Agrivoltaico in Italia: 11,5 GW di progetti, 11,8 mld di benefici e un ruolo crescente dell’IA per progettare, gestire e valorizzare impianti e territori.
L’agrivoltaico in Italia non è più una promessa: solo nei primi nove mesi del 2025 sono stati sviluppati 11,5 GW di progetti, con benefici stimati in 11,8 miliardi di euro lungo la vita degli impianti. Numeri così non appartengono a una nicchia sperimentale, ma a uno dei pilastri della transizione energetica italiana.
Questo tema interessa direttamente chi lavora tra energia, agricoltura, finanza e pubblica amministrazione. Da un lato c’è l’urgenza di installare nuova capacità fotovoltaica; dall’altro, la necessità di non sacrificare suolo agricolo e paesaggio. In mezzo, una leva strategica ancora poco sfruttata: intelligenza artificiale e dati per progettare, gestire e rendere davvero sostenibili gli impianti agrivoltaici.
In questo articolo, che fa parte della serie “IA nel Settore Energetico Italiano: Transizione Verde”, metto insieme i numeri chiave dello studio AIAS–Althesys e una lettura pratica: dove stanno i veri benefici dell’agrivoltaico, come stanno cambiando i costi, e in che modo IA e analisi dati possono aumentare il valore per aziende agricole, operatori energetici e territori.
1. I numeri chiave: 11,5 GW di agrivoltaico e 11,8 miliardi di benefici
L’agrivoltaico in Italia sta già generando un impatto sistemico. Lo studio AIAS–Althesys quantifica con chiarezza cosa significa in termini di valore economico e di sistema.
- 11,5 GW di progetti agrivoltaici sviluppati nei primi nove mesi del 2025
- 1,4 GW di questi sono sistemi elevati (strutture sopraelevate che permettono attività agricole sottostanti)
- 11,8 miliardi di euro di benefici complessivi stimati tra il 2025 e il 2059
- 6,6 miliardi di euro di valore aggiunto
- 2,9 miliardi di effetto leva sull’economia nazionale
- 2,3 miliardi di benefici ambientali (riduzione CO₂, qualità del suolo, adattamento climatico)
- Fino a 19.000 addetti stabili lungo la vita utile degli impianti
Questi valori non includono solo la vendita di energia. Parliamo di:
- redditi integrativi per le aziende agricole,
- investimenti locali in lavori, servizi e manutenzioni,
- minori costi legati alle emissioni climalteranti.
Il messaggio è semplice: l’agrivoltaico crea valore condiviso, non solo megawatt.
2. Il portafoglio progetti e il nodo delle autorizzazioni
Dietro ai 11,5 GW già sviluppati c’è un “serbatoio” di progetti ancora più grande. Lo studio ricostruisce il quadro autorizzativo cumulato 2021-2024:
- 52,6 GW di progetti agrivoltaici in attesa di autorizzazione
- 46,9 GW di impianti interfilari (circa 89%)
- 5,7 GW di sistemi elevati (circa 11%)
- previsione di 7,5 GW di agrivoltaico avanzato entro il 2030
Questo significa due cose:
- Il potenziale tecnico ed economico c’è già, non va “inventato”.
- Il vero collo di bottiglia resta l’iter autorizzativo e la frammentazione dei criteri regionali.
Qui l’intelligenza artificiale può fare la differenza, e non è fantascienza:
- modelli di simulazione territoriale possono aiutare le Regioni a definire aree idonee, valutando automaticamente vincoli paesaggistici, agricoli e ambientali;
- strumenti di geospatial AI possono analizzare dati satellitari, catastali e climatici per classificare i terreni dove l’agrivoltaico ha il miglior rapporto tra produzione energetica e valore agricolo;
- cruscotti data-driven possono supportare conferenze di servizi e Soprintendenze, riducendo tempi e conflitti.
Se le PA iniziano ad usare davvero questi strumenti, il salto di velocità sugli iter autorizzativi può essere notevole.
3. Benefici economici, ambientali e occupazionali: cosa significa sul campo
I benefici dell’agrivoltaico descritti da AIAS–Althesys non sono solo macro-numeri. Hanno ricadute molto concrete, soprattutto in un Paese con forte vocazione agricola come l’Italia.
3.1. Valore economico per imprese agricole e territori
La ricerca stima 1,7 miliardi di euro di benefici diretti per il settore agricolo. Da dove arrivano?
- Canoni o revenue sharing tra operatori energetici e agricoltori
- Nuove filiere di servizi (monitoraggi, manutenzione, consulenze agronomiche ed energetiche)
- Valorizzazione del suolo: un terreno marginale o poco redditizio può tornare al centro di un progetto produttivo
Per un’azienda agricola, questo può trasformarsi in:
- entrata annua stabile che riduce la dipendenza dai prezzi di mercato dei prodotti agricoli;
- possibilità di investire in agricoltura di precisione, sistemi irrigui efficienti, nuove colture;
- maggiore accesso al credito, perché i flussi dell’impianto agrivoltaico migliorano il profilo finanziario.
Qui l’IA entra come abilitatrice: modelli di previsione della produzione energetica e agricola riducono l’incertezza dei business plan, facilitando banche e investitori.
3.2. Benefici ambientali e adattamento climatico
I 2,3 miliardi di benefici ambientali stimati derivano da diversi fattori:
- meno emissioni di CO₂ grazie all’energia rinnovabile prodotta
- minore impatto sul consumo di suolo rispetto al fotovoltaico a terra tradizionale
- potenziale miglioramento del microclima per alcune colture (ombreggiamento controllato)
L’ombreggiamento delle strutture elevate può:
- ridurre lo stress idrico di colture sensibili alle ondate di calore;
- limitare l’evaporazione, con un uso più efficiente dell’acqua.
Con l’IA è possibile ottimizzare questi effetti:
- sistemi di controllo basati su machine learning regolano l’inclinazione dei moduli in base a previsioni meteo, fabbisogni idrici e stadio fenologico delle colture;
- algoritmi che correlano dati da sensori nel suolo, stazioni meteo e produzione FV regolano in tempo reale ombreggiamento e irrigazione.
In pratica, l’impianto non è più solo un generatore elettrico, ma un’infrastruttura agro-energetica intelligente.
3.3. Occupazione qualificata
I 19.000 addetti stabili nel ciclo di vita degli impianti non sono solo tecnici elettrici. Nascono nuove figure ibride:
- agronomi specializzati in agrivoltaico
- data analyst per l’ottimizzazione energetica e agricola
- tecnici O&M con competenze su sensoristica IoT e sistemi di monitoraggio basati su IA
Per chi oggi lavora già nel settore energetico o agricolo, questo è un terreno di upskilling evidente: chi saprà leggere dati e usare strumenti digitali sarà avvantaggiato.
4. Costi in calo: l’LCOE dell’agrivoltaico e il ruolo dell’IA
Lo studio AIAS–Althesys mette in chiaro che il costo dell’energia prodotta (LCOE) dagli impianti agrivoltaici sta diventando competitivo.
Nel 2025:
- il LCOE dell’agrivoltaico è sceso di circa 15-20%
- il range stimato è tra 40,4 e 53 €/MWh
Il calo è dovuto principalmente a:
- riduzione dei costi Capex (moduli, strutture, inverter)
- ottimizzazione delle spese operative grazie a standardizzazione e digitalizzazione
Qui l’intelligenza artificiale ha già un impatto misurabile.
4.1. IA per ridurre Capex e rischi di progetto
Durante la fase di sviluppo e progettazione, l’IA permette di:
- simulare centinaia di layout agrivoltaici (altezza strutture, distanza tra file, tipologia di colture) e scegliere quello che massimizza il binomio resa agricola + resa energetica;
- stimare con maggiore precisione la produzione FV su base oraria e stagionale, grazie a modelli meteo avanzati;
- prevedere l’impatto di scenari climatici futuri (ondate di calore, siccità) sia sulle rese agricole che sulla produzione elettrica.
Una progettazione più accurata riduce le riserve nei budget, rende più bancabili i progetti e quindi abbassa il costo del capitale.
4.2. IA per la manutenzione predittiva e l’“LCOE integrato”
Sul fronte O&M, l’IA consente di passare da manutenzione reattiva a manutenzione predittiva:
- analisi automatica delle curve di produzione per individuare moduli degradati o stringhe con anomalie
- uso di droni e visione artificiale per ispezioni rapide di grandi impianti
- algoritmi che suggeriscono quando intervenire per ridurre i fermi e prolungare la vita utile dei componenti
Questo si traduce in meno guasti imprevisti, meno ore/uomo e un profilo di produzione più stabile nel tempo.
Quando lo studio parla di “LCOE integrato”, il punto è chiaro: se sommiamo ai ricavi energetici i benefici ambientali, agricoli e sociali, l’agrivoltaico ben progettato è già oggi una delle opzioni più convenienti per il sistema Paese.
5. Osservatorio agrivoltaico e governance data-driven
Durante l’evento AIAS presso il GSE è stato presentato l’Osservatorio implementazione dell’agrivoltaico, sviluppato da Althesys e Teha.
L’obiettivo è ambizioso: trasformare un settore frammentato in un ecosistema governato da dati, trasparenza e best practice.
L’Osservatorio punta a:
- monitorare i progetti agrivoltaici sul territorio nazionale
- analizzare modelli di governance e contratti tra operatori energetici e aziende agricole
- supportare costruttori, sviluppatori, proprietari di terreni e PA nelle decisioni
Questo tipo di piattaforma è il luogo naturale dove far vivere algoritmi di IA per il settore energetico:
- sistemi di benchmarking automatico per confrontare le performance di impianti diversi
- modelli di rischio che incrociano dati ambientali, autorizzativi e di performance
- strumenti per simulare politiche di incentivo (come i meccanismi FER X e i contratti per differenza) e valutarne l’impatto su investimenti e bollette
Se usato bene, un Osservatorio così diventa il “cervello” dell’agrivoltaico italiano, collegato alla più ampia strategia di transizione verde assistita da IA.
6. Come prepararsi: aziende agricole, operatori energetici, PA
Chi vuole giocare un ruolo nell’agrivoltaico avanzato, soprattutto in chiave IA, dovrebbe iniziare a muoversi ora.
6.1. Aziende agricole
Per un imprenditore agricolo, i passi concreti sono:
- mappare le superfici potenzialmente idonee (anche marginali o poco produttive)
- capire quali colture possono trarre vantaggio da ombreggiamento e sensoristica
- valutare partnership con operatori energetici che propongono agrivoltaico avanzato certificato (es. certificazione AIAS-RINA)
- investire in competenze digitali di base (lettura dati, strumenti di monitoraggio)
6.2. OperatorI energetici e investitori
Per chi sviluppa o finanzia progetti:
- integrare da subito tool di simulazione basati su IA nelle fasi di scouting e progettazione
- costruire modelli di business che condividano in modo trasparente i benefici con le aziende agricole
- puntare su piattaforme di monitoraggio integrato agro-energetico, non solo SCADA elettrici tradizionali
6.3. Pubbliche amministrazioni
Per Regioni, Comuni e enti autorizzativi:
- adottare strumenti di analisi territoriale basati su dati aperti e IA per definire aree idonee
- uniformare criteri e linee guida, anche sfruttando l’Osservatorio agrivoltaico
- investire nella formazione dei tecnici su agrivoltaico, IA e valutazione integrata dei progetti
Chi riuscirà a combinare politiche chiare, tecnologia digitale e partecipazione dei territori raccoglierà non solo megawatt, ma consenso e sviluppo locale.
7. Perché l’agrivoltaico è centrale nella transizione verde italiana
L’agrivoltaico, letto attraverso i dati AIAS–Althesys e gli strumenti dell’intelligenza artificiale, è molto più di una nuova tipologia di impianto fotovoltaico. È un tassello chiave per:
- raggiungere gli obiettivi nazionali sulle rinnovabili
- salvaguardare la competitività dell’agricoltura italiana
- creare lavoro qualificato nei territori
- ridurre in modo strutturale le emissioni e la vulnerabilità climatica
La realtà è più semplice di quanto sembri: quando energia e agricoltura lavorano insieme, l’IA non è un orpello tecnologico, ma un moltiplicatore di valore. Aiuta a progettare meglio, gestire meglio, misurare meglio.
Nei prossimi anni vedremo una differenza netta tra impianti “semplicemente autorizzati” e impianti pensati in chiave data-driven: i secondi genereranno più energia, più reddito agricolo, meno conflitti sociali.
Se lavori nel settore energetico o agricolo, la domanda non è se l’agrivoltaico ti riguarderà, ma quando. E la risposta migliore è iniziare ora a costruire competenze, partnership e progetti in cui IA e transizione verde camminano davvero insieme.