Agreenet e IA: cosa insegna al vino italiano

IA nel Settore Energetico Italiano: Transizione VerdeBy 3L3C

Agreenet vince GoBeyond 2025 e mostra al vino italiano come unire IA, sostenibilità e meno sprechi in vigneto e cantina. Ecco cosa puoi copiare subito.

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Perché la vittoria di Agreenet parla anche al vino italiano

Ogni anno in Italia finiscono nei rifiuti milioni di tonnellate di cibo. Una parte importante arriva proprio dalla filiera agroalimentare, logistica compresa. In questo scenario, la notizia che Agreenet ha vinto GoBeyond 2025 non è solo l’ennesimo premio startup: è un segnale forte per chi lavora nel food, nel vitivinicolo e nella transizione verde.

Agreenet sviluppa biomateriali avanzati che proteggono gli alimenti freschi e ne prolungano la conservazione, contribuendo a ridurre lo spreco alimentare. Dietro queste soluzioni ci sono modelli di analisi dati, ricerca sui materiali, integrazione con processi produttivi e, sempre più spesso, tecnologie di intelligenza artificiale.

Questo interessa direttamente chi produce vino: le stesse logiche – controllo qualità, riduzione sprechi, ottimizzazione energetica – sono alla base delle applicazioni di IA nel settore vitivinicolo italiano. Se stai gestendo una cantina o un’azienda agricola, quello che sta facendo Agreenet oggi sul fresco è molto vicino a ciò che puoi fare tu su vigneto, cantina e distribuzione.

In questo articolo vediamo:

  • cosa rappresenta davvero la vittoria di Agreenet a GoBeyond 2025
  • come i trend ESG e digitali del contest si collegano al mondo del vino
  • esempi concreti di IA in vigna e in cantina ispirati da casi come Agreenet
  • cosa può fare adesso un produttore vitivinicolo che vuole passare dalla teoria ai progetti.

GoBeyond 2025 e Agreenet: un segnale per l’agrifood tech italiano

La call GoBeyond 2025, promossa da Sisal, è una delle piattaforme italiane più interessanti dedicate all’innovazione responsabile. L’edizione di quest’anno ha raccolto circa 350 candidature, con un aumento delle startup già presenti sul mercato: significa che l’ecosistema sta maturando e che non si parla più solo di idee, ma di soluzioni pronte a scalare.

Al centro di questa edizione c’è Agreenet, che si porta a casa un grant equity free da 50.000 euro. Non è solo un assegno: è tempo guadagnato per la R&D, capacità di industrializzare prima, possibilità di integrare meglio dati, sensori, algoritmi.

La logica che guida il progetto è chiara:

  • ridurre lo spreco alimentare allungando la shelf life
  • usare biomateriali avanzati, quindi meno impatto ambientale rispetto agli imballaggi tradizionali
  • integrare questo approccio nelle filiere food, che vanno dalla produzione agricola allo scaffale.

Questa impostazione – ridurre sprechi, misurare impatti, integrare digitale e materiali innovativi – è esattamente la stessa di cui il settore vitivinicolo ha bisogno per restare competitivo, in un momento in cui i margini si assottigliano e i costi energetici restano instabili.

Dal fresco al vino: cosa può copiare il vitivinicolo da Agreenet

La vera lezione di Agreenet per il vino italiano non è “fare biomateriali”, ma pensare la sostenibilità come leva tecnologica, non come semplice obbligo normativo.

1. Riduzione degli sprechi: dal prodotto fresco all’uva e al vino

Nel caso di Agreenet, lo spreco riguarda frutta, verdura e altri alimenti freschi. Nel vino, lo spreco assume forme diverse, ma la logica è identica:

  • uva persa per mancato monitoraggio del vigneto (malattie, stress idrico)
  • vino scartato per difetti in fermentazione o in affinamento non intercettati per tempo
  • stock invenduti o mal gestiti per previsioni errate della domanda.

L’IA può intervenire in tutti questi punti:

  • monitoraggio del vigneto con sensori e immagini satellitari: modelli di machine learning analizzano umidità, stress idrico, rischio malattie, e aiutano a intervenire solo dove serve
  • analisi predittiva in cantina: dati su temperatura, pH, zuccheri, cinetica fermentativa alimentano modelli che anticipano criticità e suggeriscono correzioni
  • previsione vendite e gestione stock: algoritmi che incrociano dati storici, andamento meteo, eventi, canali di vendita, per decidere cosa imbottigliare, quando e in che formato.

Il punto è lo stesso di Agreenet: meno sprechi significa più margine, meno impatto e meno energia buttata via.

2. Materiali intelligenti e packaging dei vini

Il lavoro di Agreenet sui biomateriali apre una riflessione anche sul packaging del vino.

Negli ultimi anni abbiamo visto crescere:

  • bag-in-box di qualità
  • bottiglie più leggere
  • tappi alternativi e soluzioni a minor impatto.

La prossima frontiera, spinta dall’IA e dai dati, potrebbe essere:

  • packaging con sensori integrati a basso costo, in grado di monitorare temperatura e urti nel trasporto
  • etichette intelligenti collegate a piattaforme digitali, che registrano le condizioni di conservazione (utile per vini da invecchiamento)
  • analisi LCA (Life Cycle Assessment) supportate da algoritmi, per confrontare in modo oggettivo vetro, alluminio, carta, ecc.

La stessa mentalità che porta Agreenet a misurare l’impatto dei biomateriali può aiutare una cantina a scegliere tra bottiglia tradizionale e alternative più sostenibili, senza farsi guidare solo dalla percezione.

3. Dati ESG come asset, non come burocrazia

GoBeyond nasce in un contesto chiaramente ESG oriented: sostenibilità ambientale, impatto sociale, governance. Agreenet funziona perché porta numeri misurabili: chilogrammi di cibo salvati, emissioni evitate, costi ridotti.

Per il vino questo è un nodo cruciale. Le cantine che stanno lavorando bene sulla transizione energetica e sull’uso dell’IA hanno tutte una cosa in comune: trattano i dati ESG come un asset strategico.

Esempi concreti:

  • monitorare i consumi energetici di cantina (refrigerazione, compressori, pompe) con sistemi intelligenti e algoritmi di ottimizzazione
  • stimare le emissioni per bottiglia incrociando dati su trasporti, packaging, input di vigneto
  • usare questi dati non solo per la rendicontazione, ma per guidare scelte su investimenti in fotovoltaico, coibentazione, soluzioni di recupero calore.

La vittoria di una startup come Agreenet, dentro un contest molto attento all’ESG, segnala che il mercato – e gli investitori – premia chi sa connettere innovazione digitale e risultati misurabili anche sul fronte ambientale.

IA, energia e vigneto: collegare innovazione e transizione verde

La serie di cui fa parte questo articolo, dedicata a “IA nel Settore Energetico Italiano: Transizione Verde”, non riguarda solo utility e grandi impianti. Il vino italiano è un pezzo importante della transizione energetica, perché consuma energia, acqua, suolo e genera trasporti su larga scala.

La buona notizia? Le stesse logiche viste in GoBeyond 2025 si possono tradurre in progetti molto concreti per le cantine.

Monitoraggio energetico intelligente in cantina

Nella pratica, molte cantine non hanno un quadro chiaro di dove si consuma energia e quando. Un sistema basato su IA può:

  • raccogliere dati in tempo reale da contatori e sensori (frigorie per la refrigerazione, kWh per pompe e linee di imbottigliamento)
  • costruire modelli di consumo per capire gli sprechi
  • suggerire fasce orarie e strategie operative per ridurre i picchi, sfruttare meglio il fotovoltaico o altre rinnovabili.

È lo stesso approccio “data-driven” che ritroviamo nei progetti premiati da GoBeyond, applicato però alla micro-energia di cantina, non solo alla grande industria.

IA in vigneto: meno input, più qualità

Sul vigneto, l’IA può ridurre l’uso di acqua, fitofarmaci e trattamenti non necessari, a beneficio sia dei costi sia delle emissioni:

  • modelli predittivi per malattie della vite (peronospora, oidio) che suggeriscono il momento migliore per trattare
  • sistemi di irrigazione di precisione, che incrociano dati meteo, sensori nel suolo e previsioni microclimatiche
  • droni e immagini ad alta risoluzione per mappare vigore, stress e differenze intra-parcellari.

Questo incrocio tra viticoltura di precisione e IA riduce consumi e impatti, mantenendo o migliorando la qualità dell’uva. È la stessa logica di Agreenet: usare tecnologia per fare di meno ma meglio.

Cosa insegna GoBeyond 2025 alle cantine italiane

La nona edizione di GoBeyond non ha premiato solo Agreenet. Tra le novità spiccano:

  • un premio per l’internazionalizzazione (assegnato a Fluid Wire Robotics, attiva nella robotica per ambienti estremi)
  • la GoBeyond Challenge dedicata a progetti di open innovation e venture clienting, vinta da Certy nel campo della cybersecurity
  • spazi di supporto anche alle startup concept only, con percorsi di formazione e advisory.

Per il vino italiano ci sono almeno tre messaggi chiari.

1. L’innovazione sostenibile è sempre più internazionale

Il premio a Fluid Wire Robotics, con un focus sull’espansione negli Stati Uniti, mostra che chi innova in modo serio sulla sostenibilità ha un orizzonte globale. Per le cantine questo significa:

  • pensare i progetti di IA e transizione energetica non solo per il proprio territorio, ma anche come vantaggio competitivo nei mercati export
  • usare le certificazioni e i numeri ESG come strumenti commerciali solidi, non come semplice “bollino verde”.

2. Cybersecurity e dati: anche la cantina è un bersaglio

La vittoria di Certy nella GoBeyond Challenge mette sul tavolo un tema spesso ignorato nel mondo del vino: sicurezza digitale.

Se una cantina inizia a usare:

  • sistemi di monitoraggio da remoto
  • piattaforme cloud per la gestione dei dati produttivi
  • soluzioni di IA per ottimizzare energia e produzione,

sta automaticamente esponendo dati e processi a rischi nuovi. La cybersecurity non è un tema solo da banche o ospedali: un attacco può fermare linee di imbottigliamento o bloccare sistemi di refrigerazione nei momenti critici.

3. Le idee contano, ma senza execution restano concept

GoBeyond prevede premi e percorsi dedicati alle startup concept only, ma il grant principale va a chi dimostra di saper fare. Agreenet non è solo un’idea: è un progetto con basi tecnologiche solide, pronto a entrare nelle filiere.

Per un produttore vitivinicolo il ragionamento è identico:

  • non basta parlare di IA e transizione verde nel bilancio di sostenibilità
  • servono piloti concreti, metriche chiare (kWh risparmiati, % di scarti ridotti, tonnellate di CO₂ evitate), responsabilità di progetto definite.

Da dove iniziare se sei una cantina o un’azienda vitivinicola

Prendendo spunto da Agreenet e dagli altri progetti di GoBeyond 2025, una cantina che vuole fare sul serio con IA e sostenibilità può muoversi così.

1. Mappare dove oggi si spreca valore

Non serve partire con algoritmi sofisticati. Prima mappa:

  • dove perdi uva (malattie, stress idrico, vendemmia non ottimale)
  • dove scarti vino (difetti, errori di processo)
  • dove consumi più energia del previsto (refrigerazione, aria compressa, pompe)
  • dove sbagli le previsioni di vendita.

Questo ti dà l’elenco dei problemi concreti su cui l’IA può davvero portare valore.

2. Scegliere un progetto pilota con ritorno chiaro

Meglio partire con un pilota piccolo ma misurabile, ad esempio:

  • monitoraggio avanzato di una singola parcella di vigneto
  • ottimizzazione energetica della sala di fermentazione
  • previsione vendite per una linea di prodotto core.

Definisci da subito:

  • dati da raccogliere
  • tecnologia/partner da coinvolgere
  • obiettivo numerico (es. -15% consumi, -20% scarti, +10% accuratezza forecast).

3. Pensare da subito a ESG e comunicazione

I numeri che raccogli per il progetto di IA sono anche numeri ESG. Organizzali in modo da poterli usare per:

  • bilancio di sostenibilità
  • comunicazione verso buyer e consumatori
  • partecipazione a bandi o call dedicate alla transizione verde.

È esattamente quello che rende progetti come Agreenet interessanti per contest come GoBeyond: capacità di coniugare innovazione, misurabilità e storytelling credibile.

Perché questo momento è favorevole al vino che innova

Tra PNRR, bandi regionali, maggiore attenzione dei consumatori e richieste stringenti della distribuzione, il contesto del 2025 è particolarmente favorevole a chi nel vino decide di fare un salto di qualità su IA e transizione energetica.

La vittoria di Agreenet a GoBeyond 2025 è un promemoria: chi unisce tecnologia, sostenibilità e capacità di esecuzione oggi trova ascolto, capitali e partner. Non riguarda solo il fresco o la logistica. Riguarda tutte le filiere, vitivinicolo compreso.

Se gestisci una cantina, la domanda non è più “se” l’IA entrerà nei tuoi processi, ma quanto in fretta vorrai usarla per ridurre sprechi, consumi energetici e impatto ambientale, mantenendo la qualità che rende unico il vino italiano.


Vuoi capire da dove partire con un progetto pilota di IA in vigneto o in cantina e come collegarlo ai tuoi obiettivi di sostenibilità ed energia? È il momento giusto per passare dalla teoria ai numeri, prima che lo faccia il tuo vicino di filare.