Agrivoltaico e IA: 11,5 GW che cambiano l’energia

IA nel Settore Energetico Italiano: Transizione VerdeBy 3L3C

L’agrivoltaico italiano vale 11,5 GW di progetti e 11,8 mld di benefici. E con l’IA può diventare uno dei pilastri della transizione energetica nazionale.

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L’agrivoltaico italiano non è più una promessa: nei primi nove mesi del 2025 sono già 11,5 GW di progetti in sviluppo e 11,8 miliardi di euro di benefici attesi lungo la vita utile degli impianti. Numeri da filiera industriale matura, non da nicchia sperimentale.

Questo conta davvero per chi lavora nell’energia e nell’agricoltura: parliamo di una tecnologia che unisce produzione rinnovabile, reddito agricolo e tutela del suolo. E che, se integrata con intelligenza artificiale, può diventare uno dei pilastri della transizione energetica italiana al 2030.

In questo articolo vediamo:

  • cosa racconta lo studio AIAS–Althesys sui costi e benefici dell’agrivoltaico;
  • come questi numeri si inseriscono nella strategia italiana di decarbonizzazione;
  • dove e perché l’IA nel settore energetico fa davvero la differenza per progettare, gestire e finanziare gli impianti agrivoltaici;
  • cosa dovrebbe fare oggi un operatore energetico o un’azienda agricola per non restare ai margini di questo mercato.

1. Agrivoltaico in Italia 2025: numeri che non si possono ignorare

L’essenza del messaggio dello studio AIAS–Althesys è chiara: l’agrivoltaico genera valore condiviso per il sistema Paese, non solo kWh.

Secondo l’analisi presentata presso la sede del GSE:

  • nei primi nove mesi del 2025 sono stati sviluppati 11,5 GW di progetti agrivoltaici,
  • di cui 1,4 GW di sistemi elevati, quindi con strutture sopraelevate che consentono di continuare le coltivazioni e le attività agricole sotto i moduli.

Sul fronte autorizzativo, il quadro cumulato 2021-2024 è ancora più impressionante:

  • 52,6 GW di progetti agrivoltaici in iter,
    • 46,9 GW interfilari (circa l’89%),
    • 5,7 GW elevati (circa l’11%).

Si prevede inoltre almeno 7,5 GW di agrivoltaico avanzato al 2030. Questo significa che l’agrivoltaico non è un semplice “fotovoltaico in campagna”, ma un vero segmento tecnologico autonomo, con logiche, metriche e modelli di business propri.

Perché questi numeri interessano chi lavora nell’energia

Per un operatore energetico o un investitore, questi dati raccontano tre cose:

  1. Pipeline enorme: il potenziale di mercato è rilevante, ma ancora in gran parte bloccato a livello autorizzativo.
  2. Competizione crescente: chi impara per primo a progettare, valutare e gestire bene l’agrivoltaico (anche con strumenti di IA) costruisce un vantaggio competitivo concreto.
  3. Pressione regolatoria: l’attenzione di MASE, GSE e Regioni è alta. L’agrivoltaico è percepito come tassello strategico tra rinnovabili e politica agricola.

E qui l’intelligenza artificiale diventa chiave:

  • per snellire e qualificare i progetti,
  • per dimostrarne la sostenibilità,
  • per ottimizzare la resa energetica e agricola in fase di esercizio.

2. I benefici dell’agrivoltaico: economia, ambiente, lavoro

Lo studio AIAS–Althesys stima che i benefici complessivi dell’agrivoltaico sviluppato nel 2025 siano pari a 11,8 miliardi di euro nell’arco 2025-2059.

La scomposizione è particolarmente interessante per chi deve costruire un business case robusto:

  • 6,6 miliardi di euro di valore aggiunto per il sistema economico;
  • 2,9 miliardi di effetto leva sull’economia, cioè impatti indiretti e indotti lungo la filiera (fornitori, servizi, logistica, trasformazione);
  • 2,3 miliardi di benefici ambientali, grazie a minori emissioni di CO₂, riduzione dell’uso di combustibili fossili, tutela del suolo.

Sul fronte lavoro, si parla di fino a 19.000 addetti stabili lungo la vita degli impianti. Non solo installazione, quindi, ma manutenzione, servizi digitali, agronomia, ingegneria.

Il ruolo centrale del settore agricolo

Il comparto agricolo non è una comparsa. Nello studio emergono benefici diretti per circa 1,7 miliardi di euro a favore delle aziende agricole, dovuti principalmente a:

  • redditi integrativi da canoni o partecipazioni ai proventi dell’impianto;
  • nuove opportunità imprenditoriali (filiera corta, trasformazione, turismo rurale abbinato all’impianto);
  • valorizzazione delle superfici coltivate, che possono aumentare resilienza a siccità e ondate di calore grazie all’ombreggiamento controllato.

Il Ministro Gilberto Pichetto Fratin ha sintetizzato bene il punto:

“L’agrivoltaico innovativo consente di affermare la diffusione delle rinnovabili e di valorizzare l’agricoltura di qualità”.

Questo è esattamente lo spazio in cui l’IA nel settore energetico può creare ulteriore valore: misurare, prevedere e dimostrare questi benefici in modo oggettivo, bancabile, replicabile.

3. Costi in calo: LCOE agrivoltaico e ruolo degli algoritmi

Secondo i dati presentati da AIAS–Althesys, nel 2025 il LCOE dell’agrivoltaico si è ridotto del 15-20% rispetto agli anni precedenti, attestandosi in un range fra 40,4 e 53 €/MWh.

Sono valori già competitivi con molte altre tecnologie rinnovabili, soprattutto se si considera l’“LCOE integrato”, che include nella valutazione anche:

  • benefici ambientali;
  • benefici sociali e occupazionali;
  • redditività agricola preservata o potenziata.

Come l’IA può abbassare ancora il LCOE

Qui la connessione con la serie “IA nel Settore Energetico Italiano: Transizione Verde” diventa molto concreta. Algoritmi e piattaforme di intelligenza artificiale aiutano a ridurre il costo dell’energia prodotta in almeno cinque aree:

  1. Progettazione ottimizzata del layout
    Modelli di IA possono:

    • simulare diverse configurazioni di pannelli (altezza, inclinazione, distanza);
    • valutare ombreggiamento e resa energetica;
    • incrociare questi dati con modelli agronomici (crescita delle colture, stress idrico, produttività).

    Risultato: più kWh prodotti a parità di CAPEX, e maggiore resa agricola.

  2. Previsione della produzione e dei consumi
    Modelli predittivi basati su IA:

    • migliorano le previsioni di generazione fotovoltaica su base oraria;
    • permettono integrazione più efficiente con la rete e con sistemi di accumulo;
    • supportano contratti di lungo termine (PPA) più precisi e bancabili.
  3. Manutenzione predittiva
    Analizzando dati da sensori, inverter e tracker, algoritmi di machine learning:

    • individuano in anticipo anomalie e guasti;
    • riducono i fermi impianto;
    • ottimizzano gli interventi di O&M.

Effetto diretto: OPEX più bassi e performance ratio più elevati.

  1. Ottimizzazione agricola sotto i moduli
    Nel vero agrivoltaico, il campo resta un campo. L’IA può:

    • analizzare immagini satellitari o da drone per monitorare salute delle colture;
    • suggerire irrigazione mirata;
    • correlare dati meteo, produzione fotovoltaica e rese agricole per scegliere le varietà più adatte.
  2. Analisi di scenario per incentivi e FER X
    Con i nuovi meccanismi FER X basati sui contratti per differenza, l’IA può:

    • simulare scenari di prezzi dell’energia;
    • ottimizzare strategie di offerta alle aste;
    • valutare il trade-off tra quota di energia incentivata e quota sul mercato.

In sintesi: chi integra da subito strumenti di IA nella progettazione e gestione degli impianti agrivoltaici può limare ulteriormente costo del kWh e rischio operativo, due variabili che fanno la differenza nell’accesso al credito e nella competizione per le aste.

4. Governance, certificazione e dati: perché servono piattaforme intelligenti

Lo studio AIAS–Althesys non si ferma ai numeri. Disegna anche l’ecosistema di governance che sta nascendo attorno all’agrivoltaico.

Certificazione Agrivoltaico Sostenibile AIAS–RINA

La Certificazione Agrivoltaico Sostenibile AIAS–RINA è un tassello importante. Come ha spiegato Alessandra Scognamiglio (ENEA, Presidente AIAS), questa certificazione è:

“Una guida per esplicitare le caratteristiche dell’agrivoltaico che lo rendono sostenibile”.

Tradotto per chi sviluppa progetti: serve una tracciabilità dei dati su:

  • resa energetica;
  • continuità e qualità delle attività agricole;
  • effetti su suolo, acqua, biodiversità;
  • impatti socio-economici sul territorio.

L’IA qui è quasi imprescindibile. Raccogliere, pulire, integrare e analizzare questi dati in modo continuativo richiede piattaforme digitali strutturate, non fogli Excel.

Osservatorio implementazione dell’agrivoltaico

Durante l’evento è stato presentato anche l’Osservatorio implementazione dell’agrivoltaico, sviluppato da Althesys e Teha. Obiettivo: monitorare progetti, governance, operations, fornendo supporto a:

  • operatori energetici;
  • aziende agricole;
  • EPC e costruttori;
  • proprietari dei terreni.

Un osservatorio di questo tipo, se ben alimentato con dati di campo e analytics, può diventare una vera piattaforma di IA per policy e investimenti:

  • benchmarking tra regioni, tecnologie e modelli agricoli;
  • identificazione di best practice replicabili;
  • supporto alle Regioni nella definizione di criteri omogenei;
  • input quantitativi per gli aggiornamenti normativi.

La realtà è che, senza questa infrastruttura dati, l’agrivoltaico rischia di essere letto come “fotovoltaico a terra 2.0”, generando conflitti locali e blocchi autorizzativi. Con dati solidi, invece, diventa più facile dimostrare ai decisori pubblici e alle comunità locali che l’impianto non sostituisce l’agricoltura, ma la rafforza.

5. Cosa fare oggi: passi concreti per operatori energetici e aziende agricole

Chi vuole cogliere l’opportunità dell’agrivoltaico integrato con IA, nel contesto della transizione verde italiana, dovrebbe muoversi su tre piani.

5.1 Strategia e modello di business

Per operatori energetici e investitori:

  • definire una linea agrivoltaica dedicata, con competenze agronomiche interne o in partnership;
  • impostare i business plan considerando l’LCOE integrato (energia + benefici agricoli + vantaggi ambientali);
  • strutturare da subito schemi di revenue sharing con le aziende agricole, per evitare conflitti futuri.

Per le aziende agricole:

  • valutare la coerenza tra colture, clima locale e tipologia di impianto (interfilare vs elevato);
  • cercare partner che portino non solo capitali, ma anche soluzioni digitali per la gestione agronomica;
  • pensare all’agrivoltaico come a uno strumento per aumentare resilienza climatica e marginalità, non solo come affitto del terreno.

5.2 Dati e intelligenza artificiale

Entrambi i mondi – energia e agricoltura – dovrebbero considerare da subito:

  • l’adozione di piattaforme di monitoraggio avanzato (sensori, droni, immagini satellitari);
  • l’utilizzo di algoritmi di IA per previsione, manutenzione, irrigazione, scelta varietale;
  • la costruzione di un data room strutturato per facilitare bancabilità, certificazioni e accesso agli incentivi FER X.

Chi parte con una base dati pulita e ben organizzata nei primi anni di esercizio avrà un vantaggio enorme nel ciclo di vita dell’impianto.

5.3 Relazione con il territorio e con i regolatori

Infine, c’è il tema – spesso sottovalutato – della percezione pubblica:

  • coinvolgere fin dall’inizio Comuni, associazioni agricole, consorzi di bonifica;
  • usare dati (non slogan) per mostrare benefici su suolo, occupazione, redditività agricola;
  • allineare i progetti con certificazioni riconosciute e con le linee guida degli osservatori nazionali.

Qui l’IA può aiutare anche nella comunicazione: modellare scenari, visualizzare impatti, tradurre in modo comprensibile numeri complessi.

Conclusioni: agrivoltaico, IA e transizione verde italiana

L’agrivoltaico avanzato, con i suoi 11,5 GW di progetti e 11,8 miliardi di benefici attesi, è uno dei tasselli più concreti della transizione energetica italiana. Ma il vero salto di qualità arriverà solo se sarà trattato come un sistema integrato energia–agricoltura–dati, e non come una semplice variante del fotovoltaico a terra.

La combinazione tra:

  • politiche nazionali (FER X, ruolo del GSE),
  • strumenti di governance (certificazione AIAS–RINA, osservatorio agrivoltaico),
  • soluzioni di intelligenza artificiale per progettazione, gestione e monitoraggio,

può trasformare l’agrivoltaico in un caso di scuola di come l’IA nel settore energetico italiano supporta davvero la transizione verde: abbassa i costi, riduce il rischio, aumenta l’accettabilità sociale e crea valore per i territori.

La domanda, a questo punto, non è se l’agrivoltaico crescerà, ma chi sarà in grado di governarne la complessità. Chi saprà mettere insieme competenze energetiche, agricole e digitali oggi, sarà il protagonista del mercato di domani.

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