, temperatura cuscinetto, velocità)
  2. usare il tool per addestrare un modello predittivo
  3. integrarli nel PLC per fare manutenzione predittiva nativa, senza piattaforme esterne complesse.

Per un sistema intralogistico questo vuol dire, ad esempio, prevedere con anticipo l’usura di:

  • ruote dei carrelli AGV/AMR
  • catene di trasporto
  • motori dei nastri

e pianificare gli interventi quando conviene, non quando la linea esplode di allarmi.


2. EtherCAT e il nuovo chip ET1150: velocità sì, ma con efficienza

Sul lato comunicazione di campo, Beckhoff punta ancora forte su EtherCAT. Il nuovo chip ET1150 è interessante non tanto perché “nuovo”, ma perché incarna una scelta precisa: massima compatibilità, meno consumo, più affidabilità.

Cosa porta di concreto l’ET1150

L’ET1150 è un ASIC EtherCAT che:

  • mantiene retrocompatibilità completa con sistemi dal 2003 in poi
  • riduce i consumi fino all’80% rispetto alle generazioni precedenti
  • ottimizza l’interfaccia di processo (PDI)

Per un costruttore di macchine o di sistemi di movimentazione questo si traduce in:

  • moduli I/O più “freddi”, quindi maggiore affidabilità nel tempo
  • minore necessità di ventilazione e spazio in quadro
  • possibilità di realizzare nodi EtherCAT compatti ideali per installazioni distribuite a bordo macchina o a bordo impianto.

Perché Beckhoff non rincorre il Gigabit dappertutto

Scelta controcorrente ma, a mio avviso, molto lucida: Beckhoff continua a usare il layer fisico a 100 Mbit per la gran parte delle applicazioni I/O. Non perché “non possano” fare di più (EtherCAT G esiste), ma perché nella pratica:

  • 100 Mbit su rame è più robusto ai disturbi EMC
  • ha cablaggi meno costosi
  • è più che sufficiente per il 90% delle applicazioni di automazione classica

EtherCAT G a Gigabit viene riservato a casi specifici, come il sistema di trasporto XPlanar, dove servono realmente grandi quantità di dati.

Per la fabbrica italiana, spesso alle prese con ambienti difficili, quadri stipati e impianti misti nuovi/vecchi, questa è una buona notizia: si possono aggiornare parti dell’impianto senza stravolgere l’infrastruttura, mantenendo robustezza e contenimento dei costi.


3. Nuovi PC industriali: più potenza, meno ingombro, più durata

L’automazione PC-based resta il cuore dell’offerta Beckhoff. A SPS 2025 arriva una generazione aggiornata di Panel PC e PC ultra-compatti che parla chiaro: più potenza di calcolo per AI, motion e HMI avanzate, senza esplodere i costi o lo spazio in quadro.

Panel PC “Next multi-touch” per HMI evolute

Le serie CP4xxx e CP5xxx “Next multi-touch” integrano processori Intel Atom x7000RE. Il punto non è solo la CPU, ma l’architettura modulare, pensata per rimanere sul mercato per anni.

Per un integratore o un OEM questo ha due effetti pratici:

  • cicli di vita più lunghi del prodotto: meno redesign hardware ogni 2-3 anni
  • HMI pronte a gestire interfacce grafiche ricche, inclusa l’AI agentica direttamente sul pannello, senza server esterni.

Serie C60xx: PC ultra-compatti con potenza da “grandi”

La famiglia C60xx adotta CPU Intel Atom x7 fino a 8 core a 3,0 GHz. Il modello C6025 è un buon esempio: 82 x 127 x 47 mm, ma con potenza sufficiente per:

  • gestire controlli complessi con molti assi
  • fare virtualizzazione leggera (es. separare ambiente IT/OT)
  • eseguire modelli di AI a bordo campo

In ambito logistico si possono immaginare nodi di controllo distribuiti direttamente su:

  • stazioni di picking
  • zone di smistamento
  • moduli di conveyor intelligenti

Il beneficio è chiaro: meno traffico verso server centrali, latenza ridotta e maggiore resilienza in caso di problemi sulla rete principale.


4. One Cable Automation e azionamenti “Economy”: meno cablaggio, più margine

Qui entriamo in un tema che tocca subito i costi di progetto e installazione: ridurre cavi, quadri e tempi di montaggio.

Connettori ibridi ECP/ENP e One Cable Automation

I nuovi connettori serie ECP ed ENP uniscono alimentazione ed EtherCAT sullo stesso cavo, secondo il concetto di One Cable Automation (OCA). Risultato dichiarato: fino al 66% di riduzione dei tempi di cablaggio.

Per un progetto di automazione di una linea di imballaggio o di un magazzino automatico, questo significa:

  • meno canaline
  • meno errori di cablaggio
  • messa in servizio più rapida

In più, la conformità allo standard DIN EN IEC 61076-2-118 rende questi connettori appetibili anche in contesti dove serve interoperabilità e dove l’end user vuole evitare soluzioni troppo proprietarie.

Sistema di azionamento Economy AM1000 + AX1000

Il pacchetto servomotore AM1000 + servoazionamento AX1000 è rivolto a chi deve tenere d’occhio il budget ma non vuole rinunciare alle funzioni chiave:

  • integrazione nativa in TwinCAT
  • tecnologia monocavo OCT
  • funzioni di sicurezza STO e SS1 integrate

Per i costruttori italiani di macchine standard (pallettizzatori, confezionamento, pick&place, macchine per la logistica interna) questa combinazione permette di:

  • restare competitivi sul prezzo
  • offrire comunque un livello di automazione “da grande OEM”
  • ridurre l’ingombro dei quadri grazie al monocavo e alla decentralizzazione.

5. Come trasformare queste innovazioni in vantaggio competitivo

La tecnologia, da sola, non fa miracoli. Ma usata con una strategia chiara può spostare gli economics di una fabbrica o di un hub logistico.

Ecco come aziende italiane di produzione e logistica possono usare le novità viste a SPS 2025 per fare un salto di qualità nella loro supply chain.

5.1 Strategie concrete per la supply chain italiana

  1. Ridurre il rischio operativo con AI agentica

    • Mappare le linee critiche (es. picking e smistamento) e portarvi CoAgent for Operations.
    • Definire, insieme al costruttore, le procedure standard che l’AI deve proporre in caso di guasto.
  2. Passare da manutenzione reattiva a predittiva

    • Identificare 3–5 componenti critici (motori, riduttori, nastri) causa di fermi frequenti.
    • Utilizzare Machine Learning Creator per creare modelli di time series che segnalino anomalie prima del guasto.
  3. Semplificare l’infrastruttura con One Cable Automation

    • Nei nuovi impianti, progettare fin dall’inizio con OCA per ridurre cablaggi e quadri periferici.
    • Nelle revamping, partire dalle isole più complesse per misurare il beneficio in ore uomo risparmiate.
  4. Standardizzare su EtherCAT 100 Mbit nei reparti misti

    • Usare l’ET1150 come base per nuovi nodi I/O, mantenendo compatibilità con il parco esistente.
    • Riservare EtherCAT G solo a impianti dove c’è davvero un’esigenza di banda elevata (visione artificiale massiva, XPlanar, ecc.).

5.2 Domande da farsi prima di un nuovo progetto

Ogni volta che si avvia un nuovo impianto o un revamping importante, ha senso porsi almeno queste domande:

  • Stiamo progettando pensando già alla manutenzione?
    Se la risposta è no, l’AI agentica è l’occasione per cambiare mentalità.

  • Abbiamo davvero bisogno del Gigabit ovunque?
    Molto spesso 100 Mbit con EtherCAT è più che sufficiente e più robusto.

  • Stiamo sfruttando la monocavo dove possibile?
    Ogni cavo in meno è tempo in meno in cantiere, e quello si traduce in margine.

Chi inizia oggi ad adottare questi criteri, tra 2–3 anni avrà un parco impianti più semplice da gestire, più resiliente e più pronto per nuove funzioni AI, rispetto ai concorrenti che restano fermi alle architetture di dieci anni fa.


Conclusione: l’AI entra davvero in reparto, non solo nelle slide

SPS 2025 conferma che l’evoluzione dell’automazione non è più solo questione di CPU più veloci o nuovi pannelli. Il vero salto è portare intelligenza operativa direttamente dove si producono pezzi, si movimentano pallet e si gestiscono ordini.

L’AI agentica di TwinCAT, l’efficienza del nuovo EtherCAT ET1150, i PC compatti C60xx, la One Cable Automation e gli azionamenti Economy AM1000/AX1000 sono tasselli di un unico disegno: macchine più semplici da installare, mantenere e integrare nella supply chain.

Per chi lavora nella manifattura e nella logistica italiana, la scelta non è più se usare o meno l’AI in fabbrica, ma come farlo diventare un vantaggio concreto in termini di disponibilità impianto, costi di esercizio e velocità di risposta al mercato.

Il momento giusto per iniziare a sperimentare è adesso: partire da una linea pilota, introdurre AI agentica in manutenzione, razionalizzare cablaggi e comunicazione. Chi farà questi passi nel 2026 si troverà, tra pochi anni, con una fabbrica davvero pronta per la prossima ondata di automazione.